Deficit-pil, si viaggia sul 5%, e la manovra bis prende quot
da Repubblica.it:
Deficit-pil, si viaggia sul 5%, e la manovra bis prende quota
ROMA - La manovra bis non è più un tabù. Anzi, rischia di diventare una inevitabile necessità. Perché i primi dati della Due diligenze di Tommaso Padoa Schioppa sono a dir poco "allarmanti". La cena "ufficiosa" convocata ieri sera nell'appartamento privato di Romano Prodi a Palazzo Chigi è servita a compiere una prima ricognizione e permettere al nuovo ministro dell'Economia di informare i colleghi sulla delicatezza del momento.
Il Professore, che ha sempre sperato di evitare questo passaggio, non ha nascosto che l'intervento correttivo a questo punto rappresenta un'opzione possibile. "Noi però - ha ripetuto ancora ieri sera - dobbiamo abbinare il risanamento dei conti pubblici al rilancio dell'economia. Questo è il nostro obiettivo". Ormai, però, tutti hanno la certezza che l'eredità lasciata dal governo Berlusconi sia "pesantissima". Il premier ha chiamato a raccolta ieri sera i "big" del governo per questo. Per definire la tattica da seguire alla vigilia del delicato incontro con la Commissione europea e quello della prossima settimana con l'Ecofin.
Oggi a Bruxelles, infatti, il presidente del Consiglio si presenterà ufficialmente a Barroso e ai vertici dell'"esecutivo" europeo. La disponibilità dell'Ue a discutere e a trattare sui tempi di "rientro" dell'Italia nei parametri economici costituisce un'incognita. Il colloquio di venerdì scorso con il commissario europeo per gli Affari economici Almunia da questo punto di vista non ha fornito garanzie.
Così, il Professore ha invitato a cena i due vicepremier D'Alema e Rutelli, i ministri Padoa Schioppa, Amato e Bersani, e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Letta. Una riunione - una sorta di consiglio di gabinetto - per fare il punto della situazione e per concordare la linea in vista del viaggio a Bruxelles. Perché, appunto, molto dipende dalle risposte che darà Barroso.
La due diligence del Tesoro dovrebbe essere pronta a fine settimana, ma le indicazioni del nuovo titolare di Via XX Settembre sono nette: il "buco" è più ampio del previsto, le riserve in cassa sono ridotte all'osso e soprattutto nessuno può escludere che il rapporto deficit/pil possa addirittura superare il 5 per cento.
Tant'è che dopo giorni passati a negare con decisione le ipotesi di una manovra correttiva, ieri sul tavolo di Palazzo Chigi quell'eventualità ha fatto capolino. Il premier preferirebbe evitarla, ma se davvero i nostri conti dovessero sforare la soglia del cinque per cento, difficilmente l'iter parlamentare del Dpef non sarà associato ad una manovrina che potrebbe ammontare a 7-10 miliardi di euro.
Ma prima di formalizzare una scelta del genere, il governo vuole verificare ogni aspetto e comunque non arrivare ad una decisione "unilaterale". Innanzitutto la squadra governativa vuole ascoltare e cogliere mercoledì prossimo i suggerimenti della relazione annuale di Mario Draghi, il nuovo Governatore di Bankitalia.
Padoa Schioppa, comunque, da giorni ammonisce che in assenza di un segnale di "buona volontà" possano essere in primo luogo le agenzie di rating a punire l'Italia. Un po' come ha minacciato di fare Fitch la scorsa settimana. Un rischio da evitare: si ripercuoterebbe sul debito pubblico e anche sulla severità con cui Bruxelles valuterà i provvedimenti da adottare.
Del resto, la strada maestra che Prodi vuole seguire è quella di concordare uno slittamento di un anno, ossia al 2008, del rientro sotto la soglia del 3 per cento nel rapporto deficit-pil. Il tutto, però, potrebbe richiedere, appunto, prima un gesto di "buona volontà". Senza dimenticare, come ama ripetere il ministro per Sviluppo economico Bersani, le misure propositive. Che in questo caso punterebbero sugli incentivi per le imprese rinviando a fine anno il taglio del cuneo fiscale.
Il Professore, però, vuole definire con gli alleati soprattutto l'atteggiamento da tenere sotto il profilo della comunicazione e dei rapporti istituzionali in Europa. Il "brain storming" di ieri sera serviva essenzialmente a questo: selezionare il modo migliore per convincere gli "esaminatori" ad accogliere le valutazioni dell'esaminato.
29/05/2006