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A proposito…vabbè che ormai a sentire i media i russi siano fatti passare per un popolo di beceri rincoglioniti…ma che si auto-bombardino la centrale nucleare di Zaporizhzhia mi sembra veramente troppo, anche per chi crede a tutto.

I russi controllano la centrale da mesi e contestualmente controllano la parte sud del fiume Dnepr dove sorge la centrale, e gli ucraini sono sulla sponda a nord del fiume…quindi se arrivano missili e/o colpi d'artiglieria è presumibile che questi arrivino dalla sponda nord del fiume, controllata per l’appunto dagli ucraini.

Non sarà che l’attorucolo da soap travestito da navy seal, sia un po’ in difficoltà in termini di credibilità dopo il servizio patinato su Vogue e i. Report di Amnesty?!?!…mah a pensar male si fa peccato dicono, ma…
 
A proposito…vabbè che ormai a sentire i media i russi siano fatti passare per un popolo di beceri rincoglioniti…ma che si auto-bombardino la centrale nucleare di Zaporizhzhia mi sembra veramente troppo, anche per chi crede a tutto.

I russi controllano la centrale da mesi e contestualmente controllano la parte sud del fiume Dnepr dove sorge la centrale, e gli ucraini sono sulla sponda a nord del fiume…quindi se arrivano missili e/o colpi d'artiglieria è presumibile che questi arrivino dalla sponda nord del fiume, controllata per l’appunto dagli ucraini.

Non sarà che l’attorucolo da soap travestito da navy seal, sia un po’ in difficoltà in termini di credibilità dopo il servizio patinato su Vogue e i. Report di Amnesty?!?!…mah a pensar male si fa peccato dicono, ma…
ma scherzi
hanno pure bombardato un ospedale pediatrico sul territorio controllato da loro stessi

troppa vodka? :d:
 
Hai ragione!!!...con questi pagliacci c'è proprio da ridere... :d:


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Chissà dove metteranno il PdF ........


In Italia esistono dei cimiteri per gli animali, anche se al momento sono ancora pochi.


La più datata tra le strutture italiane di questo genere è quella di Roma, Casa Rosa,
creata nel 1923 su richiesta di Benito Mussolini, intenzionato a seppellire lì la gallina domestica dei suoi figli.

Nel cimitero sono sepolti anche altri animali domestici di persone note,
come i gatti di Anna Magnani ed il cane di Sandro Pertini.
 
Questi sono i dementi che viaggiano per l'europa
FORA DI BALL



Eccola, l’altra grande idea green dopo l’addio alle auto a motore a scoppio.

Per ridurre l’inquinamento ambientale, via a una strage di mucche e maiali.

Da giorni nei Paesi Bassi, considerati la “stalla d’Europa”,
gli allevatori sono in rivolta per colpa di una proposta di legge
che punta a ridurre entro il 2030 l’inquinamento da ammoniaca e azoto.

Visto che i principali indiziati sono proprio feci ed urina di bovini e suini,
si stima che gli allevatori dovranno dire addio a un terzo dei 100 milioni di capi sino ad oggi allevati.

Addio Guendalina, Bessie e Clarabella: 33 milioni di mucche verranno macellate gratuitamente senza lasciare eredi.


Non ci sono solo gli animali, ovviamente.

Insieme agli esemplari da abbattere per ridurre azoto e ammoniaca dal 12% al 70%,
in base alle zone rurali di riferimento, rischiano di chiudere pure migliaia di aziende agricole se non si riconvertiranno.


Il tutto nonostante l’Olanda produca solo lo 0,46% delle emissioni globali.


In pratica, intendono sterminare centinaia di imprese agricole e milioni di animali
per ridurre le emissioni di una quota minima di una quota minima.



Ed è forse per questo che le proteste sollevatesi in tutto il Paese,
stanno mettendo in difficoltà il premier frugale Mark Rutte da 12 anni al potere.

Cresce invece il “Movimento dei cittadini agricoltori”.


Potreste pensare trattasi di beghe di secondo piano in un Paese europeo neppure così grosso.
Eppure si tratta della dimostrazione che, spesso governi ed Unione Europea fanno i conti senza l’oste,
senza cioè valutare gli effetti diretti su imprese e famiglie di scelte nette ed ideologiche.



Basti pensare al Fitfor55, che costringerà l’automotive europea a riconvertirsi all’elettrico
col rischio di uccidere l’intera filiera delle componenti del motore a scoppio
e di renderci dipendenti dalla Cina.


Unica nota divertente: qui si rischia lo scontro aperto tra ambientalisti ed animalisti.

Se devono fare una strage di mucche per salvare l’ambiente, come la mettiamo?


Finiranno per scannarsi: preparate i popcorn.
 
Qui è dove ci stanno portando la sinistra italiana ed europea.
Inetti al potere.


Per capire cosa ci aspetta in un futuro non troppo remoto
basta dare un’occhiata a quello che sta succedendo al di fuori dei nostri confini,
per la precisione in un’Australia alle prese con le conseguenze di una crisi energetica inaspettata
e di portata ben superiore alle iniziali stime.

Come anticipato nelle scorse settimane da Bloomberg,
il Paese si è trovato a fare i conti con improvvisi blackout
e con la necessità di razionare i consumi,
uno scenario che durante il prossimo inverno potrebbe replicarsi anche in Italia.


Per evitare che alcuni servizi essenziali come gli ospedali possano trovarsi improvvisamente al buio,
il governo australiano ha imposto in questi giorni uno stop all’uso di elettrodomestici in determinate fasce orarie.

Nello specifico, dalle 17.30 alle 20 i cittadini non potranno utilizzare lavatrici, asciugatrici, forni e via dicendo,
con i riscaldamenti che andranno regolati a un massimo di 20 gradi per tutto l’inverno, non di più.

Disposizioni ferree, che andranno osservate in maniera rigorosa anche negli edifici pubblici.


Una situazione di grave emergenza in un Paese, l’Australia,
che produce circa il 2,4% del totale dell’energia mondiale
ed è un importante fornitore per i mercati mondiali,
esportando più di tre quarti della sua produzione per un valore di quasi 80 miliardi di dolla
ri.

Negli ultimi anni sono stati fatti importanti investimenti nelle rinnovabili, soprattutto nel fotovoltaico,
con intere aree adibite a parchi solari.

E sono stati costruite centrali “peaker” a gas,
strutture che servono a sopperire proprio a richieste troppo alte di energia.


Eppure niente di tutto questo è servito a evitare la catastrofe.


Per evitare picchi insopportabili nei prezzi delle bollette,
l’autorità australiana (Australian Energy Market Operator)
ha fissato il prezzo dell’energia tra i 300 dollari australiani per MWh
e i 500 dollari, a seconda della Regione, e obbligato gli operatori a immettere energia in rete.

Una mossa che ha però messo in crisi gli stessi operatori,
costretti a spendere per la produzione più del ricavato
e a rivendere quasi tutti i contratti con gli utenti.


Molti esperti hanno sottolineato come una simile emergenza potrebbe replicarsi anche in Italia,

dove metà della produzione energetica si basa sull’impiego di gas

e gli effetti della guerra in Ucraina potrebbero manifestarsi in maniera molto ancor più violenta.
 

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