L'illuminismo clericale

Fleursdumal

फूल की बुराई
Sentenza del Sant'Uffizio contro Galileo Galilei

Testo originale









«Roma, 22 giugno 1633.

Noi Gasparo del tit. di S. Croce in Gerusalemme Borgia;

Fra Felice Centino del tit. di S. Anastasia, detto d'Ascoli;

Guido del tit. di S. Maria del Popolo Benti voglio;

Fra Desiderio Scaglia del tit. di S. Carlo, detto di Cremona;

Fra Ant.o Barberino, detto di S. Onofrio;

Laudivio Zacchia del tit. di S. Pietro in Vincoli, det­to di S. Sisto;

Berlingero del tit. di S. Agostino Gesso;

Fabricio del tit. di S. Lorenzo in Pane e Perna Verospio: chiamati Preti;

Francesco del tit. di S. Lorenzo in Damaso Barberino; e Marzio di S.ta Maria Nova Ginetto: Diaconi;

per la misericordia di Dio, della S.ta Romana Chiesa Cardinali, in tutta la Republica Cristiana contro l'eretica pravità Inquisitori generali dalla S. Sede Apostolica specialmente deputati;



Essendo che tu, Galileo fìg.lo del q.m. Vinc.o Galilei, Fiorentino, dell'età tua d'anni 70, fosti denunziato del 1615 in questo S.o Off.o, che tenevi come vera la falsa dottrina, da alcuni insegnata, ch'il Sole sia centro del mondo e imobile, e che la Terra si muova anco di moto diurno; ch'avevi discepoli, a' quali insegnavi la medesima dottrina; che circa l'istessa tenevi corrispondenza con alcuni mattematici di Germania; che tu avevi dato alle stampe alcune lettere intitolate Delle macchie solari, nelle quali spiegavi l'istessa dottrina come vera; che all'obbiezioni che alle volte ti venivano fatte, tolte dalla Sacra Scrittura, rispondevi glosando detta Scrittura conforme al tuo senso; e successivamente fu presentata copia d'una scrittura, sotto forma di lettera, quale si diceva esser stata scritta da te ad un tale già tuo discepolo, e in essa, seguendo la posizione del Copernico, si contengono varie proposizioni contro il vero senso e auttorità della Sacra Scrittura;

Volendo per ciò questo S.cro Tribunale provedere al disordine e al danno che di qui proveniva e andava crescendosi con pregiudizio della S.ta Fede, d'ordine di N. S.re e degl'Eminen.mi e Rev.mi SS.ri Card.i di questa Suprema e Universale Inq.ne, furono dalli Qualificatori Teologi qualificate le due proposizioni della stabilità del Sole e del moto della Terra, cioè:

Che il Sole sia centro del mondo e imobile di moto locale, è proposizione assurda e falsa in filosofìa, e formalmente eretica, per essere espressamente contraria alla Sacra Scrittura;

Che la terra non sia centro del mondo ne imobile, ma che si muova eziandio di moto diurno, è parimen­te proposizione assurda e falsa nella filosofia, e considerata in teologia ad minus erronea in Fide.



Ma volendosi per allora procedere teco con benignità, fu decretato nella Sacra Congre.ne tenuta avanti N. S. a' 25 di Febr.o 1616, che l'Emin.mo S. Card.le Bellarmino ti ordinasse che tu dovessi omninamente lasciar detta opinione falsa, e ricusando tu di ciò fare, che dal Comissario del S. Off.o ti dovesse esser fatto precetto di lasciar la detta dotrina, e che non potessi insegnarla ad altri ne difenderla ne trattarne, al quale precetto non acquietandoti, dovessi esser carcerato; e in essecuzione dell'istesso decreto, il giorno seguente, nel palazzo e alla presenza del sodetto Eminen.mo S.r Card.le Bellarmino, dopo esser stato dall'istesso S.r Card.le benignamente avvisato e amonito, ti fu dal P. Comissario del S. Off.o di quel tempo fatto precetto, con notaro e testimoni, che omninamente dovessi la­sciar la detta falsa opinione, e che nell'avvenire tu non la potessi tenere ne difendere ne insegnar in qualsivoglia modo, ne in voce ne in scritto: e avendo tu promesso d'obedire, fosti licenziato.



