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👍👍Ho bazzicato per San Diego per 20 anni. In due occasioni ci ho vissuto un paio di mesi. Abitavo in un appartamento di lato al La Jolla village, in un residence chiamato villa la jolla. Troppo bello. Se dovessi trasferirmi in USA sceglierei sicuramente San Diego. Ho ancora amici che sento qualche volta.
Anche Sausalito è bella...ma il clima a San Diego è ideale per vivere...concordo
 
Andavo spesso di fare spesa in un market italiano downtown San Diego, il Mona Lisa. Era come fare acquisti in gioielleria. Avevano l'ufficio mutui vicino alla cassa :) però se volevi il tiramisù buono, dovevi comprare il mascarpone li, non da Ralph. Se capito in zona ti contatto per pranzo/cena se puoi. Un saluto
 
L’inchiesta di Report sulla “pista nera” e l’ennesima crocifissione del generale Mori:
quando il giornalismo d’assalto confonde il sospetto con la sentenza,
trasformando un servitore dello Stato nel “burattinaio” di turno.
 
Sorge la prima domanda:

è accettabile che il servizio pubblico
utilizzi spezzoni di intercettazioni e montaggi serrati
per suggerire una colpevolezza che le aule di giustizia,
in decenni di processi,
non hanno mai sancito in via definitiva con quelle modalità?
 
È opportuno chiedersi:

quanto pesano i fatti e quanto pesa il pregiudizio ideologico?

Assistere alla “crocifissione” mediatica di un uomo
che ha arrestato Totò Riina,
che ha vissuto in prima linea la stagione del terrorismo e della mafia,
richiede cautela.

Invece, domenica sera, la cautela è stata sacrificata sull’altare dello share.
 
Presentare Mori come il “burattinaio”
significa annullare la presunzione di innocenza.

In un montaggio di 60 minuti,
la difesa viene spesso ridotta a poche battute
(peraltro rubate fermando il generale Mori per strada),
mentre l’accusa gode di una narrazione epica.

Si insinuano dubbi su fatti già passati al vaglio della magistratura,
ripescando suggestioni che sanno di “fanta-storia”.


Non si può condannare un uomo per la sua capacità
di essere stato all’avanguardia dello Stato.
 
È paradossale che proprio la Rai, voce delle istituzioni,
si presti a un racconto che delegittima sistematicamente i reparti d’élite
che hanno combattuto la mafia nei momenti più bui.

Accusare Mori di aver “manovrato” la Commissione Antimafia
significa dare degli incompetenti (o dei complici)
a tutti i parlamentari che ne fanno parte.

Un’accusa che mina la credibilità delle basi democratiche del Paese.
 

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