Titoli di Stato area Euro GRECIA Operativo titoli di stato - Cap. 1

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
Sarebbe SD solo sulla parte del debito greco interessata al rollaggio, ma siamo su una linea veramente sottile ...

Bene, ma devi considerare che la parte impattata va in scadenza e viene regolarmente pagata.
Il 70% nuovamente investito è già previsto valga come collaterale in Bce, quindi stiamo parlando del nulla.

Attenzione infine a catalogare come default event il solo rating delle agenzie, poichè il mercato dei CDS è OTC per definizione e il default è definito in modo reciproco tra le due parti. Il riferimento primario è l'ISDA e tra gli scenari menzionati non c'è il rating downgrade delle agenzie a mia memoria.
Per cui lo scenario che il downgrade faccia scattare automaticamente i CDS è tutto da dimostrare.
 
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Greece aims to halt recession, return to growth- ministry






ATHENS, July 4 | Mon Jul 4, 2011 3:19am EDT

ATHENS, July 4 (Reuters) - The Greek government's next steps will seek to halt the economic downturn and help the economy return to growth, the country's finance minister said on Monday.
"The initiatives that must be undertaken in the coming days and weeks have as an only goal to resurrect the economy, halt recession and return (the economy) to growth for the benefit of all citizens and mainly the unemployed and weak income groups," Finance Minister Evangelos Venizelos said in a statement.
His comments came after a report in the Eleftherotypia newspaper said that a barrage of new measures were in store based on an updated memorandum agreed with the country's international lenders on Saturday.
The ministry did not have any immediate comment on a statement by rating agency Standards & Poor's that Greece would likely be in default if it follows a debt rollover plan pushed by French banks.
 
Bene, ma devi considerare che la parte impattata va in scadenza e viene regolarmente pagata.
Il 70% nuovamente investito è già previsto valga come collaterale in Bce, quindi stiamo parlando del nulla.

Attenzione infine a catalogare come default event il solo rating delle agenzie, poichè il mercato dei CDS è OTC per definizione e il default è definito in modo reciproco tra le due parti. Il riferimento primario è l'ISDA e tra gli scenari menzionati non c'è il rating downgrade delle agenzie a mia memoria.
Per cui lo scenario che il downgrade faccia scattare automaticamente i CDS è tutto da dimostrare.

Un esempio solo a titolo divulgativo:
Isda triggers new settlement auction for Anglo Irish

Isda’s credit derivatives determinations committee has called a second restructuring credit event on Anglo Irish Bank, the first time it has ever triggered two identical credit events on the same reference entity. The first restructuring event, which resulted in a settlement auction on 9 December, was triggered by the results of the Irish bank’s buy-back of two classes of subordinated bonds (maturing in 2014 and 2016).
Today’s decision to call a new auction on Anglo Irish deliverables follows the bank’s near identical announcement of the results of the exchange offer for the largest of the three classes of subordinated debt, €750 million in face value of bonds maturing in 2017. The Isda committee ruled on 23 December that this was a new credit event.
Last month’s auction of Anglo Irish bonds resulted in a settlement price of 76 cents in the euro for senior obligations and just 18% of par for subordinated debt.
 
Non ricordavo male, state tranquilli.... :)

Voluntary debt swap, rollover not CDS trigger-ISDA



LONDON, June 8 (Reuters) - A voluntary agreement to rollover holdings of Greek debt, or exchange bonds for ones with a longer maturity would "typically" not trigger payment of Credit Default Swaps, ISDA's general counsel David Geen said on Wednesday.
 
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Tempo di lunedì 4 luglio 2011, pagina 1
Perché la Grecia deve fallire - Salvare la Grecia. E le banche
di Martino Antonio

