Amartya
Cazzari alla gogn@
PRYSMIAN L'ottimo affare di Goldman Sachs
Una strana coincidenza. Stamattina Goldman Sachs ha ceduto il 14,4% del capitale di Prysmian (PRY.MI) e questa settimana verrà a scadere l'impegno preso due anni fa dai coreani di Taihan di non salire oltre la quota del 9,9% da loro posseduta. Difficile non pensare a un collegamento:la vendita di oggi potrebbe essere infatti propedeutica a un cambio di controllo di Prysmian che dalle mani di Goldman Sachs potrebbe finire in quelle di Taihan. Il gruppo coreano, infatti, ha già stipulato un equity swap (contratto di acquisto differito) sul 18,5% di capitale di Prysmian, no si sa con chi. Fatti due conti, sommando al 9,9% il 18,5% si arriva appena sotto la soglia sotto dell'Opa obbligatoria.
Già il 6 novembre 2007, quando Taihan aveva acquistato la partecipazione in Prysmian da Goldman Sachs e firmato l'obbligo di non aumentare la propria partecipazione per i prossimi due anni, la banca americana annunciava l'intenzione di cedere un pacchetto del 12% di Prysmian. Sono passati due anni da quell'accordo e Goldman Sachs oggi ha ceduto il famoso pacchetto (inizialmente l'offerta era solo sul 12% del capitale, poi salita al 14,4% grazie alla buona domanda del mercato), mentre scadono i vincoli per Taihan.
Ma procediamo con ordine. Stamattina Goldman Sachs, tramite un'offerta accelerata, è riuscita a piazzare il 14,4% del capitale di Prysmian a 12 euro per azione. Nonostante il prezzo sia a sconto del 7% rispetto alle quotazioni di ieri, per Goldman Sachs anche questa cessione è stato un buon affare. Nel 2005, infatti, la banca americana aveva acquistato da Marco Tronchetti Provera la Pirelli Cavi, poi ribattezzata Prysmian, pagando 1,3 miliardi di euro (equità più debito). Due anni dopo, nel 2007, Goldman Sachs scese al 54% di Prysmian collocandola a 15 euro per azione e valutando implicitamente l'intera società 3,7 miliardi di euro (il 184% in più di quanto l'aveva acquistata).
Da allora scaduto il periodo di lock up, nel novembre 2007 Goldman Sachs ha ceduto sul mercato 22,18 milioni di azioni, pari al 12,3% del capitale, attraverso un collocamento gestito da JP Morgan: il prezzo dell'operazione è stato 19,35 euro, valutando tutta Prysmian 4,2 miliardi di euro (+223% sul prezzo d'acquisto).
Altre 17,8 milioni di azioni, il 9,9% del capitale, sono state vendute a 22 euro l'una alla Taihan, uno dei concorrenti di Prysmian. Anche in questo caso Goldman Sachs ha portato a casa una ricca plusvalenza valutando la società 4,6 miliardi (+253% sul prezzo d'acquisto).
L'ultimo pacchetto è arrivato oggi sul mercato, un altro 14,4% a 12 euro, ovvero pari a un Ev per tutta la società di 2,7 miliardi di euro (il 108% in più rispetto a quanto venne acquisita nel 2005). Con l'ultima cessione, Goldman Sachs scende dal 31,7% di Prysmian al 17,3%.
In seguito all'operazione oggi il titolo in Borsa è crollato dell'8,7%. La domanda degli investitori è semplice: "Se vende Goldman Sachs, perché noi dovremmo comprare?", spiega un analista.
Il timore è che Goldman Sachs sia a conoscenza di qualcosa di negativo sull'andamento del business e per questo abbia deciso di vendere le quote. "Dopo questa operazione alcune banche d'affari potrebbero applicare uno sconto sul titolo, tagliando le stime e temendo che la banca americana sia pronta a cedere altre quote sul mercato", spiega un analista.
Di opinione opposta è invece il giudizio di Mediobanca, che sottolinea la coincidenza dell'operazione di stamattina con la scadenza al tetto del 9,9% fissato per Taihan. Per gli analisti di Piazza Cuccia, Goldman Sachs prima o poi avrebbe comunque ceduto la quota: l'obiettivo di un fondo di private equity è di acquistare una società, rilanciarla e nell'arco di quattro/cinque anni rivenderla a un prezzo maggiore di quanto l'ha acquistate, non c'è nessun interesse a rimanere azionista stabile.
Mediobanca avanza anche l'ipotesi che sia Goldman Sachs la controparte dell'equity swap di Taihan. Se fosse così, tra 60 giorni, quando scadrà l'impegno firmato oggi da Goldman di non vendere altre azioni, il gruppo coreano potrebbe acquisire dalla banca americana il 17,3%, diventando così il primo azionista con una quota di poco inferiore al 30% e rivendicare un ruolo nella gestione.
Gli analisti di Mediobanca, che hanno un giudizio buy sul titolo con target price 14,5 euro, aggiungono che il titolo è sottovalutato in quanto vale solo 11 volte gli utili 2009, contro una media del settore di 15,2 volte.
