News, Dati, Eventi finanziari debito pubblico ......moneta.....e nonna abelarda



<LI id=tl_unit_7496796288700200407 class="fbTimelineUnit fbTimelineTwoColumn clearfix" data-fixed="1" data-size="1" data-side="l">

Abbattiamo la Frode Bancaria e il Signoraggio ha condiviso un link.


3 aprilehttps://it-it.facebook.com/pages/Abbattiamo-la-Frode-Bancaria-e-il-Signoraggio/208622872545749#


UN GRANDE! «L'Ungheria deve restare ungherese», ha detto Orbàn parlando davanti alla folla, ribadendo l'importanza della difesa dell'identità nazionale di fronte a un'Ue troppo invadente.

http://m.ilgiornale.it/news/2014/04/03/il-premier-anti-austerita-spaventa-bruxelles-ma-fa-volare-lungheria/1007179/



Il premier anti austerità spaventa Bruxelles ma fa volare l'Ungheria
m.ilgiornale.it

«Four more years», quattro anni in più al governo, è la scritta sul cartellone che due ragazze tenevano fieramente in mano al corteo della Fidesz (Unione civica ungherese) sabato scorso a Budapest. L'ultima...




26Mi piace · Commenta · Condividi


Piace a Torello Porcello, Габриеле Розати, Mariannagennari Tonydellisanti e altri 32.





1016629_3073811782097_350112512_t.jpg

 
[FONT=sole_serif_headlinebold]L'Economia chiarisca il valore e i rischi attuali dei contratti sui derivati[/FONT]

Interrogazione presentata il 03 aprile 2014 da: Carla Ruocco (M5S)


http://www.lobby24.ilsole24ore.com/interrogazione/camera/2014-04/l-economia-chiarisca-valore-e-rischi-attuali-contratti-derivati-140142.php


RIVOLTA A
Economia e Finanze


Per sapere – premesso che:
   il Financial Times, nel giugno 2013, ha lanciato un allarme in base ai dati contenuti nel rapporto semestrale che il Ministero dell'economia e delle finanze ha inviato alla Corte dei conti (numeri ufficiali ma non pubblici), secondo cui l'Italia rischia perdite per miliardi di euro a causa di contratti su derivati ristrutturati all'apice della crisi dell'eurozona, nel 1990;
   il quotidiano della City cita il documento di ventinove pagine del Ministero con dettagli sulle transazioni sul debito italiano e sull'esposizione nella prima metà del 2012, inclusa la ristrutturazione di otto contratti derivati con banche straniere per un valore di 31,7 miliardi di euro;
   secondo gli esperti, i contratti originali risalgono alla fine degli anni 1990. In quel periodo scrive il Financial Times «Mario Draghi, attuale presidente della Bce, era direttore generale del Tesoro»;
   il Financial Times sottolinea che il rapporto non specifica le potenziali perdite dell'Italia sui derivati ristrutturati. Ma tre esperti indipendenti consultati dal quotidiano calcolano le perdite, sulla base dei prezzi di mercato al 20 giugno 2013, a circa 8 miliardi di euro;
   «gli esperti che lo hanno esaminato – aggiunge il Financial Times – hanno detto che la ristrutturazione ha consentito al Tesoro di scaglionare i pagamenti dovuti alle banche straniere su un periodo più lungo ma, in alcuni casi, a termini più svantaggiosi per l'Italia»;
   il documento del Ministero non nomina le banche né fornisce i dettagli sui contratti originali, «ma gli esperti ritengono che risalgano alla fine degli anni 1990. In quel periodo Roma aggiustava i conti con pagamenti in anticipo dalle banche per centrare gli obiettivi di deficit fissati dall'Unione europea per i primi 11 Paesi che volevano aderire all'euro. Nel 1995 l'Italia aveva un deficit di bilancio del 7,7 per cento. Nel 1998, l'anno cruciale per l'approvazione del suo ingresso nell'euro, il deficit si era ridotto al 2,7 per cento»;
   sul rapporto del Ministero, riportano il Financial Times e il quotidiano La Repubblica (26 giugno 2013), nel mese di aprile 2013 è intervenuta anche la Guardia di finanza con perquisizioni negli uffici di via XX settembre, «con un mandato di esibizione di documenti, in cerca delle confirmation letter, i contratti di stipula di quei derivati. Finora, però, il Tesoro non ha mostrato quegli originali alle Fiamme gialle» –:
   se corrisponda al vero quanto riferito dal Financial Times circa l'esistenza di un'operazione originaria rinegoziata otto volte nel corso degli anni;
   in caso affermativo, quale siano i dettagli dell'operazione originaria (tassi applicati, nozionale, durata) e quali le sue finalità;
   se non si ritenga di fornire, inoltre, una descrizione minuziosa delle altre otto ristrutturazioni (tassi, nozionale e durata), delle finalità e delle motivazioni che hanno condotto alle singole rinegoziazioni;
   quale sia il valore di mercato, alla data di chiusura, di ogni derivato anticipatamente estinto e, alla data di apertura, di ogni derivato aperto;
   quale sia il valore attuale del derivato (derivati) in essere;
   quale sia il rischio massimo connesso allo strumento finanziario in essere.
(4-04339)