E acciò che si togliesse affatto così perniciosa dottrina, e non andasse più oltre serpendo in grave pregiudizio della Cattolica verità, uscì decreto della Sacra Congr.ne dell'Indice col quale fumo proibiti li libri che trattano di tal dottrina, e essa dichiarata falsa e omninamente contraria alla Sacra e divina Scrittura.



E essendo ultimamente comparso qua un libro, stampato in Fiorenza l'anno prossimo passato, la cui inscrizione mostrava che tu ne fosse l'autore, dicendo il titolo Dialogo di Galileo Galilei delli due Massimi Sistemi del mondo, Tolemaico e Copernicano; ed informata appresso la Sacra Congre.ne che con l'impressione di detto libro ogni giorno più prendeva piede e si disseminava la falsa opinione del moto della Terra e stabilità del Sole; fu il detto libro diligentemente considerato, e in esso trovata espressamente la transgressione del predetto precetto che ti fu fatto, avendo tu nel medesimo libro difesa la detta opinione già dannata e in faccia tua per tale dichiarata, avvenga che tu in detto libro con varii ragiri ti studii di persuadere che tu la la sci come indecisa e espressamente probabile, il che pur è errore gravissimo, non potendo in niun modo esser probabile un'opinione dichiarata e difìnita per contraria alla Scrittura divina.



Che perciò d'ordine nostro fosti chiamato a questo S. Off.o, nel quale col tuo giuramento, essaminato, riconoscesti il libro come da tè composto e dato alle stampe. Confessasti che, diece o dodici anni sono incirca, dopo esserti fatto il precetto come sopra, cominciasti a scriver detto libro; che chiedesti la facoltà di stamparlo, senza però significare a quelli che ti diedero simile facoltà, che tu avevi precetto di non tenere, difendere ne insegnare in qualsivoglia modo tal dottrina.



Confessasti parimente che la scrittura di detto libro è in più luoghi distesa in tal forma, ch'il lettore potrebbe formar concetto che gl'argomenti portati per la parte falsa fossero in tal guisa pronunziati, che più tosto per la loro efficacia fossero potenti a stringer che facili ad esser sciolti; scusandoti d'esser incorso in error tanto alieno, come dicesti, dalla tua intenzione, per aver scritto in dialogo, e per la natural compiacenza che ciascuno ha delle proprie sottigliezze e del mostrarsi più arguto del comune de gl'uomini in trovar, anco per le proposizioni false, ingegnosi e apparenti discorsi di probabilità.



E essendoti stato assignato termine conveniente a far le tue difese, producesti una fede scritta di mano dell'Emin.mo S.r Card.le Bellarmino, da te procurata, come dicesti, per difenderti dalle calunnie de' tuoi nemici, da' quali ti veniva opposto che avessi abiurato e fossi stato penitenziato dal S.to Off.o, nella qual fede si dice che tu non avevi abiurato, né meno eri stato penitenziato, ma che ti era solo stata denunziata la di chiarazione fatta da N. S.e e publicata dalla Sacra Congre.ne dell'Indice, nella quale si contiene che la dottrina del moto della terra e della stabilità del sole sia contraria alle Sacre Scritture, e però non si possa difendere ne tenere; e che perciò, non si facendo menzione in detta fede delle due particole del precetto, cioè docere e quovis modo, si deve credere che nel corso di 14 o 16 anni n'avevi perso ogni memoria, e che per questa stessa cagione avevi taciuto il precetto quando chiedesti licenza di poter dare il libro alle stampe, e che tutto questo dicevi non per scusar l'errore, ma perché sia attribuito non a malizia ma a vana ambizione. Ma da detta fede, prodotta da te in tua difesa, restasti magiormente aggravato, mentre, dicendosi in essa che detta opinione è contraria alla Sacra Scrittura, hai non di meno ardito di trattarne, di difenderla e persuaderla probabile; né ti suffraga la licenza da te artefìziosamente e calidamente estorta, non avendo notificato il precetto ch'avevi.



E parendo a noi che tu non avessi detto intieramente la verità circa la tua intenzione, giudicassimo esser necessario venir contro di te al rigoroso essame; nel quale, senza però pregiudizio alcuno delle cose da te confessate e contro di te dedotte come di sopra circa la detta tua intenzione, rispondesti cattolicamente.



Pertanto, visti e maturamente considerati i meriti di questa tua causa, con le sedette tue confessioni e scuse e quanto di ragione si doveva vedere e considerare, siamo venuti contro di te alla infrascritta diffinitiva sentenza.



