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IDA MAGLI: RENZI E LE BRIGATE ROTHSCHILD



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EDITORIALE
http://www.italianiliberi.it/Edito14/Edito10/stragecristiani.htmlLa dittatura dell'illegittimità
di Ida Magli Italianiliberi | 05.04.2014


Finalmente “Renzi il Giovane” è riuscito ad inaugurare la nuova Era, quella del primato dei giovani. L’eliminazione del Senato, il più antico consesso romano di governo degli Anziani (Seniores) significa – ed è – soprattutto questo, gridato a gran voce, simbolicamente ma anche concretamente: “Via i vecchi”! Il Ministro del lavoro sta pensando ai prepensionamenti per dare lavoro ai giovani ed è sicuramente inutile fargli notare che soltanto con il sistema di certi popoli “primitivi”, quello di abbandonarli senza acqua né cibo in luoghi disabitati, sarà possibile oggi liberarsi dei vecchi dato che è la maggiore conquista della nostra civiltà aver allungato di oltre un terzo la durata media della vita sconfiggendo il tifo, la tubercolosi e la mortalità per parto. Probabilmente la signora Madia non sa che le donne morivano giovanissime perché affrontavano partorendo un rischio di morte talmente alto che la Chiesa l’aveva equiparato a quello dei soldati in battaglia emanando per le partorienti lo stesso obbligo di confessarsi, all’inizio delle doglie, in vigore per i soldati prima del combattimento. Lo stato di salute e la durata della vita dei cittadini è il dato primario che connota una società: non è capace di governare chi non se ne rende conto al punto di credere di poter tenere una parte del gruppo fuori dal gioco.

Se accantoniamo però questa constatazione sul modo farsesco con il quale siamo governati, non possiamo non rimanere stupiti della facilità con la quale, malgrado la lunga esperienza storica che ne abbiamo alle spalle, è possibile in Italia a chi abbia un minimo di disinvoltura e di potere instaurare una dittatura. Sono nate quasi sempre così le dittature in Europa: sfruttando i momenti di mancanza o di sospensione delle regole e affermando che è necessario, appunto, instaurarne di nuove. Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi non c’è mai stata però una situazione di reale vuoto e di illegittimità conclamata delle istituzioni come quella in cui viviamo e nella quale Renzi nuota a suo piacere. L’incostituzionalità della legge elettorale è diventata, invece che una debolezza, il suo maggiore punto di forza in quanto è ormai passato così tanto tempo dalla sentenza della Consulta che si possono considerare come nulle anche le decisioni della massima Magistratura. D’altra parte Renzi sa di poter contare su un’assoluta certezza: i suoi colleghi non si faranno mai sbalzare fuori dalle proprie poltrone andando alle elezioni e Berlusconi gli manterrà il suo appoggio perché non ha altro modo per rimanere nel gioco politico. Accantonato quindi con disinvoltura il progetto di una nuova legge elettorale, il nostro piccolo Mussolini si dedica a sistemare l’Italia in vista del potere in Europa. È l’Europa, infatti, che ha guidato Napolitano nell’escludere il ritorno alle elezioni per potere instaurare i governi di Monti, di Letta e di Renzi ed è per questo motivo, la sottomissione all’impero europeo, che nel diluvio di commenti che accompagna le imprese di Renzi nessuno accenna, né giornalisti né politici, al primato dell’Europa che le domina. La pseudo cancellazione del Senato serve infatti, oltre al piacere di togliere di mezzo un’istituzione “vecchia”, a indebolire lo Stato e disintegrarne l’unità: eliminare gli Stati nazionali è indispensabile all’unione politica dell’Europa.

Renzi odia il popolo italiano quanto e più (di più perché ride mentre lo tradisce) di quanto l’abbiano sempre odiato i suoi politici e governanti lungo tutta la sua storia, salvo la brevissima pausa del Risorgimento. Il dovere principale per il quale si batte è rispettare Maastricht e la moneta euro. A felicitarsi di questa fedeltà è venuta in Italia la Regina Elisabetta II e ne aveva ben donde: nella sua qualità di massimo capo della massoneria mondiale e di partecipante alla Banca Centrale Europea, così come a tutte le altre Banche Centrali, sta gioiosamente seduta sulla montagna di soldi che ha spremuto e spreme ai poveri europei, ai poveri italiani, agli imprenditori suicidi, ai milioni di lavoratori rimasti disoccupati da quando i loro governanti hanno adottato la moneta euro. È una spietata strozzina, come sono spietati strozzini i Re di Spagna, d’Olanda, del Belgio, i Rothschild, i Rockfeller e tutti gli altri azionisti delle Banche Centrali. Ancora una volta, però, giornalisti e politici hanno mantenuto il silenzio sull’obbrobriosa personalità di questa donna, dedicandosi a commentare il tenero colore dei suoi cappelli. È questo silenzio che permette agli usurai d’Europa di portare i popoli alla rovina.

Ida Magli
Roma, 5 aprile 2014

(in caso di riproduzione si prega di citare la fonte e di
 
Montanari a 03:05
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LA BOMBA A TEMPO DELL'UNIONE BANCARIA EUROPEA (GLI EUROCRATI AUTORIZZANO I BAILOUTS E I BAIL-INS)








"Per come stanno le cose, il vero e permanente governo del paese è costituito dalle banche, qualsiasi partito sia al potere" - Lord Skidelsky, Camera dei Lords, Parlamento del Regno Unito, 31 Marzo 2011.
Il 20 Marzo 2014 i funzionari dell'Unione Europea hanno raggiunto uno storico accordo per creare un'agenzia unica per la gestione delle banche in fallimento. L'attenzione dei media si è concentrata sull’accordo che coinvolge lo “European Stability Mechanism” [ESM], un meccanismo comune per la chiusura delle banche fallite.
Ma la vera questione per i contribuenti e per i risparmiatori è la minaccia costituita da un accordo che autorizza entrambi i salvataggi, il bail-out ed il bail-in, ovvero la confisca dei fondi dei depositanti.



L'accordo prevede molteplici concessioni ai differenti paesi, e potrebbe essere illegale, secondo le regole del Parlamento dell’UE, ma è stato concordato in fretta e furia per “bloccare” sulle attuali posizioni i contribuenti ed i depositanti, prima che la disastrosa situazione delle banche dell'Eurozona vada ad esplodere.
Le clausole del bail-in sono state concordate la scorsa Estate. Bruno Waterfield, scrivendo sul Telegraph UK del Giugno del 2013, ha sostenuto che:
Secondo questo accordo, dopo il 2018 gli azionisti saranno in prima linea per coprire le perdite di una banca fallita, e subito dopo gli obbligazionisti ed i grandi depositanti. I depositi assicurati di entità inferiore a 100.000 Euro sono specificatamente esentati, mentre i depositi non assicurati, sia delle singole persone che delle piccole imprese, avranno il mero status di “credito privilegiato”, e caricati di conseguenza delle perdite … Secondo l'accordo, tutti gli obbligazionisti non garantiti subiranno delle perdite, prima che una banca possa aver diritto a ricevere delle iniezioni di capitale direttamente dall’ESM, peraltro senza alcun uso retroattivo di questo fondo, per i periodi precedenti il 2018.
Come avevo fatto notare in altri miei articoli, l'ESM [European Stability Mechanism] impone un debito “aperto” ai Governi membri dell'UE, ed sottopone i contribuenti a qualsivoglia richiesta degli euro-burocrati.
Ma non è solo l'Unione Europea ad avere in programma i bail-ins per le loro banche in difficoltà, “troppo grandi per fallire”. Ci sono anche Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda ed altre nazioni del G20.
Ricordiamo che negli Stati Uniti un depositante non è che un mero creditore chirografario [in Europa è invece un creditore privilegiato, ndt]. Quando si deposita denaro in una banca, questa "possiede" il denaro, ed il creditore non dispone che di una cambiale, ovvero di una mera promessa di pagamento.
In base alla nuova Unione Bancaria dell'UE, prima che lo ESM possa essere attivato, gli azionisti ed i risparmiatori dovranno essere caricati di una parte significativa delle perdite. I banchieri, in questo modo, saranno sempre vincitori: possono ottenere denaro sia dai contribuenti [intervento dello Stato, ndt] che dai depositanti.








