Idee e grafici. - Cap. 2

Unicredit: 4 accordi con Bei, 580 mln a imprese italiane




Unicredit (BIT:UCG)
Intraday Stock Chart


Today : Monday 3 June 2013


Sono stati perfezionati 4 nuovi accordi tra la Banca europea per gli investimenti (Bei) e il gruppo UniCredit per finanziamenti a medio-lungo termine a imprese italiane, per un importo complessivo di 580 mln euro.
L'iniziativa, informa una nota, e' volta a rafforzare il supporto offerto al mondo produttivo italiano per mitigare gli effetti della crisi finanziaria e contribuire all'avvio del processo di ripresa.
All'interno del plafond di 580 milioni euro messo a disposizione dalla Bei sono state individuate quattro distinte aree di intervento. Oltre ai finanziamenti per le piccole e medie imprese (400 mln) e per le Mid-Cap (50 mln), parte delle linee di credito sono destinate alle aziende per i programmi nella protezione dell'ambiente e nelle energie rinnovabili (100 mln). Un'ultima tranche (30 mln) riguarda Industria 2015, volta i finanziare i progetti in ricerca e sviluppo selezionati dal Ministero dello sviluppo economico in specifiche aree tematiche.
Dario Scannapieco, Vice Presidente Bei responsabile per le operazioni in Italia, Malta e Balcani Occidentali, ha affermato che "le piccole e medie imprese sono le piu' colpite dalla lunga crisi che attanaglia l'Europa e l'Italia: per esse, l'accesso al credito e' diventato la priorita' in assoluto in questi mesi affinche' riescano a proseguire con adeguate risorse finanziarie la loro attivita'. Con queste operazioni la Bei, grazie alla collaborazione con UniCredit, uno dei nostri partner principali a livello europeo, mette la propria finanza caratterizzata da lunghe scadenze e tassi favorevoli a disposizione del mondo produttivo italiano".
Federico Ghizzoni, a.d. di Unicredit, ha dichiarato che "i nuovi accordi con la Bei formalizzati oggi vanno ad aggiungere risorse preziose al nostro continuo e robusto supporto alle piccole e medie imprese italiane. La nostra vicinanza alle Pmi e la conoscenza del territorio ci consentono di canalizzare rapidamente le risorse verso le imprese, in modo da massimizzare l'efficacia di questi strumenti di finanziamento degli investimenti, che sono vitali per la competitivita' del sistema produttivo italiano". com/bca
 
News

03/06/2013 14:57
Wall Street timidamente ottimista prima dei dati macro
Davide Pantaleo



Il mese di giugno dovrebbe essere inaugurato con una seduta in lieve rialzo, almeno in avvio, per la piazza azionaria americana che, dopo il calo di venerdì scorso, quando la giornata si è conclusa sui minimi intraday, sembra intenzionata a recuperare posizioni. I futures sugli indici, pur avendo ritracciato dai massimi della mattinata, si presentano al di sopra della parità, con un progresso dello 0,24% per il contratto sull'S&P500 e dello 0,18% per quello sul Nasdaq100. Tra gli investitori prevale una certa cautela in attesa di conoscere i dati macro che saranno diffusi dopo l'avvio delle contrattazioni. In agenda troviamo l'indice ISM manifatturiero che a maggio dovrebbe attestarsi a 50,5 punti, rispetto ai 50,2 di aprile. Le spese per le costruzioni ad aprile dovrebbero evidenziare una variazione positiva dell'1%, in netto recupero rispetto al calo dell'1,7% precedente. Da segnalare un discorso di Janet Yellen, vice presidente della Fed e a prendere la parola sarà anche John Williams, presidente della Fed di San Francisco. I riflettori saranno puntati quest'oggi su alcuni protagonisti del settore high-tech, a partire da Microsoft che, secondo alcune indiscrezioni riportate da Bloomberg, sarebbe in procinto di rivedere al ribasso il prezzo del suo software Windows RT per i tablet. Stando a quanto riportato da una fonte, la decisione sarebbe presa con l'obiettivo di incentivare i produttori di tablet ad adottare il suo software sui dispositivi mobili. E sempre secondo rumors di stampa, riportati in particolare dal Wall Street Journal, Dell sarebbe in procinto di lanciare prima della stagione natalizia un laptop Windows da 11,6 pollici ch può essere utilizzato come tablet. Da monitorare anche Apple che oggi, stando alle segnalazioni delle agenzia di stampa straniere, dovrà comparire in un tribunale di New York per rispondere dell'accusa di aver gonfiato i prezzi dei libri elettronici in accordo con cinque editori, a danno di altri distributori come Amazon.com. Infine, dando uno sguardo al settore bancario, da seguire Bank of America nel giorno in cui ha inizio il processo relativo all'accordo da 8,5 miliardi i dollari proposto dalla società agli investitori relativamente ai titoli legati ai mutui. Fonte: News Trend Online
 