Invocato dunque il S.mo nome di N. S.re Gesù Cri­sto e della sua gloriosissima Madre sempre Vergine Maria; per questa nostra diffinitiva sentenza, qual sedendo pro tribunali, di consiglio e parere de' RR. Maestri di Sacra Teologia e Dottori dell'una e dell'altra legge, nostri consultori, proferimo in questi scritti nella causa e cause vertenti avanti di noi tra il M.co Carlo Sinceri, dell'una e dell'altra legge Dottore, Procu­ratore fiscale di questo S.o Off.o, per una parte, e te Galileo Galilei antedetto, reo qua presente, inquisito, processato e confesso come sopra, dall'altra;



Diciamo, pronunziamo, sentenziarne e dichiararne che tu, Galileo sudetto, per le cose dedotte in processo e da te confessate come sopra, ti sei reso a questo S. Off.o veementemente sospetto d'eresia, cioè d'aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch'il sole sia centro della terra e che non si muova da oriente ad occidente, e che la terra si muova e non sia centro del mondo, e che si possa tener e difendere per probabile un'opinione dopo esser stata dichiarata e diffinita per contraria alla Sacra Scrittura; e conseguentemente sei incorso in tutte le censure e pene dai sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Dalle quali siamo contenti sii assoluto, pur che prima, con cuor sincero e fede non fìnta, avanti di noi abiuri, maledichi e detesti li sudetti errori e eresie, e qualunque altro errore e eresia contraria alla Cattolica e Apostolica Chiesa, nel modo e forma che da noi ti sarà data.



E acciocché questo tuo grave e pernicioso errore e transgressione non resti del tutto impunito, e sii più cauto nell'avvenire e essempio all'altri che si astenghino da simili delitti, ordiniamo che per publico editto sia proibito il libro de' Dialoghi di Galileo Galilei.



Ti condaniamo al carcere formale in questo S.o Off.o ad arbitrio nostro; e per penitenze salutari t'imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitenziali: riservando a noi facoltà di moderare, mutare, o levar in tutto o parte, le sodette pene e penitenze.



E così diciamo, pronunziamo, sentenziamo, dichiariamo, ordiniamo e reservamo in questo e in ogni altro meglior modo e forma che di ragione potemo e dovemo.



Ita pronun.mus nos Cardinales infrascripti: F. Cardinalis de Asculo. G. Cardinalis Bentivolus. Fr. D. Cardinalis de Cremona. Fr. Ant.s Cardinalis S. Honuph-rii B. Cardinalis Gipsius. F. Cardinalis Verospius. M. Cardinalis Ginettus.
 
forse non l'hai letta

L’ Università degli Studi di Roma fu fondata nel 1303 dal Pontefice Bonifacio VIII (1294-1303) con la celebre Bolla “In supremae praeminentia dignitatis” con la quale si istituiva il primo Studio Generale Romano che includeva naturalmente l’Insegnamento della Medicina.

Lo Studio, alloggiato in una casa detta La Scola, era sito vicino piazza S. Eustachio, ove restò fino al 1376. Nel 1377 il Senato istituì uno Studium Generale in Trastevere, con la lettura di Medicina affidata all’illustre medico Francesco Casini da Siena. Nel 1389 lo Studio Trasteverino non diede più sentore di sé.

Nei primi anni del 1400 Innocenzo VII, durante il suo Pontificato (1404-1406), tentò una riapertura dello Studium, ma con la sua morte non si parlò più di Università Romana. In seguito, il Pontefice Eugenio IV (1431-1447) si adoperò per far risorgere e restaurare l‘antico Studium Generale di Bonifacio. Il medico Paolo della Valle, romano, fu uno dei maggiori riformatori dello Studium Urbis.

Con Leone X (1513-1521) si ebbe una vera rinascita ed un nuovo impulso dell’Università di Roma. Il pontefice emanò una Costituzione (1514) con la quale si programmava che l’Urbe Omnibus fere nationibus divenisse il centro culturale e ottenesse il primato tra le Università italiane. L’insegnamento di Medicina si articolava allora su tre materie: 1) Medicina teorica 2) Medicina pratica 3) Lettura dei semplici, discipline insegnate da 16 lettori, ognuno dei quali si soffermava su particolari aspetti di ciascuna disciplina, compresa la parte anatomica e quella pratica. Durante il pontificato di Clemente VII (1523-1534), in seguito al sacco di Roma del 1527, a causa delle drammatiche situazioni politiche e sociali, lo Studium Urbis cessò il suo funzionamento.