LA QUESTIONE IRRISOLTA DELL’ASSICURAZIONE SUI DEPOSITI


Ma almeno, si potrebbe dire, sono solo i depositi non assicurati ad essere a rischio [quelli oltre i 100.000 Euro, ovvero ca. 137.000 Dollari]. Giusto? Non necessariamente. Secondo “ABC News”:
L’accordo è un compromesso che si differenzia dall'idea originale di Unione Bancaria presentata nel 2012. La proposta originale aveva un terzo pilastro, l’assicurazione a livello europeo dei depositi. Ma quest’idea non è andata avanti.
Il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, parlando prima della riunione del 20 Marzo a Bruxelles, ha “salutato” questo piano di compromesso come "un grande progresso per ottenere una migliore Unione Bancaria. Due pilastri sono ormai stati posizionati" – i primi due, appunto, ma non il terzo.
I primi due pilastri non sono sufficienti, da soli, a proteggere le popolazioni. “The Economist” ha osservato, nel Giugno del 2013, che senza un’assicurazione sui depositi di livello europeo, l'Unione Bancaria sarà un fallimento:
Il terzo pilastro, purtroppo ignorato, doveva essere un comune regime di garanzia sui depositi, con i costi da condividere fra i vari paesi dell’Eurozona. I contributi annuali delle banche possono coprire i depositanti in anni normali, ma non possono proteggere in modo credibile un sistema in crisi [in America, il piano pre-finanziato non avrebbe coperto che un mero 1,35% dei depositi assicurati]. Qualsiasi sistema di deposito-assicurazione deve ricorrere al sostegno del Governo … L’Unione Bancaria – e quindi l'Euro – avrà poco senso senza questo sostegno.
Tutti i depositi, quindi, potrebbero essere soggetti al rischio-tracollo. Ma quanto è probabile che questo accada? Abbastanza probabile, a quanto pare …








CHE COSA GLI EURO-BUROCRATI NON VOGLIONO CHE VOI SAPPIATE


Mario Draghi è stato Vice Presidente della Goldman Sachs Europa, prima di diventare Presidente della BCE. Ha svolto un ruolo importante nel plasmare l'Unione Bancaria. Secondo Wolf Richter [Ottobre 2013], l'obiettivo di Draghi e degli altri euro-burocrati era solo quello di “bloccare” sulle loro posizioni i contribuenti ed i depositanti, prima che si scatenasse il panico sull'estrema vulnerabilità delle banche dell’Eurozona:
Le banche europee, come tutte le altre, sono state chiuse a lungo all’interno di ermetiche scatole nere … L'unica cosa che si sa, sui buchi di bilancio [provocati da assets che si sono tranquillamente decomposti] di queste scatole nere, è che sono profondi. Ma nessuno sa quanto lo siano. E a nessuno è permesso di sapere – almeno fino a quando saranno gli stessi euro-burocrati a decidere chi è che dovrà pagare per il salvataggio di queste banche.
Quando la BCE diventerà il regolatore delle 130 più grandi banche dell’Eurozona, continua Richter, dovrà sottoporle a valutazioni più realistiche, rispetto ai precedenti "stress tests", che erano nient'altro che una forma di "agitprop bancario" [l’Agitprop era il dipartimento per l'agitazione e la propaganda del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, ndt].
Ma queste realistiche valutazioni non avranno luogo fino a quando non sarà attivata l'Unione Bancaria. Come fa Richter a saperlo? Perché è lo stesso Draghi ad averlo detto:
L'efficacia di questo esercizio dipenderà dalla sottoscrizione dei necessari accordi per la ricapitalizzazione delle banche ... anche attraverso la previsione di un back-stop pubblico [sostegno di ultima istanza, o acquisto di titoli non sottoscritti in un'offerta di azioni, ndt] … Questi accordi devono essere sottoscritti “prima” di effettuare le nostre valutazioni.
Per Richter tutto ciò si traduce in questo modo:
La verità non può essere conosciuta fino a quando gli euro-burocrati non avranno deciso chi è che deve pagare per i salvataggi. Fino a quel momento, gli esami alle banche non saranno completati perché, se uno qualsiasi di questi esami dovesse filtrare sui media – e Draghi non lo vuole – l'intero castello di carte crollerebbe [senza che i contribuenti siano disposti a pagare il conto], non appena le sue clamorose dimensioni venissero finalmente allo scoperto!
Solo dopo che i contribuenti ed i depositanti saranno stati incastrati sarà alzato il sipario, e sarà rivelata la paralizzante insolvenza delle banche. Prevedibilmente si diffonderà il panico, il credito andrà a bloccarsi e le banche crolleranno, lasciando che le popolazioni ignare paghino il conto.








COSA E’ SUCCESSO A NAZIONALIZZARE LE BANCHE FALLITE ?


Alla base di questi traffici frenetici, c’è la presunzione che le "banche zombie" debbano essere tenute in vita a tutti i costi – vive e nelle mani dei banchieri privati​​, che potranno continuare a speculare ed a raccogliere dei bonuses enormi, a scapito delle popolazioni, che dovranno farsi carico delle perdite.
Ma non è l'unica alternativa. Nel 1990 anche negli Stati Uniti l’aspettativa comune era che le mega-banche fallite sarebbero state infine nazionalizzate. Questo percorso è stato perseguito con successo non solo in Svezia ed in Finlandia, ma anche negli Stati Uniti, con il caso della Continental Illinois, che a quel tempo era la quarta più grande banca del paese, e costituiva, in assoluto, il più grande fallimento.
William Engdahl, nel Settembre del 2008 scriveva:
In quasi tutti i casi recenti di crisi bancaria, quando è stato necessario intervenire d'urgenza per salvare il sistema finanziario, il metodo più economico per i contribuenti [come in Svezia o in Finlandia nei primi anni ‘90], si è rilevato quello della nazionalizzazione delle banche in difficoltà, e l’assunzione sia della gestione che degli assets ... Nel caso svedese è stato stimato che il costo finale per i contribuenti sia stato quasi nullo.
Tipicamente, nazionalizzare significa farsi carico delle sofferenze della banca insolvente, rimetterla di nuovo in piedi, e restituirla ai proprietari privati​​, che a questo punto sono di nuovo liberi di mettere a rischio i soldi dei depositanti.
Ma sarebbe molto meglio mantenere le mega-banche nazionalizzate nella sfera “pubblica”, al servizio dei bisogni delle persone. George Irvin, nel Social Europe Journal del mese di Ottobre 2011, ha sostenuto che:
Il settore finanziario ha bisogno di molto di più che una semplice regolamentazione, ha bisogno di un ampio margine di controllo “pubblico”, ovvero di quella parola che comincia con la “n”: nazionalizzazione. La finanza è un bene pubblico troppo importante per essere gestito esclusivamente dai banchieri privati​​. Abbiamo bisogno, per lo meno, di una grande banca pubblica d’investimento, con il compito di modernizzare e rendere più “verdi” le nostre infrastrutture … Invece di cestinare l'Eurozona e tornare ad una dozzina di valute minori che fluttuano quotidianamente, diamo un Ministero delle Finanze [del Tesoro] all’Eurozona, con la sufficiente forza fiscale per provvedere a beni pubblici europei, a più posti di lavoro, a salari e pensioni migliori, ed infine ad uno sviluppo ambientale sostenibile.