Oli aiuti e gli interessi PERCHÉ IA GRECIA DEVE FALLIRE SALDARE LA GRECIA, E LE BANCHE ...
di ANTONIO MARTINO a strategia europea nei confronti della crisi greca sembra consistere nel guadagnare tempo nella speranza che si risolva. Almeno, questo è quanto appare in superficie. In realtà, potrebbe benissimo valere un'altra interpretazione.
li "aiuti" europei alla Grecia altro non sono altro che il tentativo di salvare quelle banche, specie francesi e tedesche, che, avendo investito in titoli pubblici grechi, rischiano di fallire se la Grecia è costretta a non onorare i suoi debiti. Gli aiuti vanno cioè in Francia e Germania, passando per così dire dalla Grecia. Secondo un vecchio scampolo dell'umorismo inglese, "se devi mille sterline alla tua banca sei nelle sue mani, se gliene devi un milione è lei a essere nelle tue"! Ma non è questo il punto. Anche ammettendo che nel caso della Grecia (come prima nel caso dell'Irlanda per altre ragioni) sia nazionale non europeo, il problema importante diventa: "salvare" la Grecia è nell'interesse anche dell'Europa? La mia risposta, come i lettori di questo giornale sanno, è negativa. Vale la pena tornare sul tema perché è essenziale anche per noi italiani. Sul tema interviene The Wall Street Journal (30 giugno) con uno splendido editoriale che, anzitutto, dà le cifre del problema: il debito pubblico greco è in questo momento pari al 155% del pil ed è destinato a raggiungere il 170% l'anno prossimo, il che significa che è quasi impossibile che il problema possa risolversi da solo. Anche se l'UE e il Fondo monetario internazionale versassero miliardi nelle casse dell'erario greco e se il governo di Papandreu riuscisse a fare tutte le riforme necessarie, le prospettive di evitare il fallimento sarebbero minime o nulle. Secondo l'autorevole quotidiano finanziario, le ripercussioni di un fallimento della Grecia sulle banche di altri paesi sarebbero contenute. Le banche che detengono la maggiore quantità di obbligazioni greche fuori dalla Grecia sono francesi e tedesche, che ne hanno per ventotto miliardi di euro. Ma, persino se perdessero la metà di questa cifra, non ne sarebbero distrutte. BNP Paribas, che è la maggiore detentrice di titoli greci, ammette che, anche se perdesse il 30% dei suoi crediti con la Grecia, il rendimento delle sue azioni diminuirebbe soltanto del 3%. Invece Sarkozy vorrebbe che fosse accettato un piano di salvataggio che si tradurrebbe nel raddoppio del debito greco, anche se la sua scadenza sarebbe allungata a trenta anni, nell'intento di evitare il fallimento del paese e il danno alle banche francesi. L'ideale dei fautori della moneta comune, da Luigi Einaudi in poi, era di porre fine alla monetizzazione del debito, cioè al finanziamento dei disavanzi pubblici con l'inflazione. Fu per questa ragione che i Trattati di Maastricht posero a base dell'autonomia della Bce il divieto di acquistare titoli di Stato dei paesi membri. E fu sempre per la stessa ragione che furono imposte regole, magari stupide per un noto genio bolognese, ma rigide per la condotta fiscale dei governi: un tetto al rapporto deficit/pil e uno a quello del debito.
Queste regole, già gravemente compromesse in passato, sono ora state abbandonate: l'UE compra di fatto titoli pubblici (prima irlandesi, ora greci e portoghesi, domani spagnoli) e, anche se l'entità è finora modesta, opera una monetizzazione del debito, violando lo spirito e la lettera del trattato. Il fatto che, a quanto pare, l'intervento europeo invece di risolvere il problema abbia scatenato un'ondata di speculazione, conferma la mia tesi: gli speculatori, a differenza degli eurosauri, vedono aldilà del loro naso. Se a questo si aggiunge che è assai dubbio che gli aiuti europei riescano a risolvere i problemi dei paesi insolventi, non è esagerato temere che sia i paesi interessati sia le banche francesi e tedesche che detengono le loro obbligazioni saranno costretti a fallire. Per fortuna questo esito non riveste carattere di assoluta necessità e potrebbe darsi che sia scongiurato, ma se così non fosse tutti i paesi della zona dell'euro si troverebbero a dover fronteggiare una sorta di tsunami monetario e finanziario.
***
 
Non ricordavo male, state tranquilli.... :)

Voluntary debt swap, rollover not CDS trigger-ISDA



LONDON, June 8 (Reuters) - A voluntary agreement to rollover holdings of Greek debt, or exchange bonds for ones with a longer maturity would "typically" not trigger payment of Credit Default Swaps, ISDA's general counsel David Geen said on Wednesday.

Meglio così.
Comunque, come dicevi prima, dipende dagli accordi con la controparte.
 