Paolo III (1534-1549) riordinò l’Università, introducendo l’Insegnamento Anatomico come disciplina a sé stante.

Giulio III (1550-1555) conferì al solo collegio Medico la facoltà di conferire lauree in Medicina.

Pio IV (1559-1565) si espresse contro l’esercizio abusivo della medicina ed incrementò lo studio anatomico autorizzato sui cadaveri di Ebrei ed infedeli giustiziati. Gregorio XIII (1572-1585) concesse ai laureati il diritto, previo esame, di tenere libere lezioni retribuite. Per un controllo sulla idoneità dei medici esercenti la professione sottopone ad esame tutti i laureati in Medicina.

Sotto i Pontificati di Clemente VIII (1592-1605) e di Urbano VIII (1623-1644) vennero emessi due Brevi per richiamare l’inadempienza dei doveri degli insegnanti. Clemente X (1670-1676) istituì l’obbligo di un tirocinio pratico ospedaliero per i laureati per ottenere la matricola o abilitazione all’esercizio professionale. In questo periodo le materie di insegnamento erano: 1) Medicina teorica, 2) Medicina pratica, 3) Chirurgia, 4) Anatomia, 5) Lettura ed ostensione dei semplici. Furono inoltre previste multe per i professori che non tenessero lezioni in maniera convenevole, anche rispetto all’orario.

Benedetto XIV (1740-1758), il più famoso riformatore degli studi di Roma, con le Bolle “Inter cospicuos ordines” (1744) e “Quanta Reipubblicae redveniant” (1748), mise ordine agli studi universitari eliminando le letture risultanti doppioni inutili. La Facoltà di Medicina doveva avere sei Cattedre così denominate: 1) Istituzioni di Medicina teorica, 2) Istituzioni di Medicina pratica, 3) Istituzioni di Botanica, 4) Istituzioni chirurgiche e anatomiche, 5) Trattato di Medicina Teorica, 6) Trattato di Medicina pratica. Dopo poco tempo fu istituita una cattedra di Istituzioni ed esperimenti chimici.

Pio VI (1775-1799) istituì l’insegnamento di Ostetricia. Venne poi istituita la cattedra di Istituzioni di chirurgia anche forense. Nel 1788 le Cattedre della Facoltà di Medicina e Chirurgia passarono a nove. Venne istituita una matricola o registro di iscrizione per gli studenti ed una pagella personale di frequenza delle lezioni.

Nel 1810 vennero effettuate modifiche all’ordinamento degli studi universitari portate dalle leggi napoleoniche per la Facoltà medica. La Facoltà era composta da: Preside, Collegio dei Medici per la concessione delle lauree e per il controllo dell’esercizio professionale, dall’Ufficiale di Sanità e dai Professori di Medicina, Chirurgia e Botanica.

Pio VII (1800-1823), terminata l’occupazione napoleonica e rientrato nei suoi domini, nel 1814 si dedicò a dare un nuovo incremento agli studi medici. Nel 1815 venne ufficialmente istituito l’insegnamento clinico medico su base pratica, presso gli ospedali di S. Spirito e di S. Giacomo.

Nella bolla di Leone XII (1823-1829) del 1824 venne esposta la riforma medica universitaria per cui le Lezioni erano principalmente in latino e le Università di Roma e Bologna erano le sole autorizzate a conferire lauree in medicina (quattro anni) e chirurgia (tre anni). Le altre Università dello stato Pontificio potevano conferire solo il Baccellierato (due anni di corso sia in Medicina che Chirurgia) e la Licenza. Ai medici era fatto obbligo di invitare il malato a confessarsi.

Nel 1848 l’Università chiuse a seguito dei moti rivoluzionari che portarono alla Repubblica Romana.

Nel 1870 con l’unificazione del Regno d’Italia l’Università venne nominata Regia. Le Facoltà di Medicina e Chirurgia si riunirono in una Facoltà unica di cinque anni. Nel 1876 a norma della Legge Casati il Corso di Laurea in Medicina e Chirurga divenne di sei anni (tre bienni)

L’Idea Policlinico-Ospedale d’Insegnamento: fino al 1887 le Cliniche della Facoltà di Medicina di Roma erano associate a più Ospedali quali quelli di S. Spirito, S. Giacomo, S. Rocco, S. Gallicano e della consolazione. Guido Baccelli (1832-1916), Medico, Clinico e Scienziato, sostenne la necessità della costruzione di un’unica sede per la Scuola medica romana «all’altezza delle più celebri scuole estere».

