L'angolo della poesia

Sei tutta spume...

Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Sei tutta spume agili e leggere
e i baci ti percorrono e t'irrigano i giorni.
Il mio gesto, la mia ansietà, pendono dal tuo sguardo.
Vaso di risonanze e di stelle prigioniere.
Son stanco, tutte le foglie cadono, muoiono.
Cadono, muoiono gli uccelli. Cadono, muoiono le vite.
Stanco, son stanco. Vieni, desiderami, fammi vibrare.
Oh, mia povera illusione, mia accesa ghirlanda!
L'ansia cade, muore. Cade, muore il desiderio.
Cadono, muoiono le fiamme nella notte infinita.

Fiammata di luci, colomba di crete bionde,
liberami da questa notte che incalza e distrugge.

Sommergimi nel tuo nido di vertigine e di carezza.
Desiderami, trattienimi.
L'ebbrezza all'ombra fiorita dei tuoi occhi,
le cadute, i trionfi, gli sbalzi della febbre.
Amami, amami, amami.
In piedi ti grido! Amami.
Infrango la mia voce gridandoti e faccio ore di fuoco
nella notte pregna di stelle e di levrieri.
Infrango la mia voce e grido. Donna, amami, desiderami.
La mia voce arde nei venti, la mia voce che cade e muore.

Stanco. Son stanco. Fuggi. Allontanati. Estinguiti.
Non imprigionare la mia sterile testa tra le tue mani.
Mi segnino la fronte le fruste del gelo.
La mia inquietudine si sferzi con i venti dell'Atlantico.
Fuggi. Allontanati. Estinguiti. La mia anima deve star sola.
Deve crocifiggersi, sbriciolarsi, rotolare,
versarsi, contaminarsi sola,
aperta alla marea dei pianti,
ardendo nel ciclone delle furie,
eretta tra i monti e tra gli uccelli,
distruggersi, sterminarsi sola,
abbandonata e unica come un faro di spavento.

P. Neruda
 
A la desierta plaza
conduce un laberinto de callejas.
A un lado, el vejo paredòn sombrìo
de una ruinosa iglesia:
a otro lado, la tapia blaquecina
de un huerto de cipreses y palmeras,
y, frente a mì, la casa,
y en la casa, la reja,
ante el cristal que levemente empana
su figurilla plàcida y risuena.
Me apartaré. No quiero
llamar a tu ventana... Primavera
viene - su veste blanca
flota en el aire de la plaza muerta - ;
viene a encender las rosas
rojas de tus rosales... Quiero verla...

A. Machado
 
Ho atteso che vi alzaste,
Colori dell'amore,
E ora svelate un'infanzia di cielo.


Porge la rosa più bella sognata.

G.Ungaretti

 
Notti di maggio di Musset

Poeta, prendi il liuto e dammi un bacio.
Sente il rosaio schiudersi i suoi boccioli...
dentro venti di brace questa sera
la primavera nasce, e la cutrèttola si posa,
prima dell'alba, sui cespugli già verdi.
poeta, prendi il liuto e dammi un bacio
 
Io ti chiesi

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste


Hermann Hesse
 
Io ti chiesi

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste


Hermann Hesse
Bellissimo promemeria, così vero e così facile da dimenticare. Uno speciale saluto genovese. Laura
 
Immenso e rosso
Sopra il Grand Palais
Il sole d'inverno viene
E se ne va
Come lui il mio cuore sparirà
E tutto il mio sangue se ne andrà
Se ne andrà in cerca di te
Amore mio
Bellezza mia
E ti ritroverà
Là dove tu sarai.
Jacques Prévert
 
È LARGA E GIALLA LA LUCE SERALE

È larga e gialla la luce serale,
mite il fresco d’aprile.
Hai tardato molti anni,
ma sono lieta di te.

Siedi più a me vicino,
guardami con gli occhi allegri:
Ecco il quaderno azzurro
dei miei versi infantili.

Perdona se son vissuta affliggendomi,
e il sole poco m’ha allietata.
Perdona, perdona se molti
ho scambiato per te.

ANNA ACHMATOVA
 
Che le luci si spengano, e nella notte del cinema una breve menzogna ci renda più vivi

Che altre vite più profonde soffochino la mia
nostalgia
e che il dono del coraggio mi sia concesso.
Che l’amore s’ingrandisca e sia fedele e duri
e che estranei paesaggi impediscano la tristezza.
Che l’oblio e la morte, che il tempo e il dolore
si schierino per questa volta nella fazione dei vinti.
Che le luci si spengano, e nella notte del cinema
una breve menzogna ci renda più vivi.

Carlos Marzal
 

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