Grazie a tutti per i complimenti

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ma sono immeritati, non sono certo un grande trader......
E comunque "bagaglio culturale" e' una definizione fin troppo ottimistica rispetto a quello che so'....
L'unico percorso che ho fatto e' quello della curiosità, sono in effetti curiosissimo di tutto ciò che riguarda questo ambiente.
In genere pero', quelli come me sono anche dei gran scettici, nel senso che alla fine, in tutto questo bailamme, per me vale solo ciò che porta dei risultati, e intendo "statisticamente". Il discorso e' lungo da fare, diciamo che alla fine "per adesso" ho selezionato solo AT classica, (quindi pattern recognition) e candlestick, che sono gli unici sistemi sui quali esistano delle metriche e dei report statistici.
In realtà bisogna anche dire una cosa fondamentale, e cioè che ogni tecnica voi scegliate, rappresenterà sempre e solo un rincalzo.... Qualcosa con cui, chi in borsa e' privo di vantaggi informativi ( cioè tutti noi ) cerca di stare al passo con i veri professionisti.
In realtà cioè, il mio modello sarebbe Buffet e quindi non uno a cui interessi molto l'analisi tecnica.... Ma lui ha le info giuste prima degli altri.... E questo si che garantisce risultati

In mancanza di info mi sono quindi rivolto all'AT
Infatti i complimenti (almeno per quanto mi riguarda, anche se mi fa piacere trovarli così condivisi) più e prim'ancora che al "trader" erano rivolti alla persona. Anzi, più che complimenti parlerei di stima, che viene istintiva di fronte, appunto, a certe persone.
E in due risposte hai per così dire "completato" il quadro: 1) sottolineando - di tutto il mio ultimo post - il passaggio sugli sbagli: ecco la dote dell'
umiltà; 2) adesso la sottolineatura della
curiosità, unita al riconoscimento di un sanissimo scetticismo.
Umiltà e curiosità. Sono due delle doti fondamentali del metodo scientifico, quelle che nella storia hanno portato in fondo a tutte le scoperte grazie alle quali la nostra vita, oggi, è quella che è anziché ancora al Medioevo.
Dove probabilmente saremmo se invece fossero imperate quelle che sono le caratteristiche di tanti (presunti) trader e cultori di AT, improntate alla presuzione e alla non-curiosità. Cioè: incapacità di mettere in discussione se stessi (della serie "io so io e voi - mercato compreso - nun siete un kazzo"); e incapacità di rimettere in discussione i propri metodi e i propri studi di fronte all'evoluzione degli eventi e dei paradigmi (come ciò che stiamo vivendo).
Il risultato è che i "Mercuzi" (intesi come categoria) potranno anche essere trader mediocri - e già questo è improbabile - ma non verranno mai travolti; per gli altri il momento della rovina sarà sempre incombente, ad onta di tutti gli eventuali allori precedenti.
Aggiungo che la curiosità porterà sempre costoro a non acquietarsi sugli "studi" fatti in maniera meccanica e passiva, ma sempre a rielaborarli in modo personale aggiungendovi del proprio. Applicando spesso il metodo analitico, fatto di tesi, antitesi e sintesi. Aggiungo pure che non è un caso che costoro svolgano una professione PRIMA del trading (e ben prioritaria rispetto ad esso), perché in genere è il lavoro reale - specie se mentale - che porta a ragionare, domandarsi, porsi dei dubbi, cercare delle risposte, immaginare delle traiettorie, degli scenari, delle evoluzioni...e quindi regolarsi. Il trader "puro" difficilmente "ragiona"; del resto è difficile ragionare avendo gli occhi fissi per ore ed ore su null'altro che righine elettroniche e valori virtuali. Al massimo cerca di tradurre alla velocità della luce (ma in modo meccanico più che ragionato) realzioni intermarket che sempre più spesso sono traditrici; oppure cerca di immedesimarsi nei ragionamenti altrui, delle masse, al fine di ricavarne le indicazioni operative più profittevoli. O in ottica contrarian o in ottica adeguativa. Ma sappiamo bene che alla fine sia i contrarian sia chi si adegua prende le batoste, perché non sa mai quando è il caso di seguire e quando, invece, di contrapporsi alla massa. Cosa sulla quale i "Mercuzi" invece qualche idea ce l'hanno.
E infine i "Mercuzi" hanno la grande dote del realismo. Anche in questo caso abbiamo l'ennesima eloquente dimostrazione, col passaggio riservato a Warren Buffett e alle asimmetrie informative. Cosa che i trader, immersi nel loro frequente narcisismo, sembrano dimenticare o addirittura ignorare.
Eppure la dimostrazione che solo qualche trader diventa ricco, mentre solo qualche ricco è un trader l'abbiamo sotto gli occhi.
Riassumendo: umiltà, curiosità, realismo.
Magari è anche vero che non è un grande trader. Anzi, probabilmente non lo è, perché quelle doti difettano alla categoria dei trader.
E sarà anche vero che parlare di "bagaglio culturale" è esagerato: ma anche questo è tipico di chi studia, perché è solo studiando che ci si rende conto di quanto NON si sappia e di quanto di abbia da imparare. "So di non sapere", diceva Socrate: come dire che solo aprendo una porta se ne vedono altre due, tre, dieci chiuse; l'ignorante di converso vive sereno nella sua crassa ignoranza.
Perciò io trovo molto più appagante leggere Mercuzio, e neppure tanto quando mi squaderna i disegnini (sui quali può essere fallibilissimo) ma per gli stessi motivi per i quali mi interesso, per dire, alla diatriba sul rapporto tra debito e crescita tra Rogoff/Reinhart da un lato e Krugman dall'altro. Diatriba solo in apparenza accademica, perché poi sono idee da cui derivano scelte politiche destinate a fare la fortuna o la rovina di intere generazioni a livello planetario.
Per cui leggo con piacere Mercuzio ad esempio quando - RAGIONANDO - mi prospetta quali potrebbero i segni da cui, prima o poi, sarà intuibile e ANTICIPABILE la fine di una crisi che sembra epocale. Permettendo in teoria di fare un passo in anticipo rispetto alla massa, epocale anch'esso perché è l'unico momento in cui la pulce - mettendo a frutto l'intelligenza - può avere il suo momento silenzioso di gloria mettendosi in incognito sullo stesso piano di Warren Buffett, e cogliendo quell'occasione che a volte non capita neppure una volta nella vita. E se anche non sarà, amen: però si sarà avuta la soddisfazione di aver vissuto da esseri pensanti, e non meramente "tradanti".
Mi scuso per il poemetto, ma almeno ho "vuotato il sacco" tutto in una volta, per così dire
Un saluto.