La prima pietra del Policlinico fu posta il 19 gennaio 1888 alla presenza di Re Umberto I e della Regina Margherita. La costruzione fu pressoché completata nel 1902. Il funzionamento del Policlinico universitario (1150 letti, 350 per le Cliniche, 800 per l’Ospedale) iniziò nell’agosto del 1904.

E’ con il R.D. del 23 Ottobre del 1923, n. 2102 (Legge Gentile) che la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma venne riformata in “chiave moderna” in termini di Libertà di ricerca ed Insegnamento, piena autonomia amministrativa e completo finanziamento statale. L’abilitazione all’esercizio professionale era subordinata all’Esame di Stato. L’art. 18 obbligava i docenti alla fedeltà al Re, alla Costituzione ed alle Leggi di Stato. Due guerre mondiali ed i numerosi mutamenti socio-economici dei dopoguerra lasciarono l’Ordine degli Studi della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma privo di cambiamenti sostanziali.

Nel 1980 si discusse l’opportunità che l’Università degli Studi di Roma tornasse alla sua primitiva denominazione: La Sapienza. Tra il 1980-1981 la Facoltà di Medicina e Chirurgia visse una impegnativa fase di trasformazione, per il passaggio di professori di ruolo dall’Università La Sapienza alla Seconda Università di Roma, poi denominata di Tor Vergata, dalla località del suo insediamento. Nel 1982 iniziarono i Corsi di Laurea in Medicina e Chirurga presso la Seconda Università di Roma Tor Vergata.

Nell’ottobre del 1999 nasceva la II Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma La Sapienza, attivata all'interno dell'Ospedale Sant'Andrea.

La I Facoltà di Medicina e Chirurgia attualmente si articola su un Polo di Roma-Policlinico Umberto I (comprendente 4 Corsi di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia, 1 Corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria ed 1 in Biotecnologie Mediche) ed un Polo di Latina- Pontino, comprendente 1 Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia. La I Facoltà di Medicina e Chirurgia offre inoltre 4 Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie (Infermieristiche, della Riabilitazione, Tecniche, della Prevenzione) per un totale di circa 80 Corsi attivati sia triennali che specialistici, numerose Scuole di Specializzazione dell’area sanitaria; numerosi Dottorati di Ricerca e Master di I, II e III Livello. La II Facoltà di Medicina e Chirurgia attualmente comprende: 1 Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia; 1 Corso di Laurea in Biotecnologie; 11 Corsi di Laurea breve per le Professioni Sanitarie; 5 Corsi di Laurea Specialistica per le Professioni Sanitarie; numerose Scuole di Specializzazione; alcuni Dottorati di Ricerca e Master.
 
Sentiamo anche altri
http://forum.kataweb.it/viewtopic.php?p=2267244


Benedetto XVI dovrebbe parlare all'ateneo La Sapienza di Roma, uno degli istituti universitari più antichi d'Europa, giovedì 17, alla fine dell'inaugurazione del nuovo anno accademico.
Sulla sua partecipazione si stanno scatenando numerose polemiche, perché è stata considerata un evento "incongruo" e non in linea con la laicità della scienza, mediante la seguente lettera:

"Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto".

Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".
Tra i firmatari, ci sono i fisici Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa, Luciano Maiani, da poco nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Carlo Bernardini, Giorgio Parisi, Carlo Cosmelli.



Il Vaticano ha reagito considerando tale iniziativa censoria e aggiungendo: "La Sapienza è stata fondata da Papa Bonifacio VIII nel 1303. La comunità universitaria attende con interesse l'incontro con Benedetto XVI''.

