Eni (ENI) Nel baillame delle m&a anche questa

Fleursdumal

फूल की बुराई
manovra di disturbo da parte dei francesi? :rolleyes:

MARKET TALK: Eni, takeover da Total avrebbe senso (analisti)
MILANO (MF-DJ)--Sotto i riflettori nelle sale operative il titolo Eni. "Una scalata da parte di Total sarebbe un'operazione fattibile e sensata dal punto di vista industriale", commenta un analista. "In primo luogo Total acquisirebbe Eni a prezzi comunque cheap rispetto al valore del titolo ed in secondo luogo ci sarebbero forti sinergie industriali, essendo Total ampiamente presente nel Nord e in West Africa, aree core anche per Eni, con conseguenti sinergie anche sui costi di struttura, un aspetto molto importante nel valutare operazioni di questo tipo" prosegue l'esperto aggiungendo che "qualora questo rumours avesse fondamento, ci potrebbe essere la tentazione da parte del Governo italiano di fondere Eni con Enel per ostacolare questo take over, cosa che farebbe aumentare il valore e le quotazioni di entrambi i gruppi, ma molto piu' per Enel, che potrebbe ricevere un premio sul concambio rispetto ai valori di mercato". Eni +0,6% a 23,32 euro; Enel -1,07% a 6,83 euro. A Parigi Total -0,43% a 208,1 euro. frc
 
chissà quali sono questi siti internet :D


Eni rimbalza in Borsa su voci interesse di major europea
mercoledì, 8 marzo 2006 3.56 14



MILANO, 8 marzo (Reuters) - Eni (ENI.MI: Quotazione, Profilo) passa in positivo a Piazza Affari, unica major europea, a fronte del settore petrolifero negativo, sulle voci di una possibile interesse di un operatore estero sulla società petrolifera italiana.

Alle 15,50 Eni sale dello 0,6% a 23,32 euro, rimbalzando dalla negatività espressa in giornata, mentre il settore europeo ritraccia dello 0,49%.

"Sul mercato circola la voci di una possibile Opa su Eni da parte di Total, rimbalzate anche su alcuni siti internet. Le voci sono funzionali al rimbalzo del titolo", osserva un trader.

Una portavoce della major francese dice "no comment", ma ricorda anche che l'AD Thierry Desmarest nelle settimane scorse ha detto che la strategia del gruppo è focalizzata sulla crescita organica.

Il settore energetico è in fermento dopo l'annuncio della fusione fra Suez e Gaz de France per contrastare una eventuale contro offerta di Enel (ENEI.MI: Quotazione, Profilo). Il Cda della società elettrica italiana è tuttora in corso per decidere quale strategia perseguire.
 
5 – SCARONI CONTRO CHAVEZ
"Cari Azionisti, nel 2005 Eni ha conseguito i migliori risultati finanziari e operativi della sua storia. Siamo la prima azienda italiana in termini di capitalizzazione e continuiamo a guadagnare posizioni in tutte le graduatorie internazionali...".
Comincia così la lettera che il presidente Roberto Poli e l'amministratore delegato Paolo Scaroni hanno indirizzato tre giorni fa a tutti i soci per presentare loro il bilancio consolidato 2005. Ma le ultime notizie dal mercato non sembrano confermare tanto ottimismo. L'altro giorno ad esempio la compagnia petrolifera di stato Pdsva (Petroleos de Venezuela Sa) ha comunicato che il contratto operativo di servizio relativo alle attività minerarie dell’area di Dacion (che assicuravano al cane a sei zampe i 55 mila barili al giorno) è stato unilateralmente chiuso e che pertanto la conduzione di tutte le operazioni vanno trasferite al personale Pdvsa.


Eni e la francese Total non hanno sottoscritto infatti il cosiddetto "nuevo esquema de empresa mista" voluto dal governo del presidente Hugo Chavez, approvato il 30 marzo scorso dal parlamento venezuelano e accettato per tutta la loro durata nei prossimi 20 anni dagli altri operatori petroliferi impegnati nel paese, come Chevron e Harvest (Usa), Repsol (ispano-argentina), BP (GB), Shell (anglo-olandese), China National Petroleum, Petrobras (Brasile) e Teikoku (Giappone). Scaroni ha annunciato anzi di voler avviare battaglie legali per difendere gli interessi del gruppo e la mossa sembra ricalcare in pratica lo schema appena sperimentato in Portogallo a tutela degli investimenti per l'acquisizione della maggioranza nella compagnia statale Galp, che il governo locale ha poi voluto riportare sotto il 50% riconoscendo solo la posizione di primo azionista.