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Giornale di lunedì 4 luglio 2011, pagina 19
Junker: "Italia, Belgio e Spagna non rischiano la fine della Grecia"
di Camera Maddalena

LA CRISI DEL DEBITO EUROPEO Juncker: «Italia, Belgio e Spagna non rischiano la fine della Grecia» Secondo il presidente dell'Eurogruppo le misure varate sono sufficienti ma Atene dovrà rispettare gli accordi e rassegnarsi all'intervento estero AUSTERITÀ II Parlamento ellenico ha deciso risparmi per 28 miliardi di euro e privatizzazioni per 50 Maddalena Camera La Grecia deve rassegnarsi all'intervento estero, specie per quel che riguarda le privatizzazioni che il governo di Atene sarà costretto a varare per pagare il debito: lo ha dichiarato il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, per poi sottolineare che «non v'è rischio» che Italia, Spagna e Belgio facciano la fine della Grecia. La rassicurazione arriva tramite un'intervista al settimanale tedesco Focus dopo il via libera dei ministri delle Finanze della zona euro alla quinta tranche di aiuti ad Atene per un ammontare di 12 miliardi. «Atene - ha aggiunto Junker - si e detta pronta ad accogliere squadre di esperti dall'Eurozona. Il risultato sarà che la sua sovranità sarà grandemente limitata. Ad esempio, per far fronte alle prossime privatizzazioni sarà costretta ad adottare un sistema basato sul modello della Treuhand tedesca, quello cioè che negli anni Novanta gestì la privatizzazione delle industrie dell'ex Ddr». Juncker ha poi invitato Atene ad applicare rapidamente le misure approvate in settimana dal Parlamento greco, che prevedono 28,4 miliardi di euro di tagli alla spesa e privatizzazioni per un ammontare stimato di 50 miliardi, misure che secondo il presidente dell'Eurogruppo «risolveranno la questione greca». Nonostante l'ottimismo mostrato, Juncker solo pochi giorni fa aveva richiamato i Paesi ad alto debito ai rischi di contagio, l'Eurogruppo da lui presieduto non molla la presa. Già il prossimo 11 luglio si riunirà nuovamente (il 12 è previsto l'Ecofin) per cominciare a porre le basi per quello che è stato definito il «secondo piano di salvataggio». L'organismo ha stabilito che la decisione sui nuovi aiuti sarà presa entro metà settembre e che le modalità precise e l'entità del coinvolgimento del settore privato e il finanziamento aggiuntivo alla Grecia «saranno determinate nelle prossime settimane». Atene dovrebbe ricevere fino a 85 miliardi di euro di nuovi finan -ziamenti che, aggiunti al prestito dello scorso anno, totalizzeranno una cifra compresa tra 190 e 195 miliardi (il suo debito ammonta a 350 miliardi). Al nuovo fondo, secondo quanto spiegato dal funzionario del ministero delle Finanze austriaco, Thomas Wieser, dovrebbero contribuirei creditori privati, mentre il Fondo Monetario dovrebbe fornire il 30% del totale. Sul fronte ellenico il ministro delle finanze Evangelos Venizelos ha detto in un comunicato che il Paese è riuscito a ottenere i soldi del prestito di salvataggio perchéil suo partito, quello socialista, è stato capace di far passare le misure di austerità in Parlamento. «Adesso è di cruciale importanza - ha aggiunto il ministro - attuare le decisioni del Parlamento in modo rapido ed efficace per poter gradualmente uscire dalla crisi a tutto vantaggio dell'economia greca e dei suoi cittadini». La situazione resta comunque molto pesante e sono parecchi gli osservatori che ritengono le misure varate dall'Europa un paliativo per evitare un default che alla fine potrebbe diventare inevitabile.
***
 
Certo che a giudicare dalla stampa e dai vari commentatori l'opinione rimane quella che prima o poi defaulterà....tralasciando un momento le varie analisi scientifiche (?) sul debito e sulla sua sostenibilità mi sembra serpeggiare una convinzione sulla stampa europea che qualsiasi cosa si faccia tanto prima o poi va a gambe all'aria : certo, anche il voto del Parlamento , non ci ha illuso che tutto si risolve ma c'è sempre questo scetticismo molto marcato .
 
Prime battute alla Borsa di Atene: indice ASE a 1313 punti + 0,40%. Volumi consistenti.
Spread in oscillazione stabile: 1353 pb.
 
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