 
PARA BAILAR LA GANGA - OGGI L'ISPETTORE DI BANKITALIA LA GANGA SARA' SENTITO A SIENA DAI PM PER IL DERIVATO ALEXANDRIA - MA SE LUI SAPEVA, COME MAI VIA NAZIONALE E' INTERVENUTA TARDI?

Bellucci di Mps sostiene che la “discussione” della possibile “ristrutturazione” del derivato Alexandria l’ha fatta “con il team ispettivo della Banca d’Italia”, “quasi esclusivamente con la persona del dottor La Ganga”. Allora perché Via Nazionale non è intervenuta prima su Mps costringendolo a svalutare Alexandria?...



Andrea Giacobino per il blog "andreagiacobino.wordpress.com"
Sarà seduto su una poltrona scomoda come teste, oggi a Siena, Pasquale La Ganga, uno degli ispettori di Banca d'Italia. Riprende infatti il processo che vede imputati l'ex presidente del Monte dei Paschi Giuseppe Mussari, l'ex direttore generale Antonio Vigni e l'ex capo della finanza Gianluca Baldassarri.
Pasquale La Ganga bankitalia
Tutti e tre gli ex manager sono accusati di "ostacolo all'attività di vigilanza", cioè di aver ostacolato la Banca d'Italia, occultando la documentazione relativa al famoso derivato Alexandria che fu poi contabilizzato come perdita dalla gestione del nuovo presidente Alessandro Profumo e del nuovo a.d. Fabrizio Viola.
La documentazione occultata sarebbe stato il famoso "Mandate Agreement" che collega fra loro le due operazioni in cui era articolata Alexandria: derivato e acquisto di Btp. A La Ganga, c'è da crederlo, verranno rivolte alcune domande imbarazzanti che riguardano il ruolo stesso della Vigilanza in tutta la vicenda di Alexandria.
monte-dei-paschi-di-siena-sede
Leonardo Bellucci, responsabile dei rischi di mercato dell'area risk management della banca ha infatti dichiarato come teste che:
1. Quando la Banca d'Italia fece un'ispezione al Monte dal 27 settembre 2011 al 9 marzo 2012, lui stesso ha avuto "discussioni" coi funzionari della Banca d'Italia (fra i quali, coordinati da Giampaolo Scardone, c'era appunto La Ganga) che conducevano le verifiche circa il "collegamento" delle due operazioni in cui Alexandria era strutturata. Dunque ben prima che il bubbone del derivato scoppiasse Bankitalia aveva tutti gli elementi in mano - e forniti da un manager-chiave della banca - per valutare l'intero derivato. Se è così perché Scardone ha dichiarato ai giudici che quel collegamento fu invece solo "dedotto"?
AnnaMaria Tarantola
2. Bellucci ha detto di più. Ha offerto agli ispettori una "produzione documentale" seguita da "un confronto con il team ispettivo sulle possibili modalità di valutazione della componente di ristrutturazione dell'operazione, sia per quanto riguarda la componente del titolo Alexandria, sia per quanto riguarda la componente del'operazione Btp, asset swap e Repo". Anche in questo caso quindi, si può chiedere: Bankitalia sapeva da tempo di tutte le possibili implicazioni del derivato che le sarebbe stato invece "nascosto"?
mario draghi
3. Bellucci ha detto una terza cosa che chiama in causa Banca d'Italia. La "discussione" della possibile "ristrutturazione" del derivato Alexandria lui l'ha fatta "con il team ispettivo della Banca d'Italia", e a precisa domanda, ha aggiunto che tale discussione "su questo specifico tema", l'ha condotta "quasi esclusivamente con la persona del dottor La Ganga". "Io mi confrontavo - ha aggiunto il manager di Mps - con il team ispettivo, più che con il responsabile del team ispettivo (Scardone)".
Pasquale La Ganga
Un terzo interrogativo, quindi: se gli ispettori di Banca d'Italia sapevano (da La Ganga a Scardone) perché Via Nazionale non è intervenuta prima su Mps costringendolo a svalutare Alexandria?
 
