Idee e grafici. - Cap. 2

Argentina, corte d'appello Usa rinvia la sentenza di rimborso del debito ai fondi

Cronologia articolo29 novembre 2012
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Argomenti: Giustizia | Corte d'Appello | Thomas Griesa | Stati Uniti d'America | Baires | Buenos Aires





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Il Presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner (Epa)


Punto a favore dell'Argentina nella lunga e complessa vicenda dei bond: una corte d'appello degli Stati Uniti ha dato più tempo a Buenos Aires per difendersi dall'obbligo imposto giorni fa dal giudice federale Thomas Griesa di pagare 1,33 miliardi di dollari ai detentori dei bond che hanno respinto le due ristrutturazioni dell'indebitamento, nel 2005 e 2010, a seguito del default del 2001.
La corte d'appello ha quindi rigettato quanto richiesto dal giudice Griesa, il quale aveva stabilito che Buenos Aires depositi in un fondo di garanzia gli 1,3 miliardi di dollari pretesi da tali possessori di bond entro il 15 dicembre prossimo, data in cui l'Argentina deve d'altra parte pagare 3,3 miliardi agli obbligazionisti che hanno invece accettato le ristrutturazioni.

I fondi speculativi Usa avevano ricorso al tribunale di New York per ottenere appunto il rimborso al valore nominale dei bond in default, da loro acquisito a 20/25 centesimi per dollaro. Con la sua decisione, la corte d'appello ha dato all'Argentina più tempo per difendersi dalla sentenza Griesa, e cioè fino al 27 febbraio. In questo modo, precisano i media locali, si allontana la possibilità che Baires possa entrare in un default tecnico.
 
Fotovoltaico, arriva la grid parity per le imprese: energia dal Sole a prezzi competitivi (quasi) senza incentivi

di Gianluigi TorchianiCronologia articolo23 novembre 2012Commenti (14)
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Le energie rinnovabili piacciono sostanzialmente a tutti perché ecologiche e pulite; la recente diffusione degli ultimi anni, però, è stata assicurata dagli ingenti incentivi garantiti dalle bollette degli italiani (circa 10 miliardi di euro l'anno). Senza di questi, le energie verdi non avrebbero mai potuto diffondersi, perché il loro costo di generazione energetica è più alto di quello dei tradizionali combustibili fossili (gas, petrolio, ecc). Grazie ai notevoli passi in avanti degli ultimi anni, però, si è iniziato a parlare sempre di più di grid parity, cioè della pari convenienza economica tra l'energia prodotta da un impianto rinnovabile e quella acquistata da fonti tradizionali, senza sussidi pubblici.
In questo senso si muove un modello per le imprese messo a punto da Officinae Verdi Spa, una joint venture tra Unicredit e Wwf, e Solon, che promette di rendere il fotovoltaico economicamente sostenibile anche senza il contributo degli incentivi stabiliti dal Conto energia. I sistemi fotovoltaici di Officinae verdi, tarati sui fabbisogni energetici specifici di ogni azienda, consentono una produzione dell'energia a un costo inferiore agli 0,09 euro/kWh, inclusi gli oneri annuali di manutenzione e il costo iniziale dell'impianto, riducendo così di circa del 50% i costi in bolletta dalle Pmi italiane. Secondo la joint venture la grid parity è resa possibile da una capacità produttiva superiore del 10% alla media di mercato e da una specifica modalità costruttiva che consente di ridurre del 20% i tempi e i costi di installazione. La piena competitività di costo, però, è assicurata anche dallo sfruttamento del meccanismo dello scambio sul posto che, comunque, è una particolare forma di sostegno economico statale alla produzione rinnovabile.