LA TERZA ALTERNATIVA – DARE AL GOVERNO IL CONTROLLO DEL RUBINETTO DEI SOLDI


Un gigantesco difetto dell’attuale sistema bancario è che sono le banche private, e non i Governi, a creare [in pratica] l'intera offerta di moneta, e lo fanno attraverso la creazione di debito caricato degli interessi. Il debito cresce inevitabilmente in modo più veloce dell'offerta di moneta, perché gli interessi non vengono creati parallelamente al prestito originale.
Il problema è ancor più grave nell’Eurozona, perché nessuno ha il potere di creare ex nihilo il denaro necessario ad equilibrare il sistema, nemmeno la stessa Banca Centrale. Questo difetto potrebbe essere risolto sia consentendo ai singoli paesi di emettere individualmente moneta priva di debito o, come suggerito da George Irvin, dando all’Eurozona un Ministero del Tesoro dotato di questo potere.
La Banca d'Inghilterra ha appena ammesso, nel suo bollettino trimestrale, che le banche non prestano in realtà i soldi dei loro depositanti. Quello che prestano è il credito bancario che hanno creato sui loro libri. Negli Stati Uniti gli oneri finanziari su quest’importo di moneta-credito sono compresi tra il 30 ed il 40 percento dell'economia, a seconda del numero a cui si crede.
In un sistema monetario in cui il denaro viene emesso dal Governo, ed il credito dalle banche pubbliche, questo "rentiering" [affitto] può essere evitato. I soldi del Governo non sarebbero emessi nella forma di debito soggetto ad interessi, e qualsiasi onere finanziario a carico delle banche pubbliche rappresenterebbe un reddito per il Tesoro.
Nuovo denaro può essere aggiunto all’offerta di moneta senza creare inflazione, almeno nella misura dell’"output gap", ovvero la differenza tra il PIL reale [o produzione effettiva] ed il PIL potenziale. Negli Stati Uniti, questa cifra è di circa 1.000 miliardi di Dollari l'anno, mentre per l'UE è di circa 520 miliardi di Euro [ca. 715 miliardi di Dollari].
Un Ministero del Tesoro dell’Eurozona potrebbe aggiungere questa somma alla fornitura di moneta-senza-debito, creando gli Euro necessari a dar vita a nuovi posti di lavoro, a ricostruire le infrastrutture, a proteggere l'ambiente ed a mantenere un'economia fiorente.




Ellen Brown è un’avvocatessa, fondatrice del “Public Banking Insitute” ed autrice di dodici libri, tra cui il bestseller “Web of Debt”. Nel suo ultimo libro, “The Public Bank Institute”, esplora i modelli bancari pubblici di successo, nella storia e nel mondo. E’ candidata come “Tesoriere” per lo Stato della California, sulla base di un programma che prevede la creazione di una “banca di stato”.



Fonte

Traduzione
 
14° BANCHIERE MUORE DALL'INIZIO DEL 2014



14° BANCHIERE MUORE DALL'INIZIO DEL 2014: QUESTA VOLTA E' OMICIDIO! UCCISO NEI GARAGE DELLA BANCA DI CUI ERA IL N°1

martedì 8 aprile 2014
http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=2810
Durante lo scorso fine settimana il mondo finanziario è stato scosso dal dramma che circonda il misterioso omicidio-suicidio dell'ex amministratore delegato della banca olandese ABN Amro e membri della sua famiglia. Tuttavia, questo è nulla in confronto a quello che è appena accaduto nel piccolo, e fin troppo tranquillo Principato del Liechtenstein, dove istanti fa il CEO di istituzione finanziaria locale Bank Frick & Co. AG, Juergen Frick, è stato ucciso nel garage sotterraneo della banca che si trova nella città di Balzers.
Sulla base delle relazioni preliminari, l'omicidio è stato compiuto da un gestore di fondi scontento, Juergen Germann, che era stato precedentemente coinvolto con la vittima in una disputa con la governance della banca.
Il presunto omicida è fuggito dalla scena del delitto con una Smart con targa del Liechtenstein, secondo la polizia . Hermann è un gestore di fondi che è stato coinvolto in una disputa con il governo del Liechtenstein e la Banca Frick per molti anni. "Il governo del Liechtenstein e la vigilanza del mercato finanziario del Paese hanno illegalmente distrutto la mia società di investimento Hermann Finanza e i suoi fondi fino a privarmi della mia vita" avrebbe scritto questo operatore finanziario in un sito web registrato sotto il nome di Juergen Hermann Hermann Finance AG .
Comunque, Hermann ha intentato cause cercando di recuperare 200 milioni di franchi svizzeri (225 milioni dollari) dal governo e 33 milioni di franchi da Bank Frick, secondo il sito web citato, dove è anche scritto che "L'istituto di credito si arricchisce illegalmente". .
Un rappresentante, un avvocato, di Hermann ha rifiutato di commentare quando raggiunto telefonicamente, mentre a una chiamata nell'ufficio di Hermann Finance è stato risposto da un dipendente che l'azienda non è legato a Hermann Finance .
Il veicolo usato per la fuga è stato poi ritrovato nel villaggio di Ruggell , 25 km (16 miglia) a nord di Balzers, ha detto la polizia, e sono in corso ricerche con elicotteri e cani.
Fonte notizia Bloomberg.

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Catastrofe annunciata per il dollaro e l’economia USA?

Attilio Folliero, Caracas 08/04/2014

http://umbvrei.blogspot.it/2014/04/catastrofe-annunciata-per-il-dollaro-e.html


Alexander Dyukov, direttore generale di Gazprom Neft, una delle principali quattro imprese petrolifere della Russia ha anncunciato che esiste la possibilità di abbandonare il dollaro nelle transazioni petrolifere.



Dyukoy ha dichiarato alla agenzia russa “Itar-Tass” che il 95% dei propri clienti è disponibile ad abbandonare il dollaro ed utilizzare l’Euro. Ha aggiunto che “in via di principio niente è impossibile, si può abbandonare il dollaro ed adottare l’Euro e teoricamente anche il rublo”.

