L'angolo della poesia

C’era una volta

Bosco Cappuccio
ha un declivio
di velluto verde
come una dolce
poltrona

Appisolarmi là
solo
in un caffè remoto
con una luce fievole
come questa
di questa luna

(Giuseppe Ungaretti)
 
Come ti si dovrebbe baciare

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombellico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio

il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.

Erich Fried
 
ELEANOR

Le sere d'autunno mi ricordano te -
I boschi giacciono bui, il giorno si scolora
ai bordi dei colli in rosse aureole.
In un casolare vicino piange un bimbo.
Il vento se ne va a passi tardi
attraverso i tronchi a raccogliere le ultime foglie.

Poi sale, abituata ormai da lungo ai torbidi sguardi,
l'estranea solitaria falce di luna
con la sua mezza luce da terre sconosciute.
Se ne va fredda, indifferente, per il suo sentiero.
La sua luce avvolge il bosco, il canneto, lo stagno
e il sentiero con pallido alone melanconico.
Anche d'inverno in notti senza luce
quando alle finestre vorticano danze di fiocchi
e il vento tempestoso, ho spesso l'impressione di guardarti.
Il piano intona con forza ingannevole
e la tua profonda e cupa voce di contralto
mi parla al cuore. Tu la più crudele delle belle donne.

La mia mano afferra alle volte la lampada
e la sua luce tenue posa sulla larga parete.
Dalla antica cornice la tua immagine oscura guarda
mi conosce bene e mi sorride, stranamente.
Ma io ti bacio mani e capelli
e sussurro il tuo nome.

H. Hesse
 
Un regalo di stasera (fattomi da un amico)

Se non puoi essere pino sul monte,
sii un cespuglio di erica nella valle,
ma sii la migliore, piccola erica
sulla sponda del ruscello.
Sii un cespuglio,
se non puoi essere un albero.
Se non puoi essere una via maestra,
sii un sentiero.
Se non puoi essere un sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei ora.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere:
poi mettiti con passione
a realizzarlo nella vita.

Douglas Malloch
 
Ultima modifica:
[ame=http://www.youtube.com/watch?v=iVu0jFAdr5E]La fine dicitrice Rosanna Chiommino legge versi suoi e versi miei a Una Marina di Libri 5 giugno 2011 - YouTube[/ame]
 
Non posso ricordare.
Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma sono per amore tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi.
La nostalgia
spesso non distingue.
Perché cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me
lieve come un raggio di luna alla finestra.
RAINER MARIA RILKE
 
Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

RAINER MARIA RILKE
 
EDNA ST. VINCENT MILLAY
(1892 -1950)

PIETÀ DI ME

Pietà di me non per lo splendere del giorno
Che al suo morire piú non solca il cielo;
Pietà di me non per le fuggitive
Beltà dei campi e dei boschetti allo svanir dell'anno;
Pietà di me non per il declinare della luna,
Non per il flusso di maree dal fondo oceano
Né per il desiderio che si placa subito
Cosí come fai tu con il tuo amore.
Questo ho sempre saputo : Amore altro non è
Che un vasto fiore assalito dal vento,
O una grande marea che batte un lido incerto
Freschi relitti seminando raccolti alle tempeste;
Pietà di me, ché il cuore è lento a apprendere
Ciò che la mente sveglia afferra ad ogni tratto.
 
EDUARD MORIKE
(1804 -1875)

PEREGRINA

Il fido specchio di quegli occhi oscuri
Ritiene dell'interno oro un riflesso;
Par ch'esso attinga dal profondo petto
La luce ivi deposta dal dolore.

E tu m'inviti, innocente fanciulla,
A tuffarmi in quel tuo notturno sguardo;
Vuoi ch'io ti accenda, e me con te, del folle
Amore, e nella tazza del peccato,
Sorridendo, mi porgi, ecco, la morte.
 
NICOLAJ NEKRASOV
(1821 -1877)

IL TEMPORALE

A lungo fece la ritrosa, Liuba, la mia vicina,
finché un giorno, in sordina mi disse: "in giardino c'è una pergola...
appena si farà scuro... Hai capito?...".
Ah! con quanta impazienza mi misi ad aspettare che la notte venisse!
Sangue giovane s'infiamma, c'è poco da scherzare!
Diedi uno sguardo al cielo e... tremo solo al ricordo!...
Il cielo tutt'intorno, s'era coperto di nubi.
La pioggia si mise a venir giú a dirotto... Scrosciò il tuono!
Con le ciglia aggrottate, tutto imbronciato, m'avviai...
Per oggi, all'appuntamento... meglio non pensarci!...
Liuba è scansafatiche; paurosetta è Liuba!
Sarebbe troppo pretendere da lei, che, con questo temporale, uscisse di casa.
Bisogna però convenire che il temporale non le farebbe paura
se... se mi volesse bene davvero! ...
Senza speranza, tutto malinconico m'avviai verso la pergola.
Vi giunsi e vidi... Vidi Liuba la mia vicina!
S'era bagnata i piedini; il casacchino si poteva torcere
ed ebbi un gran da fare per asciugar la colombella mia!
In compenso, però, da quella notte, non ho piú messo il broncio
e non fo altro che sorridere, quando fa temporale!...
 

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