Borse Asia-Pacifico deboli, tornano timori per economia Usa
MILANO (Reuters) - La preoccupazione per le prospettive dell'economia americana tiene banco nella regione dell'Asia-Pacifico, deprimendo tutti i principali indici nonostante i modesti guadagni di Wall Street.
Il greggio si è mantenuto intorno ai 70 dollari al barile negli ultimi scambi sulla piazza asiatica dopo aver messo il freno sulla crescita, superiore alle stime, delle scorte americane di benzina. L'oro è tornato a recuperare dopo aver lasciato sul campo il 5% a New York. Mantiene i guadagni il dollaro dopo il recupero contro euro e yen della scorsa seduta, alimentato dalle attese di una nuova stretta della Fed dopo che le vendite di nuove case sono state superiori alle previsioni.
Intorno alle 8,30 l'indice regionale MSCI che esclude il Giappone cede l'1,4% dopo che Tokyo ha terminato in calo di oltre un punto percentuale.
Le vendite prendono di mira soprattuto SEUL che termina sui minimi degli ultimi sei mesi appesantita da Samsung Electronics.
I timori per inflazione, tassi di interesse più alti e il possibile rallentamento della crescita della maggiore economia mondiale smorza l'appetito, soprattutto estero, per asset considerati rischiosi come quelli emergenti. Le conseguenze si vedono anche a SINGAPORE, che è arrivata a cedere due punti percentuali ai minimi degli ultimi quattro mesi. TAIWAN contiene le perdite mentre la frenata delle materie prime deprime industria estrattiva a HONG KONG e SYDNEY. Sulla piazza della città stato pesante la numero 3 mondiale dell'informatica Lenovo (-5,8%). Il gruppo cinese, che l'anno scorso ha rilevato l'attività di PC di Ibm, ha accusato nel trimestre una perdita superiore alle stime.
giovedì, 25 maggio 2006