Una delle più importanti imprese petrolifere della Russia e del mondo sta quindi sondando il terreno per abbandonare il dollaro come moneta di scambio del petrolio.

https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=5710401226867033085

L’abbandono del dollaro e degli altri strumenti finanziari occidentali, come le carte di credito VISA e Mastercard ed il sistema SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) da parte della Russia è una conseguenza delle sanzioni annunciate per “l’annessione della Crimea”.



Alexander Dyukov fa capire chiaramente che la vittima delle sanzioni contro la Russia non sarà la Russia, ma saranno gli Stati Uniti; ed assicura che “tutte le restrizioni nell’uso del dollaro creeranno seri problemi agli Stati Uniti”.



Come diciamo da tempo, findallo studio dei veri motivi dell’interveno militare in Iraq, gli Stati Uniti andranno incontro ad un grosso tracollo economico il giorno in cui il petrolio cesserà di essere commercializzato in dollari. Tutti i paesi del mondo, appunto per il fatto che il principale prodotto del mondo, il petrolio, si commercializza in dollari, sono costretti a rifornirsi di dollari, ovvero la maggior parte delle proprie riserve internazionali deve essere costituita da dollari. Il giorno in cui il petrolio cesserà di scambiarsi in dollari tutti gli stati saranno costretti a vendere i propri dollari e rifornirsi della nuova moneta adottata negli intercambi petroliferi, che a questo punto potrebbe essere non solo l’Euro, ma anche il Rublo, lo Yuan e l’oro.



La vendita repentina di questa grande quantità di dollari farà crollare il valore stesso del dollaro, provocando una catastrofe economica in USA, il paese dei dollari: tracollo del valore del dollaro, iperinflazione tipo Germania di Weimar e difficoltà di potersi rifornire di petrolio sono alcuni dei principali problemi cui andrà incontro il paese nordamericano il giorno in cui il petrolio cesserà di scambiarsi in dollari.



In definitiva se il petrolio cessasse di scambiarsi in dollari, la moneta statunitense cesserebbe di essere la principale moneta di riserva mondiale, una catastrofe annunciata per il dollaro e l’economia USA.



Ricordiamo che l’economia USA ha il grave problema del debito pubblico, che sotto la gestione di Obama sta cresciendo come mai nella storia, ad una media di 3,7 miliardi di dollari al giorno; a titolo di esempio, il debito pubblico USA durante gli otto anni della gestione di Jeorge W. Bush è cresciuto al ritmo di 1,68 miliardi al giorno.



Ma l’economia USA si caratterizza anche per il deficit della bilancia commerciale; praticamente gli USA producono ben poco di quello che consumano ed importano di tutto. E’ esattamente dal 1976 che la bilancia comemrciale USA presenta un saldo negativo, ossia le importazioni superano le esportazioni. Negli ultimi 11 anni, il deficit è sempre stato superiore ai 500 miliardi di dollari, con l’eccezione del 2009 e 2013, quando è stato leggermente al di sotto di tale cifra.




Quando arriverà il tracollo del dollaro sarà praticamente impossibile continuare con le importazioni al ritmo attuale, facendo venire letteralmente a mancare il cibo alla maggioranza degli statunitensi. Se si pensa che oggi negli USA esistono circa 50 milioni di persone che sopravvivono grazie al programma di assistenza alimentare dello stato, cosa succederà quando non entrerà cibo al ritmo attuale? Una catastrofe economica e sociale, che probabilmente oltre ad esplosioni sociali, determinerà anche la fine dell’Unione, la fine degli Stati Uniti.


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canadese: "ecco cosa c'è dietro alle morti dei banchieri"


Morti in un mese 9 banchieri, di cui 3 di JP Morgan! Vedi articolo


ECONOMISTA CANADESE: ''ALL'ORIGINE DELLA MORIA DI BANCHIERI (STRANI SUICIDI, QUATTRO IN UN MESE) GIGANTESCO RICICLAGGIO''.

Un illustre economista anglo canadese Michel Chossudovsky spiega il mistero dei suicidi di banchieri negli ultimi trenta giorni. E la sua, è una scoperta devastante. Leggiamo.

"JPMorgan Chase è architetto segreto di frode, di corruzione nella più grande truffa finanziaria della storia, seguendo lo Schema Ponzi. Lo scopo è quello di appropriarsi della ricchezza altrui, manipolando il mercato.

Il mese scorso JPMorgan Chase, seguendo il modello Ponzi, ha ammesso di aver facilitato la più grande truffa finanziaria della storia. Sono passate inosservate le attività di Bernie Madoff, che ha sfacciatamente trasformato il suo conto bancario alla JPMorgan Chase in un’operazione di riciclaggio di denaro senza precedenti. Una simile manovra avrebbe fatto scattare l’allarme in qualsiasi altra banca.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha permesso a JPMorgan Chase di pagare 1,7 miliardi di dollari e di firmare un accordo di impossibilità di procedere, il che significa che nessuno della JPMorgan Chase, anche questa volta, andrà a giudizio. Il grande interrogativo al quale non si può, o non si vuole dare risposta, è quello di sapere come mai gli organi giudiziari, incaricati del rispetto delle regole e della lotta contro il riciclaggio di denaro presso la JPMorgan Chase, abbia potuto ignorare, nel corso degli anni, i passaggi di miliardi di dollari che entravano e uscivano dai conti di Madoff a quelli di Norman Levy.

Anche solo una manovra di questo tipo avrebbe dovuto far partire un’indagine. (Levy è morto, e il fiduciario delle vittime di Madoff ha promosso una causa contro gli eredi.) Per poter portare a termine varie operazioni finanziarie, JPMorgan Chase non solo controlla alcuni politici di alto rango, ma utilizza politici in pensione che esercitano funzioni consultive.
Dopo la carica di Primo Ministro britannico, Tony Blair è stato nominato consigliere di primo piano della JPMorgan Chase. I suoi onorari, benché ricoprisse il ruolo di consulente part-time, sono stati inizialmente fissati alla "modesta" somma di 500.000 sterline l’anno, per poi passare a due milioni di sterline.
Tony Blair è stato criticato per aver sfruttato la sua rete clientelare di relazioni politiche in Gran Bretagna e Medio Oriente per servire gli interessi di JPMorgan Chase. Ha lavorato a stretto contatto con l’amministratore delegato e presidente Jamie Dimon, recentemente oggetto di controversie.
“Noi gestiamo le nostre attività in tutto il mondo”, ha dichiarato Jamie Dimon: “Tony Blair darà ai nostri dirigenti e ai nostri clienti un’unica, inestimabile a prospettiva globale, d’un’importanza cruciale in un periodo difficile come quello attuale. La nostra impresa beneficerà davvero delle sue conoscenze e della sua esperienza”. (Comunicato stampa di JPM, gennaio 2008).
È da notare che nel 2003, dopo l’invasione dell’Irak, con Tony Blair ancora primo ministro, JPMorgan Chase è stata designata a dirigere la Banca commerciale dell’Irak. In breve, Blair è un criminale di guerra che mantiene legami con una rete bancaria fraudolenta.
E ora, i decessi misteriosi di quattro alti dirigenti bancari di Wall Street. Il 28 gennaio scorso, un vicepresidente di JPMorgan Chase nel Regno Unito, Gabriel Magee, “è stato rinvenuto cadavere al nono piano di un palazzo di 33 piani, sede europea della stessa banca, nella sezione Canary Wharf di Londra”.