News

03/06/2013 15:05
Roubini: l'oro a meno di 1000$, sarà una reliquia
Rossana Prezioso
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Una visione difficile da vedere in modo organico proprio perché l'oro è compost da una domanda "fisica" guidata dai grandi colossi come Cina e India che, sebbene sotto le stime, stanno comunque facendo una buona domanda, e gli exchange-traded che invece costituiscono un problema. Una sorta di biforcazione che rispecchia quella dell'economia mondiale con una Fed che ormai pendsa di ritirarsi (con tutte le conseguenze del caso) e un resto del mondo che deve ancora chiedere aiuto agli istituti di credito centrale. Al centro di tutto un'inflazione che nè per Washington nè altrove, ha intenzione di crescere, in modo da favorire il metallo prezioso, bene rifugio per eccellenza. Gli analisti di Barclays sottolineano come gli ultimi dati CFTC mostrano un crollo delle posizioni long a favore delle short. Un panorama traballante in cui Nouriel Roubini, economista affettuosamente conosciuto come Dr. Doom, ha parlato di sei motivi per cui entro il 2015 l'oro arriverà a e 1000 dollari, sfondando anche la soglia psicologica dei 1300 e anche quella più "concreta" dei 1200. Concreta perchè quest'ultima è la linea di demarcazione che separa i costi di produzione (ormai attestati su questa cifra) e i margini di guadagno: oltrepassate queste colonne d'ercole le società di produzione andrebbero vistosamente in perdita. Prima di tutto la funzione di bene rifugio dell'oro: in piena crisi il metallo tende ad essere particolarmente apprezzato, quindi a salire, ma in realtà quello che stiamo vivendo è un periodo particolare perchè effettivamente di crisi sistematica, ma anche e soprattutto di tentativi continuati e più o meno andati a buon fine di controllare i rischi maggiori. Di sicuro il potere di risolverla non c'è perciò i mercati vivono in questa sorta di "limbo" in cui si avverte lo stato di insicurezza, ma non tale da permettere la corsa al rifugio. Quindi il problema delle banche centrali, che poi alla fine è quello che, come sopra accennato, "frena" la corsa all'oro, una corsa particolarmente veloce sotto il pericolo dell'inflazione, la quale, a sua volta, però, non è stata "rilanciata" dalle banche centrali (Fed e Bce intesta). Anche i prezzi delle commodities in generale tendono a scendere, e l'oro non fa eccezione. Non solo, ma l'economia globale, come sopra accennato, si trova in una situazione ambigua con punti di ripresa (vedi Usa) che promettono e scoraggiano gli investitori ad andare sull'oro, preferendo l'azionario, ma non sufficientemente forte, nel resto del mondo, da far credere in una ripresa effettiva, cosa che porta al sostegno delle banche centrali e alla loro azione andata perduta, almeno per quanto riguarda i tentativi fatti sull'inflazione. Come se ciò non bastasse, l'oro non fa reddito. A differenza delle azioni, che possono sempre giocare la carta dei dividendi per risultare più appetibili. Quindi, il punto della situazione vede, in ultima analisi anche una Fed che pensa (da sola nel mondo) di iniziare a ritirarsi, creando un aumento dei tassi di interessi. Perchè dunque puntare sull'oro? A maggior ragione adesso che, strozzati dal debito, i governi potrebbero mettere sul mercato una parte delle riserve aurifere. Fonte: News Trend Online
 

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