Una strana coincidenza. Stamattina Goldman Sachs ha ceduto il 14,4% del capitale di Prysmian (PRY.MI) e questa settimana verrà a scadere l'impegno preso due anni fa dai coreani di Taihan di non salire oltre la quota del 9,9% da loro posseduta. Difficile non pensare a un collegamento:la vendita di oggi potrebbe essere infatti propedeutica a un cambio di controllo di Prysmian che dalle mani di Goldman Sachs potrebbe finire in quelle di Taihan. Il gruppo coreano, infatti, ha già stipulato un equity swap (contratto di acquisto differito) sul 18,5% di capitale di Prysmian, no si sa con chi. Fatti due conti, sommando al 9,9% il 18,5% si arriva appena sotto la soglia sotto dell'Opa obbligatoria.
Già il 6 novembre 2007, quando Taihan aveva acquistato la partecipazione in Prysmian da Goldman Sachs e firmato l'obbligo di non aumentare la propria partecipazione per i prossimi due anni, la banca americana annunciava l'intenzione di cedere un pacchetto del 12% di Prysmian. Sono passati due anni da quell'accordo e Goldman Sachs oggi ha ceduto il famoso pacchetto (inizialmente l'offerta era solo sul 12% del capitale, poi salita al 14,4% grazie alla buona domanda del mercato), mentre scadono i vincoli per Taihan.
Ma procediamo con ordine. Stamattina Goldman Sachs, tramite un'offerta accelerata, è riuscita a piazzare il 14,4% del capitale di Prysmian a 12 euro per azione. Nonostante il prezzo sia a sconto del 7% rispetto alle quotazioni di ieri, per Goldman Sachs anche questa cessione è stato un buon affare. Nel 2005, infatti, la banca americana aveva acquistato da Marco Tronchetti Provera la Pirelli Cavi, poi ribattezzata Prysmian, pagando 1,3 miliardi di euro (equità più debito). Due anni dopo, nel 2007, Goldman Sachs scese al 54% di Prysmian collocandola a 15 euro per azione e valutando implicitamente l'intera società 3,7 miliardi di euro (il 184% in più di quanto l'aveva acquistata).
Da allora scaduto il periodo di lock up, nel novembre 2007 Goldman Sachs ha ceduto sul mercato 22,18 milioni di azioni, pari al 12,3% del capitale, attraverso un collocamento gestito da JP Morgan: il prezzo dell'operazione è stato 19,35 euro, valutando tutta Prysmian 4,2 miliardi di euro (+223% sul prezzo d'acquisto).
Altre 17,8 milioni di azioni, il 9,9% del capitale, sono state vendute a 22 euro l'una alla Taihan, uno dei concorrenti di Prysmian. Anche in questo caso Goldman Sachs ha portato a casa una ricca plusvalenza valutando la società 4,6 miliardi (+253% sul prezzo d'acquisto).
L'ultimo pacchetto è arrivato oggi sul mercato, un altro 14,4% a 12 euro, ovvero pari a un Ev per tutta la società di 2,7 miliardi di euro (il 108% in più rispetto a quanto venne acquisita nel 2005). Con l'ultima cessione, Goldman Sachs scende dal 31,7% di Prysmian al 17,3%.
In seguito all'operazione oggi il titolo in Borsa è crollato dell'8,7%. La domanda degli investitori è semplice: "Se vende Goldman Sachs, perché noi dovremmo comprare?", spiega un analista.
Il timore è che Goldman Sachs sia a conoscenza di qualcosa di negativo sull'andamento del business e per questo abbia deciso di vendere le quote. "Dopo questa operazione alcune banche d'affari potrebbero applicare uno sconto sul titolo, tagliando le stime e temendo che la banca americana sia pronta a cedere altre quote sul mercato", spiega un analista.
Di opinione opposta è invece il giudizio di Mediobanca, che sottolinea la coincidenza dell'operazione di stamattina con la scadenza al tetto del 9,9% fissato per Taihan. Per gli analisti di Piazza Cuccia, Goldman Sachs prima o poi avrebbe comunque ceduto la quota: l'obiettivo di un fondo di private equity è di acquistare una società, rilanciarla e nell'arco di quattro/cinque anni rivenderla a un prezzo maggiore di quanto l'ha acquistate, non c'è nessun interesse a rimanere azionista stabile.
Mediobanca avanza anche l'ipotesi che sia Goldman Sachs la controparte dell'equity swap di Taihan. Se fosse così, tra 60 giorni, quando scadrà l'impegno firmato oggi da Goldman di non vendere altre azioni, il gruppo coreano potrebbe acquisire dalla banca americana il 17,3%, diventando così il primo azionista con una quota di poco inferiore al 30% e rivendicare un ruolo nella gestione.
Gli analisti di Mediobanca, che hanno un giudizio buy sul titolo con target price 14,5 euro, aggiungono che il titolo è sottovalutato in quanto vale solo 11 volte gli utili 2009, contro una media del settore di 15,2 volte.