Il 10 febbraio Ryan Henry Crane, 37 anni, un altro dirigente di primo piano della JPMorgan Chase, è morto in circostanze misteriose. Crane era responsabile della programmazione delle operazioni globali della JPMorgan Chase.

La morte di Crane sopraggiunge dopo “una serie di suicidi”, verificatisi in un lasso di tempo di sei settimane, che coinvolgono tre rinomati bancari, tra cui Gabriel Magee della JPMorgan Chase, l’ex economista della Federal Riserve Mike Dueker, e William Broeksmit, un dirigente senior della Deutsche Bank, trovato “impiccato nella propria abitazione, una morte che apparentemente farebbe pensare ad un suicidio”. Secondo la cronaca, Broeksmit era implicato in un processo sulla manipolazione sul mercato dei cambi.

(Dietro, quindi, vi potrebbe essere questo gigantesco scandalo di riciclaggio internazionale messo in atto dalla JP Morgan Chase).

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY - pubblicato da Mondialisation.ca e tradotto da Comedonchisciotte.org - che ringraziamo.

Nota biografica.
Michel Chossudovsky dopo essersi laureato presso la University of Manchester, in Inghilterra, ottenne un dottorato di ricerca presso la University of North Carolina, negli Stati Uniti; attualmente è professore di economia (emerito) alla University of Ottawa. Chossudovsky è stato visiting professor in molti paesi nell'Europa occidentale, nel sud-est asiatico e in America Latina. Inoltre, è stato membro nel consiglio di diverse organizzazioni internazionali ed è stato consulente per i governi dei paesi in via di sviluppo. Chossudovsky è stato firmatario della dichiarazione di Kuala Lumpur per criminalizzare la guerra. È l'autore di The Globalization of Poverty and The New World Order (2003) and America's "War on Terrorism" (2005). Il suo libro più recente è intitolato Towards a World War III Scenario: The Dangers of Nuclear War (2011).

Il prof. Michel Chossudovsky è presidente e direttore del Centre for Research on Globalization (CRG), un'organizzazione indipendente per la ricerca e l'informazione con sede a Montreal, Canada. CRG gestisce il sito GlobalResearch.ca che promuove un punto di vista critico verso la politica estera degli Stati Uniti e della NATO, così come teorie riguardanti l'attacco dell'11 settembre e la guerra al terrorismo, disinformazione dei media, povertà e diseguaglianza sociale, la crisi economica globale, la politica e la religione. Fa parte del Comitato Scientifico della rivista italiana Geopolitica.
 
L'URGENZA DI UNA MONETA REGIONALE



L'URGENZA DI UNA MONETA REGIONALE IN SARDEGNA
by The Money Doctor


Preso atto che lo Stato Italiano non è più capace di farsi rimborsare il reddito monetario né dalla Banca d'Italia (1), né dalle banche commerciali sul territorio (2), la Sardegna dovrebbe emettere una moneta regionale d'emergenza per provvedere alle necessità della popolazione. Questa moneta regionale può essere creata dalla Tesoreria regionale accreditandosela all'attivo del bilancio nella voce BENI PATRIMONIALI FUNGIBILi da cui attingere per le varie necessità. Quando poi la regione la spende o presta, la iscriverà al passivo pareggiando i conti ed il pareggio in bilancio diventa un vincolo tollerabile. Per evitare inflazione rispetto all'Euro, si tenga presente la quota Euro procapite sinora emessa che può essere facilmente calcolata attraverso il coefficente inverso della riserva obbligatoria dell'1% stabilito nel 2012 dalla BCE ed assumendo, a titolo prudenziale, che nella riserva siano stati contabilizzati solo i titoli di stato. La cifra massima risultante dal parametro restrittivo di euro-equivalenza sarebbe sufficente a rendere la "Regione Autonoma" autosufficente dallo stato senza ulteriori imposizioni PER VARI SECOLI.

FORMULA DEL CALCOLO:
(debito pubblico in titoli) fratto (numero di abitanti in italia) moltiplicato (coefficente inverso di riserva obbligatoria) moltiplicato (numero di abitanti in Sardegna) uguale (montante massimo prudenziale in euro-equivalenti).

Ovvero:
(2.100 miliardi) fratto (57 milioni) moltiplicato (100) moltiplicato (1.639.362) uguale (6.039.754.736.842 - circa 6.040 miliardi in euro-equivalenti recuperati (tre volte il debito pubblico attuale della Repubblica italiana !).

Ovviamente la somma potrà essere spesa via via che si presentano necessità evidenziate dal parlamento regionale come, ad esempio, l'istituzione immediata di un reddito di cittadinanza.

Il calcolo per l'emissione prudenziale, mutatis mutandi, può essere replicato per qualsiasi altra regione.

Note:
1) A fronte di un reddito monetario di 150 miliardi derivante dalle sole banconote, la Banca d'Italia ha rimborsato allo Stato non più di 10 miliardi nel periodo 2002-2012.
2) Vedi: http://seigneuriage.blogspot.it/2014/04/stato-italiano-banchieri-e-incappucciati.html

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GRECIA: BOMBARDATA LA BANCA CENTRALE



Atene, bomba davanti a Banca di Grecia
Alcuni danni ma nessuna vittima

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/04/10/atene-bomba-davanti-a-banca-di-grecia_3ee7d019-3f9f-4ca5-bda0-21748d178d8b.html


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(ANSA) - ATENE, 10 APR - Un potente ordigno è esploso stamani davanti alla sede della Banca di Grecia, ad Atene, causando alcuni danni ma nessuna vittima. La bomba, con 75 chili di esplosivo, era stata collocata dentro a una Nissan parcheggiata davanti all'edificio che ospita la Banca Centrale, poco distante dagli uffici della troika (Ue, Bce e Fmi). L'esplosione è avvenuta pochi minuti prima delle 3:00 locali (le 2:00 in Italia) ed è stata udita in una vasta area della capitale.






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STATO ITALIANO, BANCHIERI E INCAPPUCCIATI



STATO ITALIANO: COMPLICE O VITTIMA DEI BANCHIERI ?
by The Money Doctor
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Da Il Foglio: Bomba esplode davanti la banca centrale greca

Quando lo Stato affida la gestione della creazione di moneta alle banche, deve pretendere il rigore contabile. Non può permettere che le banche DIMENTICHINO di postare all'attivo del bilancio l'aggregato di moneta creata continuamente dalle stesse banche evadendo così la restituzione del reddito monetario al Sovrano. Attualmente le banche OMETTONO l'iscrizione all'attivo, pretendendo di considerare la liquidità creata SOLO come una passività che deve poi essere colmata dal pubblico. Così facendo, le banche creano centinaia e migliaia di miliardi di euro che poi investono perlopiù prestandoli e godono del riflusso alla restituzione pareggiando FALSAMENTE il bilancio - avendo precedentemente OMESSO l'iscrizione all'attivo - e quindi incassando IN NERO il guadagno che sparisce contabilmente. E' questa la spiegazione della curiosa apparizione degli INCAPPUCCIATI - come li definiva Federico Caffè. Si incappucciano dalla vergogna, e n'hanno ben donde.

