Enel, Gas de France dice sì al piano di fusione con Suez
da Repubblica.it:
[LINK:9608cfc680]Enel[/LINK:9608cfc680], Gas de France dice sì al piano di fusione con Suez
ROMA - Il consiglio d'amministrazione del colosso pubblico Gas de France (Gdf), riunito in serata a Parigi, ha dato "luce verde" a un avvicinamento al gruppo privato dell'energia Suez, lanciando un processo di dieci mesi che dovrebbe sfociare, "a fine 2006", nella effettiva fusione, secondo quanto si è appreso da fonti sindacali.
La fusione avverrà mediante assorbimento di Suez da parte di Gdf e lo Stato francese sarà il primo azionista del maxi-gruppo del gas e dell'energia che ne nascerà, con una minoranza di blocco che dovrebbe essere - secondo uno dei negoziatori dell'operazione - "leggermente superiore al 34%".
"Il consiglio d'amministrazione si è tenuto unicamente per fissare la parità dei due gruppi a livello finanziario e per dare mandato al presidente-direttore generale di continuare l' operazione", ha detto alla France Presse una fonte sindacale poco dopo la riunione del consiglio d'amministrazione, terminata verso le 23. Tale parità "resta confidenziale", ha aggiunto.
Tra i quattro amministratori salariati nel cda - a quanto si è saputo da fonte sindacale - i rappresentanti dei sindacati Cgt e Fo hanno votato contro, mentre quelli della Cfdt e della Cfe-Cgc si sono astenuti, non avendo ottenuto a loro dire elementi di valutazione sull'impatto sociale dell'operazione.
"Si entra in una fase di negoziati, per arrivare a una fusione totale dei due gruppi alla fine dell'anno", ha dichiarato Jacques Mouton, della federazione Cfdt del settore elettrico e del gas. "Per il momento, ci viene detto che è Gas de France che assorbe Suez", ha aggiunto. "Ci sarà una fase intermedia, nel corso della quale le due imprese vivranno in parallelo, se interviene la fusione sarà alla fine dell'anno", ha confermato uno degli amministratori salariati.
Le parità sono state fissate - ha affermato uno dei negoziatori - e "rappresentano un premio del 10% per Gdf", un margine che tiene conto dell'impennata del titolo Suez nelle ultime sedute di Borsa.
Le azioni Suez sono salite dopo la volontà manifestata martedì scorso dall'Enel di lanciare un'Opa sul gruppo.
Tenuto conto del premio per Gdf, la quota dello Stato, attualmente dell'80,2%, dovrebbe essere portata "leggermente al di sopra del 34%", ha detto un amministratore.
In funzione della quotazione di venerdì al fixing della Borsa e di questo premio del 10%, la partecipazione dello Stato potrebbe essere dell'ordine del 34,5%. Il secondo azionista più importante sarebbe il finanziere Albert Frere, la cui partecipazione passerebbe dal 7,2 al 4,1%. "E' una luce verde alla fusione, sperano di poter terminare per il mese di dicembre 2006", ha spiegato l'amministratore. "Ma bisogna prima studiare tutte le conseguenze sociali, le sinergie tra branche e regioni, i problemi posti in termini di concorrenza in Francia, in Belgio e a livello europeo, e modificare la legge", ha avvertito.
"L'assemblea generale degli azionisti voterà la fusione alla fine dell'anno", ha precisato una fonte sindacale.
"Tutto avviene in una precipitazione indescrivibile, il cda è cominciato con un'ora di ritardo, doveva esserci un comitato di audit e non c'è stato", ha lamentato un amministratore. Perché l'operazione sia possibile dovrà essere modificata una legge, del 9 agosto 2004, che impedisce allo Stato di scendere sotto il 70% del capitale. I sindacati dei due gruppi industriali, preoccupati per le conseguenze della fusione in termini di occupazione, si incontreranno - è stato annunciato - oggi (lunedì) "a fine giornata" per decidere una risposta concertata al progetto di fusione.