dell’ABN Amro
aprile 7, 2014 Lascia un commento

Moria di banchieri: l’ex amministratore delegato dell’ABN Amro trovato morto con la moglie e la figlia
Avic – Reseau International
Bisognerà presto aprire una rubrica speciale sulla morte dei banchieri? È diventato un lavoro rischioso. Jan Peter Schmittmann, ex-capo della grande banca ABN Amro, è stato trovato morto con la moglie e una figlia nella loro casa a Laren, in Olanda. I giornalisti lo definiscono (prudentemente o pudicamente) dramma familiare. Drammatico, naturalmente, e famigliare anche. Ma non ci dice cos’è successo. Ciò non non impedirà a una mente contorta di collegare questa morte alla serie di recenti morti nel mondo bancario e finanziario. È il 13.mo, quest’anno. Si è quasi tentati di dire un altro, ma questo non è cinismo. Suicidi, incidenti e “drammi familiari” ce ne sono ogni giorno. Ma 13 in 3 mesi e nello stesso campo, cominciano ad essere molti. Che succede in tale ambiente? Coloro che lavorano nel mondo bancario e finanziario sono forse i più fragili? Ne dubito. Ricordiamo che Schmittmann fu il CEO del colosso olandese ABN Amro, quando la banca fu acquistata per poco più di 100 miliardi dollari dal consorzio bancario formato da Royal Bank of Scotland, Fortis e Santander nel 2007. Prima del suo licenziamento nel 2009, vide la banca Fortis sull’orlo del fallimento per via della crisi e la serie di salvataggi della banca da parte del governo olandese.
Prima della morte, possedeva l’azienda 2 Phase 2, una società di investimento e transazioni finanziarie. Fu anche co-fondatore di 5 Park Lane BV e membro del Consiglio di vigilanza della Delta Lloyd Bank.
Elenco dei morti nel mondo della finanza nel 2014
1 – Deutsche Bank, William Broeksmit
2 – il primo di questo anno della JP Morgan, nel Regno Unito, Gabriel Magee
3 – (ex-Federal Reserve) Russell Investments, Mike Dueker
4 – direttore delle comunicazioni della Swiss Re AG, Tim Dickenson
5 – (ex banchiere) Richard Talley, uno strano caso
6 – secondo della JP Morgan, Henry Ryan Crane
7 – terzo della JP Morgan, a Hong Kong, Li Junjie
8 – National Bank of Commerce, James Stuart Jr
9 – quarto della JP Morgan, Jason Alan Salais
10 – commerciale della Vertical Group, Edmund Reilly
11 – quinto della JP Morgan, poi Capital Levy, Kenneth Bellando
12 – sesto della JP Morgan? Biker, avvocato
13 – ex-CEO di ABN Amro Bank (Olanda), Jan Peter Schmittmann
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
 