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mercoledì 9 aprile 2014

BANCHIERI DAVANTI AL PLOTONE DI ESECUZIONE



FACCIAMO COME IN VIETNAM: MANDIAMO I BANCHIERI DAVANTI A UN PLOTONE DI ESECUZIONE
Postato il Martedì, 08 aprile @ 08:03:52 BST di ernesto
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13204
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DI TYLER DURDEN
zerohedge.com

Negli ultimi cinque anni, uno degli argomenti più spettacolari discussi conprofonda superficialità sia dai giudici che dai legislatori è sempre stato lo stesso: come mettere fine al gioco d'azzardo e a quell'abuso di potere implacabile e senza nessuna paura delle conseguenze, che si gioca al tavolo delle banche Too Big To Fail.


Quelle stesse banche che hanno portato all'inimmaginabile spettacolo che nel 2008 ha visto il Segretario del Tesoro (ex-Goldman) Hank Paulson chiedere al Congresso un assegno in bianco per salvare chiunque e qualsiasi cosa (soprattutto i suoi ex datori di lavoro) egli stesso avesse ritenuto opportuno salvare.

Parliamo di una teatralità
che ha anche qualcosa di grossolanamente comico, perché ogni settimana i banchieri centrali di tutto il mondo emanano dei documenti filosofici con delle note a carattere scientifico, come quei fantasiosi numeri integrali, che lanciano dubbi sulla apparente insolubilità di questo epico dilemma (è sempre bene ripetere però : i banchieri centrali sono al servizio dei banchieri commerciali) e nel frattempo le megabanche globali diventano sempre più megabigger fino a quando, a un certo punto di un inevitabile futuro, JPMorgan Merrill Fargogroup d'America - Sachs sarà l'unica banca a rimanere in piedi. Quando cioè avrà assunto non solo il completo controllo del paese ma anche quello del mondo intero, grazie al suo stato di " banca galatticamente importante" come dimostrerà uno suo stato patrimoniale di multi-quadrilioni di dollari.

La cosa che è più divertente, ovviamente, è che c'è una soluzione gloriosamente semplice a tutti questi problemi delle TBTF del mondo, una dei quali potrebbe essere trovata in un millisecondo, tirando il grilletto, per così dire.
La soluzione arriva niente meno che da uno storico nemico degli USA, il Vietnam, dove i finanzieri non accorti, non solo li mettono in galera ma, qualche volta, li mettono al muro.


Il Global Post scrive:

Per fare una pulizia radicale nel suo settore finanziario, il Vietnam ha condannato a morte tre banchieri negli ultimi sei mesi.

Un paio di banchieri sono attualmente nel braccio della morteper aver sottratto circa 25 milioni di dollari dalla banca di stato Vietnam Agribank. Mentre i loro co-cospiratori si sono già presi parecchie decine di anni di carcere.

A marzo, un altro signore, di 57 anni, l'ex Capo Regionale della Vietnam Development Bank, altra banca gestita dal governo, è stato condannato a morte per una truffa da 93 milioni di dollari.


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Il Petro-Rublo russo sfida l’egemonia del dollaro USA. La Cina sviluppa il commercio eurasiatico

aprile 10, 2014 1 commento

Peter Koenig Global Research, 8 aprile 2014
La Russia ha appena lanciato un’altra bomba, annunciando non solo il disaccoppiamento del commercio dal dollaro, ma anche che la commercializzazione dei suoi idrocarburi avverrà in rubli e nelle valute dei suoi partner commerciali, non più in dollari, vedasi La Voce della Russia.
Il commerciale della Russia degli idrocarburi ammonta a circa un trilione di dollari all’anno. Altri Paesi, in particolare BRICS e BRICS-associati (BRICSA) potrebbe presto seguirne l’esempio e unirsi alla Russia, abbandonando il ‘petro-dollaro’ come unità per il trading di petrolio e gas. Ciò potrebbe ammontare a decine di miliardi di perdite nella domanda annuale di petrodollari (il PIL degli Stati Uniti era circa 17 miliardi di dollari nel dicembre 2013), togliendo quanto meno un dente importante all’economia degli Stati Uniti. A ciò si aggiunge la dichiarazione di Press TV secondo cui la Cina riapre la vecchia Via della Seta come nuova rotta commerciale collegando Germania, Russia e Cina e permettendo di collegare e sviluppare nuovi mercati, specialmente in Asia centrale, dove il nuovo progetto porterà stabilità economica e politica, e nelle province occidentali della Cina, dove verranno create “nuove aree” di sviluppo. La prima sarà la Lanzhou New Area nel Gansu, una delle regioni più povere della Cina nordoccidentale. “Durante la sua visita a Duisburg, il presidente cinese Xi Jinping ha compiuto un colpo da maestro da diplomazia economica contrastando direttamente lo sforzo della fazione neo-conservatrice di Washington per suscitare un nuovo confronto tra NATO e Russia.” (Press TV, 6 aprile 2014)
Sfruttando il ruolo di Duisburg quale maggiore porto interno del mondo, snodo storico dei trasporti in Europa e centro dell’industria siderurgica della Ruhr in Germania, propone che Germania e Cina cooperino nella costruzione di una nuova “via della Seta economica” che colleghi Cina ed Europa. Le implicazioni della crescita economica per tutta l’Eurasia sono impressionanti“. Curiosamente i media occidentali hanno finora ignorato entrambi gli eventi. Sembra che ci sia il desiderio di accompagnare la falsità delle illusione e arroganza occidentali assieme al silenzio. La Germania, il motore economico d’Europa e quarta economia del mondo (PIL da 3600 miliardi dollari US), all’estremità occidentale del nuovo asse commerciale sarà la calamita che attirerà altri partner commerciali europei della Germania verso la Nuova Via della Seta. Ciò che appare come un futuro vantaggio per Russia e Cina, comporterà anche sicurezza e stabilità, ciò sarebbe una sconfitta letale per Washington. Inoltre, i BRICS si preparano a lanciare una nuova moneta, composta dal paniere di loro valute locali, da utilizzare nel commercio internazionale, nonché una nuova valuta di riserva, sostituendo un dollaro gravato dal debito e piuttosto inutile, una prodezza benvenuta nel mondo. Insieme con la valuta dei nuovi Paesi BRICS (A) arriverà un nuovo sistema di pagamento internazionale, sostituendo negli scambi SWIFT e IBAN, rompendo così l’egemonia della famigerata manipolatrice di oro e valuta di proprietà privata Banca dei regolamenti internazionali (BRI) di Basilea, in Svizzera, detta anche banca centrale di tutte le banche centrali. Per esserne sicuri, la BRI è un’istituzione di proprietà privata a scopo di lucro creata nei primi anni ’30, durante la grande crisi economica del 20° secolo. La BRI fu costituita proprio per questo scopo, controllare il sistema monetario mondiale insieme alla FED, anch’essa di proprietà privata dei Banksters di Wall Street, l’epitome della proprietà privata non regolamentata. La BRI è nota ospitare almeno una mezza dozzina di riunioni segrete all’anno, in cui partecipa l’élite mondiale per decidere il destino di Paesi e intere popolazioni. La sua scomparsa sarebbe un altro gradito nuovo sviluppo.
Con la nuova via commerciale e il nuovo sistema monetario in formazione, altri Paesi e nazioni, finora presi dagli artigli della dipendenza dagli Stati Uniti, accorreranno verso il ‘nuovo sistema’, isolando man mano l’economia industriale militare (sic) di Washington e la sua macchina da guerra della NATO. Questo mutamento economico potrà mettere l’impero in ginocchio senza spargere una goccia di sangue. Lo spazio per una nuova speranza di giustizia e maggiore uguaglianza, la rinascita di Stati sovrani, può sorgere trasformando la spirale delle tenebre in una di luce.
Peter Koenig è un economista ed ex-impiegato della Banca Mondiale. Ha lavorato a lungo nel mondo dell’ambiente e delle risorse idriche. Scrive regolarmente per Global Research, ICH, Voce della Russia e altri siti Internet. È autore di Implosion, racconto basato sui fatti e su 30 anni di esperienza in tutto il mondo.
Copyright © 2014 Global Research
 