Tuttavia la partita è difficile perchè Chavez ha ribadito la volontà di ribaltare la precedente situazione - 37 miliardi di dollari di ricavi per le imprese straniere contro i 6 della Pdsva - e ha legato a questa riforma i finanziamenti per le politiche sociali, destinandovi 8 miliardi di dollari per il 2006, contro i 6 spesi nel 2004 e 2005, e importi progressivamente superiori nei prossimi anni. E' così diventata ora a rischio anche la quota Eni del 26% (17 mila barili al giorno) per lo sfruttamento dal 2008 del campo di Corocoro, alle foci dell'Orinoco, e il caso-Venezuela ipoteca gli obiettivi di crescita della produzione tracciati nei nuovi piani strategici già comunicati al mercato.

Frattanto sembra sfumare la possibilità di partecipare allo sviluppo degli ambiti giacimenti russi di gas naturale di Shtokman, dai quali si potrebbero estrarre secondo le prime stime fino a 500 miliardi di metri cubi. Il colosso Gazprom sta selezionando i tre soci d'opera chiamati a contribuire all'investimento iniziale di 12-14 milioni di dollari e i partner favoriti sono principalmente norvegesi e americani: la short list dei candidati al consorzio pare comprendere infatti Statoil, Total, Chevron, Hydro e ConocoPhilips. Il 15 aprile si saprà se il cane a sei zampe potrà rincuorare o meno i suoi azionisti.


http://213.215.144.81/public_html/esclusivo.html


ridateci MINCATO
il rosso crede di essere BUSH.... ma porterà alla rovina ENI
 
:eek: :eek:




Eni: temporaneamente chiusi uffici Venezuela per irregolarita'

CARACAS (MF-DJ)-In Venezuela sono stati temporaneamente chiusi gli uffici amministrativi di Eni e Total per irregolarita' fiscali.

Lo ha reso noto Jose Vielma Mora, responsabile dell'Autorita' fiscale Senait, che ha recentemente condotto un'ampia revisione sui principali operatori dell'industria petrolifera. red/ren
(END) Dow Jones Newswires
March 16, 2006 12:24 ET (17:24 GMT)
 
slowdown ha scritto:
:eek: :eek:




Eni: temporaneamente chiusi uffici Venezuela per irregolarita'

CARACAS (MF-DJ)-In Venezuela sono stati temporaneamente chiusi gli uffici amministrativi di Eni e Total per irregolarita' fiscali.

Lo ha reso noto Jose Vielma Mora, responsabile dell'Autorita' fiscale Senait, che ha recentemente condotto un'ampia revisione sui principali operatori dell'industria petrolifera. red/ren
(END) Dow Jones Newswires
March 16, 2006 12:24 ET (17:24 GMT)

su radio24 stamattina al gr dicevano che se ne andavano...per loro scelta....dopo le decisioni del governo chavez di inasprire la fiscalità e quindi.....bhè era non molto credibile...
 
ENI: GOVERNO VENEZUELA, DEVE RISPETTARE LE NOSTRE LEGGI

(ANSA) - ROMA, 6 apr - L'Eni deve rispettare le leggi

venezuelane e, conseguentemente, deve pagare le tasse fissate

dalla normativa del Paese sudamericano. A tornare sul

contenzioso che ha portato alla chiusura per 48 ore degli

impianti del gruppo italiano, è lo stesso Governo di Caracas

attraverso una nota diffusa dall'Ambasciata venezuelana a Roma.