Mosca si vendica, accordi commerciali bilaterali con “il Gold Standard dei Petro-Rubli”
Tyler Durden Global Research, 5 aprile 2014
Sulla scia del possibile “Santo Graal” dell’accordo gasifero tra Russia e Cina (2) e dell’accordo Russia-Iran sul “baratto” petrolifero (3), sembra che gli Stati Uniti siano molto preoccupati per l’onnipotenza del loro petrodollaro.
- Gli USA avvertono Russia e Iran contro il possibile accordo petrolifero
- Gli USA dicono che tale accordo innescherebbe delle sanzioni
- Gli USA hanno espresso preoccupazioni al governo iraniano tramite ogni canale
Abbiamo il sospetto che le sanzioni avranno più denti di pochi divieti di visto, ma come abbiamo notato in precedenza, è altrettanto probabile che sarà un’altra epica debacle geopolitica dovuta a ciò che originariamente doveva essere una dimostrazione di forza, che invece si trasforma rapidamente nella definitiva conferma della debolezza. Come abbiamo spiegato all’inizio della settimana, la Russia sembra perfettamente felice di far capire di essere disposta ad utilizzare il baratto (e “il cielo non voglia” l’oro) e prossimamente altre valute “regionali”, al posto del dollaro statunitense, a scorno invece di quanto previsto dal blocco occidentale, che sembra essere fallito danneggiando perciò l’intoccabilità del Petrodollaro…
Se Washington non fermerà questo accordo, sarà il segnale per gli altri Paesi che gli Stati Uniti non rischieranno ulteriori dispute diplomatiche a spese delle sanzioni“. Ed ecco Voce della Russia, “la Russia si prepara ad attaccare il petrodollaro”: “ La posizione del dollaro come valuta di base del commercio globale dell’energia fornisce agli Stati Uniti una serie di vantaggi sleali. Sembra che Mosca sia pronta ad evitare tali vantaggi”. (4) I “petrodollari” sono uno dei pilastri della potenza economica degli USA perché creano la forte domanda estera di banconote statunitensi, permettendo agli Stati Uniti di accumulare impunemente enormi debiti. Se un acquirente giapponese compra un barile di petrolio saudita, deve pagarlo in dollari anche se nessuna compagnia petrolifera statunitense tocca quel barile. Il dollaro da tempo ha una posizione dominante nel commercio globale, tanto che anche i contratti sul gas della Gazprom con l’Europa hanno prezzi e sono pagati in dollari statunitensi. Fino a poco prima, una parte significativa degli scambi UE-Cina avveniva in dollari. Ultimamente, la Cina ha tentato, presso i BRICS, di sloggiare il dollaro dalla posizione di prima valuta globale, ma la “guerra delle sanzioni” tra Washington e Mosca ha dato impulso al tanto atteso lancio del petrorublo sottraendo le esportazioni energetiche russe alla valuta statunitense. I principali sostenitori di questo piano sono Sergej Glazev, consigliere economico del presidente russo, e Igor Sechin, amministratore delegato di Rosneft, la maggiore compagnia petrolifera russa e stretto alleato di Vladimir Putin. Entrambi assai decisi nel tentativo di sostituire il dollaro con il rublo russo. Ora, alcuni alti funzionari russi portano avanti il piano.
In primo luogo, è stato il ministro dell’Economia Aleksej Uljukaev a dire al notiziario Russia 24 che le compagnie energetiche russe dovrebbero abbandonare il dollaro. “Devono essere più coraggiose firmando contratti in rubli e valute dei Paesi partner“, ha detto. Poi il 2 marzo, Andrej Kostin, amministratore delegato della statale VTB Bank, ha dichiarato alla stampa che Gazprom, Rosneft e Rosoboronexport, azienda statale specializzata nelle esportazioni di armi, inizieranno ad operare in rubli. “Ho parlato con le direzioni di Gazprom, Rosneft e Rosoboronexport e non sono preoccupate di passare al rublo per l’esportazione. Hanno solo bisogno di un meccanismo per farlo“, ha detto Kostin ai partecipanti della riunione annuale dell’Associazione delle banche russe. A giudicare dalla dichiarazione fatta nella stessa riunione da Valentina Matvenko, speaker della Camera alta del Parlamento russo, è lecito ritenere che nessuna risorsa verrà risparmiata per creare tale meccanismo. “Alcuni decisori ‘teste calde’ hanno già dimenticato che la crisi economica globale del 2008, che colpisce ancora il mondo, ha avviato il crollo di alcuni istituti di credito di Stati Uniti, Gran Bretagna e altri Paesi. Questo è il motivo per cui riteniamo che eventuali azioni finanziarie ostili siano una lama a doppio taglio e anche il minimo errore gli tornerà contro come il boomerang degli aborigeni“, ha detto. Sembra che Mosca abbia deciso il responsabile del “boomerang”. Igor Sechin, l’amministratore delegato di Rosneft, nominato a presiedere il consiglio di amministrazione della Borsa di San Pietroburgo, una borsa specializzata. Nell’ottobre 2013, intervenendo al World Energy Congress in Corea, Sechin ha chiesto un “meccanismo globale per il commercio del gas naturale” e suggerito che “era opportuno creare una borsa internazionale tra i Paesi partecipanti, in cui le operazioni possano essere registrate in valute regionali“. Ora, uno dei leader più influenti della comunità di commercio energetico globale ha lo strumento perfetto per realizzare questo piano. Una borsa in cui i prezzi di riferimento del petrolio e del gas naturale russi saranno fissati in rubli anziché in dollari, infliggendo un forte colpo ai petrodollari. Rosneft ha recentemente firmato una serie di grandi contratti per le esportazioni di petrolio in Cina ed è prossima a firmare un “accordo jumbo” con le aziende indiane. In entrambe le occasioni non si parla in dollari. Reuters riferisce che la Russia è prossima a una transazione beni-per-petrolio con l’Iran che darà a Rosneft circa 500000 barili di petrolio iraniano al giorno da vendere sul mercato globale. Casa Bianca e russofobi del Senato sono lividi e cercano di bloccare la transazione perché apre certi serissimi scenari sgradevoli per i petrodollari. Se Sechin decide di vendere il petrolio iraniano in rubli attraverso la borsa russa, tale mossa aumenterà le possibilità del “petrorublo” di danneggiare i petrodollari.
Si può dire che le sanzioni statunitensi hanno aperto il vaso di Pandora dei problemi per la banconota statunitense. La rappresaglia russa sarà sicuramente spiacevole per Washington, ma cosa succederà se altri produttori e consumatori del petrolio decidessero di seguire l’esempio della Russia? Il mese scorso la Cina ha aperto due centri per elaborare i flussi commerciali in yuan, a Londra e a Francoforte. I cinesi preparano una mossa simile contro il biglietto verde? Lo scopriremo presto. Infine, chi è curioso di ciò che può succedere, non solo in Iran, ma in Russia, è invitato a leggere “Dal petrodollaro al petro-oro: Gli Stati Uniti cercano di tagliare l’accesso dell’Iran all’oro
 