La menzogna libica

aprile 9, 2014 6 commenti

Dean Henderson 7 aprile 2014
Il golpe del 2011 in Libia sarà ricordato in due modi. In primo luogo, ha segnato l’usurpazione e l’infiltrazione della primavera araba da parte delle agenzie d’intelligence occidentali e del Consiglio di cooperazione del Golfo. In secondo luogo, e peggio, rappresenta la distruzione della nazione più moderna e riuscita dell’Africa, nota dal 1977 al suo popolo come Jamahiriya Araba Socialista del Popolo Libico. Mentre ancora la propaganda degli illuminati si crogiola tra notizie fasulle che fanno rivivere la caricatura del “pazzo Gheddafi”, i loro giornalisti rigurgitato le psyops della CIA, i noti falsi sui “massacri e bombardamenti”. L’elemento più significativo del loro misero repertorio erano le bandiere rosse, verdi e nere tirate fuori dai “ribelli” di Bengasi, la bandiera della monarchia di re Idris. Ben presto nacque anche una banca centrale privata. La Libia era una colonia italiana dal 1911 fino al 1951, quando re Idris fu messo sul trono dagli inglesi. Firmò trattati con Gran Bretagna (1953), Stati Uniti (1954) e Italia (1956) permettendo a questi Paesi di stabilire basi militari, come la base aerea Wheelus nei pressi di Tripoli. Subito Exxon Mobil, British Petroleum e Agip ebbero enormi concessioni petrolifere. Re Idris era assai impopolare tra i libici poiché vendeva il loro Paese alle compagnie petrolifere estere. Le proteste furono represse assai brutalmente e la rivolta sotterranea crescente incluse molti delle forze armate. Nel 1969 un incruento colpo di Stato fu effettuato da poche decine di ufficiali che si facevano chiamare “ufficiali liberi”, sull’esempio di Gamal Nasser in Egitto. Nasser aveva guidato la ribellione che depose il re egiziano Faruq nel 1952. L’architetto del colpo di Stato libico del 1969 che pose fine alla monarchia di re Idris era un capitano dell’esercito di nome Muammar Gheddafi.
La nuova Repubblica della Libia adottò la bandiera verde, che simboleggia il ‘Libro Verde’ di Gheddafi, che scrisse per spiegare il modello economico unico dell’anarco-sindacalismo libico. E’ un libro molto premuroso di cui raccomando la lettura. Nel 1970 Gheddafi costrinse le forze statunitensi ed inglesi ad evacuare le loro basi militari. L’anno seguente nazionalizzò le proprietà della British Petroleum e costrinse le altre compagnie a versare allo Stato libico una quota molto più alta dei loro profitti. Inoltre nazionalizzò la banca centrale della Libia. La Libia era uno dei soli cinque Paesi al mondo la cui banca centrale non era controllata dalle otto famiglie del sindacato bancario guidato dai Rothschild. A causa della drastica uscita dall’usura coloniale, la Libia ebbe uno dei più alti standard di vita di tutta l’Africa. Il reddito medio pro-capite era di 14000 dollari all’anno. I lavoratori non solo avevano le proprietà delle fabbriche in cui lavoravano, ma decidevano cosa produrre. Le donne godevano di pari diritti. Mentre i media degli illuminati ritraggono lo Stato libico come altamente centralizzato e onnipotente, niente era più lontano dalla verità. L’idea dell’anarco-sindacalismo è che lo Stato alla fine sparisce. E fu così. Quando Gheddafi diceva che non aveva molto a che fare con la gestione quotidiana degli affari della nazione, intendeva ciò. Il popolo gestiva quegli affari e il potere era assai disperso. Gheddafi accusò la rivolta libica di essere opera di al-Qaida e delle nazioni occidentali. Si riferiva al Fronte Nazionale per la Salvezza (NFS), affiliato ad al-Qaida, che a lungo operò dalle basi in Ciad tentando di rovesciare Gheddafi. Gli estremisti del NFS erano finanziati dall’Arabia Saudita ed erano guidati dai loro gestori di CIA/MI6/Mossad. I giornalisti occidentali ricevevano notizie fresche dai capi del NFS. Il Ciad fu a lungo il Paese nordafricano più importante nel sistema di produzione petrolifero della Exxon. Nel 1990, a seguito di un contro-colpo di Stato filo-libico contro il governo del Ciad che dava rifugio al NFS, gli Stati Uniti evacuarono in Kenya 350 elementi del NFS con il finanziamento saudita. Negli anni ’80 il pazzo Reagan bombardò la casa di Gheddafi uccidendo molti suoi parenti dopo che l’intelligence occidentale falsamente gli attribuì un attentato ad una discoteca tedesca.
La menzogna di Lockerbie
Il volo Pan Am 103 del 21 dicembre 1988 fu fatto esplodere su Lockerbie, in Scozia. Quando il presidente Bush prestò giuramento il mese dopo, accusò dell’attentato terroristico due libici, Abdal Basat Ali al-Magrahi e Lamin Qalifa Fimah. Bush impose le sanzioni alla Libia. Il presidente Bill Clinton poi chiese il boicottaggio internazionale del petrolio libico. Nel 2000 i libici furono condannati da un tribunale scozzese istituito a L’Aia. Le prove erano inconsistenti. Numerose indagini indipendenti sull’incidente dipingono un quadro molto diverso. Interfor, una società d’intelligence aziendale di New York City, assunta dalla compagnia assicurativa della Pan Am, scoprì che una cellula della CIA a Francoforte, Germania, proteggeva un’operazione di contrabbando di eroina mediorientale, che usava il deposito di Francoforte della Pan Am come punto di trasbordo del suo traffico. Interfor individuò nel siriano Manzar al-Qasar il capo dell’operazione di contrabbando. Un’indagine della rivista Time giunse alla stessa identica conclusione. Andò oltre scoprendo che al-Qasar era anche parte di una cellula super-segreta della CIA dal nome in codice COREA. Un altro gruppo di agenti della CIA che lavorava per liberare i cinque ostaggi della CIA, detenuti dagli aguzzini dell’Hezbollah di William Buckley, scoprì che al-Qasar poté continuare il contrabbando di eroina, nonostante i vertici della CIA sapessero delle sue attività. Il team sugli ostaggi a Beirut aveva scritto e chiamato il quartier generale della CIA a Langley per denunciare la rete di al-Qasar. Non ebbe alcuna risposta. Così decisero di andare negli Stati Uniti e informare di persona i loro capi della CIA. Tutti e sei gli agenti erano sul Pan Am 103 quando fu fatto esplodere. Dopo un’ora dall’attentato, agenti della CIA indossanti le uniformi della Pan Am giunsero sul luogo dello schianto. Gli agenti rimossero una valigia che apparteneva a uno degli agenti morto insieme agli altri 269. La valigia molto probabilmente conteneva prove incriminanti sul coinvolgimento di al-Qasar e dell’unità COREA della CIA nella rete del narcotraffico siriana. Forse conteneva anche una videocassetta sulle confessioni del capo stazione della CIA a Beirut, William Buckley, ai suoi torturatori di Hezbollah, che avrebbe potuto ulteriormente svelare il coinvolgimento della CIA nel narcotraffico in Medio Oriente.