"L'Eni - si legge nel comunicato - deve rispettare le leggi

venezuelane relative al pagamento delle imposte ed osservare le

sue leggi per ottenere una equa e giusta soluzione". Da 2 anni

- viene sottolineato - "il Venezuela sta studiando la

sostituzione degli accordi operativi nella zona petrolifera

chiamata Faja del Orinoco, che hanno costituito l'espressione

dell'apertura petrolifera dal 1986 al 1987. Concessioni

mascherate che influiscono nel pieno esercizio della sovranità

nazionale e violano la nostra Costituzione e le nostre leggi

vigenti. Da quattro mesi inoltre si richiede alle imprese

petrolifere internazionali di rispettare la nazione bolivariana

pagando le imposte". In questo contesto - ricorda l'Ambasciata

venezuelana - "la quasi la totalità delle imprese petrolifere

internazionali hanno onorato, da vari mesi, i loro impegni con

il Servizio Nazionale Integrato dell'Amministrazione Tributaria

(Seniat); mentre le imprese Eni e Total sono state multate e

chiuse per 48 ore per non aver rispettato le leggi venezuelane

vigenti e per omissione di alcuni requisiti nelle fatture, tra

gli altri aspetti". Sottolineando che il Venezuela non vuole

"arrivare a questo tipo di sanzioni" e che è disponibile "ad

un dialogo aperto" per trovare una soluzione, il Sovrintendente

Nazionale Tributario, José Vielma Mora, ricorda che per poter

far parte del nuovo modello di imprese miste, si deve pagare il

30% di royalties (invece dell'1%), a cui si aggiunge un

vantaggio aggiuntivo del 3,33% da consegnare ai fondi di

sviluppo dei Municipi dove hanno la loro sede le imprese. Si

esige inoltre una tassa del 5% sul reddito sugli accordi

operativi, in sostituzione del 34% come figurava nei vecchi

contratti.

Dalla loro entrata in vigore (1 aprile) i nuovi accordi

operativi per la migrazione a imprese miste sono stati firmati

da Repsol YPF, Chevron ed Harvest, Shell, BP, China Nacional

Petroleum (CNP), Petrobras y Teikoku, ed anche CGC, Tecpetrol,

Perezco e le venezuelane Suelopetrol, Vinccler, Inemaka e Open.

(ANSA).
 
VENEZUELA: UFFICIO TRIBUTI, ENI PAGHERA' TASSE ARRETRATE

(ANSA) - CARACAS, 6 APR - Il Servizio nazionale di

riscossione delle tasse del Venezuela (Seniat) ha annunciato che

la compagnia petrolifera italiana Eni Dacion pagherà i 147,60

miliardi di bolivar (56 milioni di euro) che deve al fisco per a

titolo dell'imposta sul reddito (Islr). Lo scrive l'agenzia di

stampa statale Abn.

L'informazione è stata data dal titolare del Seniat, José

Vielma Mora, che ha precisato che per questa ragione non è

stato reso esecutivo un sequestro preventivo realizzato tempo

addietro.

Dopo aver spiegato che in base ad un accordo con una passata

gestione della compagnia petrolifera venezuelana Pdvsa l'Eni

pagava tasse simili a quelle di compagnie di altri settori

produttivi che sono minori a quelle dovute da chi opera in

quello petrolifero, Vielma Mora ha indicato che anche la

statunitense Chevron Texaco e la francese Total hanno accettato

di pagare tasse arretrate.

Sabato il governo venezuelano ha espropriato il campo Dacion

che l'Eni gestiva nel Venezuela orientale (50.000 barili al

giorno) per il rifiuto della compagnia italiana di accettare le

regole imposte per il passaggio al nuovo regime di impresa mista

varato dal presidente Hugo Chavez e che prevede un controllo del

60% da parte dello stato
.(ANSA).
 
ENI (ENI.MI: Quotazione, Profilo) - Il Venezuela è pronto a riconoscere
l'investimento fatto nel progetto, ma non ci sarà nessun indennizzo, nè per Eni nè per Total, per i giacimenti espropriati dal governo. Lo ha dichiarato il ministro per il petrolio venezuelano, Rafael Ramirez, secondo quanto riportato
da Finanza&Mercati.


quindi?

ma è una notizia davvero terrificante che fa da precedente
 
tontolina ha scritto:
ENI (ENI.MI: Quotazione, Profilo) - Il Venezuela è pronto a riconoscere
l'investimento fatto nel progetto, ma non ci sarà nessun indennizzo, nè per Eni nè per Total, per i giacimenti espropriati dal governo. Lo ha dichiarato il ministro per il petrolio venezuelano, Rafael Ramirez, secondo quanto riportato
da Finanza&Mercati.


quindi?

ma è una notizia davvero terrificante che fa da precedente
effettuato il max i 25.01 proprio in concomitanza di questa notizia
l'azione ha comiciato a scendere ed ha invertito il trend dell MT settimanale che è diventato short dalla setimana del 15 maggio

personalemnte aspetto però la distribuzione del dividendo di 0.65 che avverrà tra due settimane esatte con data di stacco il 19 giugno

infatti il MT daily è divenuto long anche se non troppo convinto il 29 maggio al superamento di 23.54 per poi scendere ed effetuare un minimo fuori conteggio il 31 maggio a 22.99


come ha insegnato Celeron detto minimo non è un pivot ma un punto molto importante di supporto

quindi operativamente
per shortare il titolo aspetterei dopo la data di stacco del dividendo e sotto i 22.99
 

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