" Lo stesso concetto di proprietà lo esclude: la proprietà di una cosa è mia solo se ne sono io l'esclusivo proprietario. "
Rimuova questa riga perchè non corretta , ci sono multi proprietari di case che utilizzano in mesi differenti l'abitazione , a rotazione ad esempio stagionale .. tecnicamente la questione sarebbe ancora più stravagante :
come si può essere proprietari di un terreno , casa od altro in modo assolutamente definito o indefinito ? La perfetta indefinizione dell'essere umano è .. nella sua semplicità .. nella comprensione dell'ereditarietà , questa sola basta affinchè il passaggio di testimone , " beni " , smonti il termine proprietà nel meandro più profondo del significato ... del possesso .. e nel caso non ci fossero eredi ? Cugini , familiari od altro ? Pappa lo stato vero ? Quindi il termine proprietà effettiva è ambiguo ... meglio sarebbe inteso come possesso a tempo "in"determinato fino a condizione che permanga lo stato psico-fisico di salute e vita , in sostanza , e qui pochi capiranno , prestito dall'Altissimo per vederne l'uso ... tutta questa burocrazia .. fa si che una casa invece di costare 7000-10000 euro più manodopera , costi sproloqui , anche 10 volte tanto .. quanto costano i latterizi ? I cavi per la luce ? Gli infissi .. e via dicendo ?
Ed ancora , una casa di cui si è pagata interamente l'iva , ricordo che i latterizi ed il resto in negozio sono caricati dell'iva , se questa non è locata , che reddito produce ? Rifare gli intonaci dopo tot. anni ? Rimettere a norma l'impianto luce perchè datato ? Versare gli accantonamenti per caldaia se in condominio ? E via dicendo ?
In evidente contraddizione la casa di proprietà è un costo di ristrutturazione costante anche senza i belli ici imu ecc... quindi la casa abitativa non produce reddito se non locata ma solamente spese costanti .. quindi la rendita catastale per il calcolo imu-tasi-ici è una presa per i fondelli e una frode bella e buona ..
Per i costi delle banconote :

Costo coniazione delle monete e stampa delle banconote in Euro. - Blog di Collezionieuro

con una variabile che va da 9 a 18 centesimi di costi se non sono falsari del vero valore questi che stampano le banconote , ditemi voi , perchè sono curioso di sapere ,
cosa per falsario si intenda .. senza mettere di mezzo i termini di wikipedia .. con le vostre parole farina del vostro sacco !
In merito alla sua richiesta , mototopo , della rotazione-truffa del debito pubblico le dirò quello che penso :
essi sono un covo di manigoldi-bari-truffatori , auriti li definiva latrina di una mangiatoia o qualcosa di simile ..
quando si è capito che v'è truffa che senso ha andare ad identificare come nello specifico avviene ?
Se fosse invece , come già le accennai in precedente messaggio , organizzazione unica che di facciata ha più agenzie atte a svolgere unica funzione di depauaddebimento monetario ?
In un tribunale dove lo stesso giudice è immischiato perchè dipendente di quella struttura appartenente al giogotruffendorf , pur avendo pienamente ragione , si perderebbe la causa .. :-)
 
Ultima modifica:
sera, a quale articolo si riferisce. quello del pm varone. penso che ovviamento trattandosi di una sintesi, ed evitando soliloqui, sono riassunti i principi base, redatti in modo semplice
 
avendo laurea in giurisprudenza, le posso confermare che cio' che enunciava auriti, e sicuramente questo nn e' il posto giusto per pamplet infiniti, sia stato il miglior studio della moneta che sia stato fatto,con tutti i distinguo del caso,PER CHI NN ACCETTA AURITI
 
Ultima modifica:

Users who are viewing this thread

Back
Alto