Dall'ultimo incontro del Consiglio direttivo, a inizio febbraio, "abbiamo visto che il nostro scenario di base e' stato confermato, con la continuazione di una ripresa modesta dell'economia e con dati dalla congiuntura che, da allora, sono stati generalmente positivi". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, spiegando, durante l'incontro mensile con la stampa, i motivi per cui la Bce ha deciso di non fare niente, ne' sui tassi ne' in termini di misure non convenzionali. "E' vero che la disoccupazione e' ancora elevata - ha ricordato Draghi - ma si sta stabilizzando e da alcuni mesi non peggiora. Alcuni dati locali, poi, come il calo del 2% dei senza lavoro in Portogallo, sono stati piuttosto straordinari. Abbiamo anche visto qualche timido segnale di una ripresa nei numeri degli occupati". "In generale, quindi - ha continuato - guardando a tutte le informazioni che sono giunte dal momento del nostro ultimo incontro, abbiamo deciso di confermare il nostro orientamento monetario accomodante e la nostra 'forward guidance', e ci siamo chiesti se si fossero materializzate quelle due condizioni, di cui ho parlato l'ultima volta, che avrebbero giustificato una nostra mossa. La prima riguardava un aumento ingiustificato dei tassi di mercato a breve e, invece, abbiamo osservato una ulteriore normalizzazione di questi tassi. L'altra era un peggioramento consistente dell'outlook di inflazione nell'area dell'euro e questo non e' successo".