Apro questo spazio di discussione in merito alla validità dell'iniziativa o alla sua inopportunità, a seconda delle opinioni.
Rilevo solo, come considerazione iniziale, che se un ateneo è di per sé luogo di confronto e dibattito che deve restare aperto ad ogni autorevole relatore, non si può certo avvalorare la necessità di partecipare ad un confronto accademico, giustificandola con la sua fondazione storica e tanto meno con il Papa che ne fu artefice.
Anche perché sappiamo bene che Bonifacio VIII fece persino riesumare un cadavere, quello di Armanno Punzilovo, detto Pungilupo, ingiustamente accusato di essere eretico e cataro, dopo l'abiura prosciolto e considerato da tutti come un santo perché aveva dedicato la sua intera vita ai carcerati, ai malati e alle buone opere. Bonifacio riaprì il processo, ordinò che il cadavere fosse cremato, e fece disperdere le sue ceneri nel Po a dispetto di tutti i ferraresi.
Se si vuole giustificare la presenza del Papa con questi precedenti, direi che siamo ben lungi dal libero confronto.
Ma mi riservo di tornare sull'argomento dopo eventuali vostre osservazioni.

PS
Oggi grazie a Dio, si può essere persone di fede senza per questo dovere appartenere ad alcuna Chiesa e senza per di più essere perseguitati come eretici.
 
Il PAPA ha parlato in tutto il mondo , da cuba alla turchia ,
solo in italia , unica "democrazia " ancora strazeppa di comunisti
zotici ed intransigenti (che si fanno chiamare :" laicisti")
capace DI CHIUDERE LA BOCCA ad un ideale condiviso da milioni
di persone ,
mentre sullaTV di stato il canale sinistro (trè) pagato con i soldi di tutti,
trasmetteva bello bello i consigli buonisti di un ex fanatico ,ora galeotto.
 
embè che mi vuol significare tutto ciò felix , è notorio che in ogni epoca i preti hanno sempre posto primaria attenzione all'educazione , la loro educazione
 
HI-... si vede che chi ha scritto le sacre scritture.. al tempo di mose'.......
non aveva un telescopio.. e e' rimasto ingannato porello.... :rolleyes:

e dire che gli egizi qualcosa lo avevano capito.... e su questa terra c'erano qualche annetto prima .... :rolleyes:

ma tant'e' che sarebbe un discorso inutile riparlare del comportamento della chiesa nei secoli...quantomeno scocciante anzicheno'..
tanto i lor signori mica ragionano, ..c'hanno la fede..
 
ocramwall ha scritto:
Il PAPA ha parlato in tutto il mondo , da cuba alla turchia ,
solo in italia , unica "democrazia " ancora strazeppa di comunisti
zotici ed intransigenti (che si fanno chiamare :" laicisti")
capace DI CHIUDERE LA BOCCA ad un ideale condiviso da milioni
di persone ,
mentre sullaTV di stato il canale sinistro (trè) pagato con i soldi di tutti,
trasmetteva bello bello i consigli buonisti di un ex fanatico ,ora galeotto.



Lady Mastella: «Io e mio marito
nel mirino perché siamo cattolici»



in Italia i cattolici sono perseguitati :-? :eek:


io sono cattolico
ma se continua così, divento anglicano
 
f4f ha scritto:
Lady Mastella: «Io e mio marito
nel mirino perché siamo cattolici»



in Italia i cattolici sono perseguitati Sono confuso Cooosaa?


io sono cattolico
ma se continua così, divento anglicano
io mussulmana... che predilige il taglio delle mani per gli arraffoni
 
saluti
specialmente oggi, con l'affaire Papale dell'Università,
non si avverte altro che un odio profondo verso la Chiesa !!!???

in rete trovo : http://www.giovani.it/news/forum/commenti/message.php?mess=60713&inth=0&artid=6022

dove qualcuno dice :

Samuele dice :
-per voi la democrazia è quello che è tuo è mio quello che è mio, col c....o che te lo dò.-

Difatti le sinistre, (che nome sinistro che hanno !!), sanno solo....distribuire ricchezza...
e fin qui niente di male.....ma...solo nel modo che hai detto !!!
Ora hanno adocchiato i beni della Chiesa !!! Poveri preti !!!
Succederà come fece quel tal regnante francese contro quella forte associazione
crociata di conoscenza di tutti.........si slurpineranno tutto loro...sai devono distribuire


questa osservazione.....mi ha fatto veramente ridere.......ma anche.......riflettere...
non succederà così ???!!!!
 
1200516151papaegalileo.jpg


L'eterna lotta tra "Fisica" e "Metafisica" continua a dividere la scienza dalla religione. Resta solo da chiarire bene una questione fondamentale:
Non vedrete mai uno scienziato che vuole imporre la sua idea ad un Papa.
Ma Papi che hanno imposto i loro dogmi a uomini di Scienza: SI.

:ciao:
 

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