L’ex-investigatore dell’US Air Force Gene Wheaton pensò che il colonnello Charles McKee e gli altri cinque agenti della CIA fossero gli obiettivi primari dell’attentato. Wheaton dichiarò: “Un paio di miei vecchi compagni del Pentagono ritengono che gli attentatori del Pan Am mirassero alla squadra di soccorso degli ostaggi di McKee“. Wheaton sospetta il coinvolgimento della CIA in un altro incidente aereo verificatosi poco dopo l’attentato della Pan Am. In quell’incidente, 248 soldati statunitensi di ritorno dal servizio in Europa rimasero uccisi quando un aereo da trasporto militare Arrow Air si schiantò nei pressi di Gander, Terranova. Wheaton ritiene che l’Arrow Air fosse una compagnia aerea della CIA e che l’incidente fosse collegato a un “accordo su operazioni segrete andate male” tra la CIA e la BCCI. Il giorno in cui Arrow Air si schiantò, due uomini in borghese arrivarono sul posto portandosi via una sacca da viaggio di 70 chili. Wheaton pensa che la borsa fosse zeppa di denaro che la BCCI aveva fornito alla CIA per un’operazione segreta. Pensa che la CIA avesse causato l’incidente per far sembrare che il denaro della BCCI fosse bruciato per poi arrivare sul posto e rubarlo, dopo averlo avvolto con materiale ignifugo. La CIA poté quindi andare dalla BCCI e riscuoterne altro. Poco dopo, le relazioni BCCI/CIA s’inasprirono. La CIA si preparò ad abbandonare la nave della BCCI che affondava e ad attaccare i poveri del Terzo Mondo con la chiusura della Bank of England dei Rothschild.
La Polizia Federale Tedesca (BKA) fece irruzione nella casa di un sospetto terrorista, due mesi prima l’attentato di Lockerbie. Trovò una bomba identica a quella utilizzata sul Volo 103. Tutti, tranne uno degli arrestati nel raid, furono misteriosamente rilasciati. Il giorno dell’attentato un agente di sorveglianza della BKA assegnato al controllo del bagaglio, notò un diverso tipo di valigia per la droga utilizzata dalla gente di al-Qasar. Informò i suoi superiori che trasmise le informazioni a un’unità della CIA di Francoforte. Al-Qasar contattò la stessa unità della CIA per farle sapere che McKee e gli altri cinque agenti stavano rientrando negli USA quel giorno. La risposta del gruppo della CIA di Francoforte al rapporto della BKA fu: “Non vi preoccupare. Non fermatelo. Lasciatelo perdere”. L’ambasciata degli Stati Uniti in Finlandia ricevette l’avvertimento di un possibile attentato aereo quel giorno. Si strinse nelle spalle, nonostante un altro avvertimento della FAA. Un’indagine di PBS Frontline scoprì la prova che la bomba era stata effettivamente piazzata sul Volo 103 quando si fermò a Heathrow, Londra. Una valigia appartenente all’agente della CIA Matthew Gannon, uno degli altri cinque della squadra del colonnello McKee, fu scambiata con una valigia a Heathrow. Frontline ritiene che la valigia di Gannon contenesse informazioni che collegavano la cellula COREA della CIA di Damasco con la narcorete di al-Qasar, così la valigia fu rubata e sostituita da una contenente la bomba. Secondo il settimanale tedesco Stern, un funzionario della sicurezza Pan Am a Francoforte fu sorpreso a retrodatare l’allerta che la FAA aveva emesso. La Pan Am fu multata per 600000 dollari dalla FAA dopo l’attentato. L’agenzia accusò il lassismo della sicurezza nelle operazioni di movimentazione dei bagagli della Pan Am. Secondo l’indagine d’Interfor queste operazioni con i bagagli furono più che inette. Furono seguite da al-Qasar. Nel giugno 2007 la polizia spagnola arrestò al-Qasar per traffico di armi. Pan Am ha vecchie relazioni con la CIA. Il suo consiglio consultivo internazionale è il “chi è” dei trafficanti di droga e armi dei Caraibi. Tra costoro Ronald Joseph Stark, il piduista collegato agli spacciatori di LSD della Brotherhood of Eternal Love; Sol Linowitz della Carl Lindner United Brands; il segretario di Stato di Carter Cyrus Vance della Gulf & Western Corporation, controllata dalla Lindner, e Walter Sterling Surrey, agente dell’OSS in Cina che contribuì a lanciare la Cartaya World Finance Corporation di Guillermo Hernandez.
Stati Uniti e Gran Bretagna si impegnarono ad insabbiare i fatti. L’editorialista Jack Anderson registrò una conversazione telefonica tra il presidente Bush Sr. e il primo ministro inglese Margaret Thatcher, dopo l’attentato entrambi decisero che l’indagine doveva essere limitata, per non danneggiare l’intelligence delle due nazioni. Paul Hudson, avvocato di Albany, NY, che dirige il gruppo “Famiglie di Pan Am 103/Lockerbie“, perse la figlia 16enne nello schianto. “Sembra che il governo sappia i fatti e li copra, o non conosce tutti i fatti e non vuole sapere“, spiega Hudson. Nell’aprile 1990, l’omologo inglese del gruppo “familiari inglesi del Volo 103″ inviò lettere aspre a Bush e Thatcher, citando “resoconti pubblici interamente credibili…avete deciso di minimizzare deliberatamente le prove e ridurre le indagini fino a liquidare il caso come storia vecchia“. Abdel Basat Ali al-Magrahi, uno dei libici capro espiatorio dell’attentato, fece appello nel febbraio 2002. L’argomento centrale dell’avvocato era la nuova prova secondo cui il reparto bagagli di Heathrow, a Londra, era stato violato la notte prima dell’attentato. Nel 2010 i libici furono improvvisamente liberati. Alcune voci insistettero che il loro rilascio fosse parte di un accordo petrolifero della BP con la Libia. Gheddafi fece altre aperture verso l’occidente, ma fu tutto inutile. Quando hai a che fare con i dei pazzi veri, come lo sono senza dubbio i banchieri illuminati, le concessioni sono raramente efficaci. Il popolo libico ha perso la bandiera verde che simboleggiava la fuga rivoluzionaria dalla trappola dei bankster, tornando a vivere sotto colonialismo, feudalesimo e monarchia.
Dean Henderson è autore di: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete seguirlo gratuitamente su Left Hook.
Traduzione di Alessandro Lattanzio
 

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