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I titolari di questi impianti, infatti, possono realizzare una specifica forma di autoconsumo immettendo in rete l'energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla dalla rete in un momento differente da quello in cui avviene la produzione. Il Gse, in questo caso, eroga un contributo che garantisce il rimborso ("ristoro") di una parte degli oneri sostenuti dall'utente per il prelievo di energia elettrica dalla rete. Per quanto riguarda la soluzione prospettata da Officinae Verdi, ad esempio, un impianto fotovoltaico da 50 kW, con produzione annua di energia pari a 65.000 kWh, realizzato per un'azienda che opera nel terziario (costo di investimento iniziale 75.000 euro), ricaverebbe 8.775 euro l'anno dal risparmio generato dall'autoconsumo di energia, più altri 2.113 dallo scambio sul posto, permettendo così all'imprenditore di rientrare dall'investimento in alcuni anni. La soluzione ha ricevuto il plauso anche del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini: « La prospettiva di mercato dell'energia rinnovabile, che sempre più deve essere strettamente legata all'innovazione tecnologica e alla ricerca, è sicuramente destinata all'autosufficienza economica. Il lavoro svolto da Officinae Verdi per la realizzazione di un prodotto in grid parity dimostra la possibilità di un'accelerazione in questa direzione e dimostra come nei fatti esiste un mercato che possa rispondere positivamente alla sfida dei cambiamenti climatici mettendo i privati, siano essi individui o aziende, nelle condizioni di rispondere alle proprie esigenze energetiche diminuendo le emissioni climalteranti ».
« Il raggiungimento della grid parity – ha dichiarato Gaetano Benedetto, direttore politiche ambientali Wwf e Presidente Officinae Verdi - rappresenta per Wwf il primo passo di una roadmap, verso un diverso modello energetico fondato sul risparmio e l'efficienza energetica e sulle rinnovabili,sostenibile per l'economia, il nostro territorio e il Pianeta. La grid parity sarà una grande opportunità per tutti, perché cittadini e imprese potranno diventare autoproduttori di energia pulita, massimizzando benefici economici e ambientali, riducendo il consumo di energia primaria. La grid parity ottenuta dal prodotto di Officinae Verdi risponde pienamente agli indirizzi comunitari che sono stati anche recentemente rafforzati da una nuova direttiva sull'efficienza energetica, che vede proprio nelle imprese un settore primario su cui operare». Dall'inizio del 2013 sarà commercializzata da Officinae verdi anche una soluzione simile pensata per le famiglie, che abbinerà all'impianto fotovoltaico tradizionale (pannello, inverter, sistema di controllo) un sistema di accumulo elettrico ("storage"), in modo tale da immagazzinare l'energia prodotta durante il giorno.
 
Aldrin, non mi hai capito.
Ti sto appunto dicendo che il trading ha senso se riesci a fare a fine anno il 15-20% di ROI sul capitale, ALTRIMENTI il rischio che corri non ha alcun senso perchè un 5% netto annuale ormai lo puoi fare tra obbligazioni e conti depositi, ci manca poco!

Quindi quello che dico io è che se fai solo il 5% all'anno facendo trading sui derivati, allora non ti conviene ma proprio per una questione di rischio e possibile ritorno.

Poi ovvio che non perdere è già un traguardo, e io non voglio fare il figo, ho sempre detto che non sono in attivo sul trading e che anzi lo sconsiglio se non come passione.

:D


Nessuno vuole fare il figo qua dentro e se qualcuno lo pensa di qualcun altro vuol dire che non ha capito proprio niente.

Per tornare a noi.......

ho capito il tuo ragionamento e condivido e forse,dico forse,veramente non vale la pena confrontarsi con gli squali per un misero 5%
 
si se opero con intenzione Intra ho breve se vedo stocastici cosi alti e poi vicino indicatore canale bollinger superiore mai Long , come quando e su la centrale , se lo faccio li e perché sonno scarichi altrimenti non muovo niente ,attendo sempre che sia scarico e su indicazione bb inferiore stocastici sotto 13 ho inferiore :rolleyes:

Non so voi.............ma molte volte mi stupisco che molti grafici o indicatori non collimino con quelli degli altri.
A me ad esempio in questo momento gli indicatori con parametri lenti mi dicono che dovrebbe scaricare ma non lo fa e questo può voler dire (condizionale) che il rialzo potrebbe continuare e forse,dico forse,potremmo assistere finalmente al rally di fine anno.
Rally ???????
Diciamo una piccola gimcana di paese !:D
 

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