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Han messo il solito massettino fasullo di ordini in bid, io dico che ora se lo aspettano in troppi lo scrollone, forse non è il momento
 
usd intanto rompe il max di ieri
se il tone dovesse confermare il tutto ( è in perfetta parità col max di ieri in questo momento ) non aspettano le 14.30
le scadenze prossime di maggio potrebbero però portare ad un su e giù di 6 giornate in t-range senza costrutto
 
non sono così sicuro che ai portoghesi e ai greci convenga
mi spiego: per accordi e necessità si è fatto in modo che gli americani svalutassero il dollaro, così come lo yen e lo yuan a catena
perchè i paesi più deboli debbono accettare di sobbarcarsi i costi di tutto ciò? perchè privarsi dell'opzione svalutazione della moneta consentita invece ad economie nettamente più forti? perchè rimanere agganciati all'euro che, nel seppur nobile tentativo di aiutare le economie periferiche in un contesto di UE forte, ha insindacabilmente fallito in questo, non solo non rafforzando le economie più deboli ma togliendo invece loro anche le possibilità di operare e sopravvivere nei vari mercati di nicchia? per i tassi bassi? e non lo sarebbero stati comunque in questa situazione macro? certo non all'1,25% della bce, ma i tassi a cui si stanno indebitando gracia e portogallo in euro, non sono superiori a quelli storici in valute locali? ed è da valutare anche l'effettivo vantaggio della germania ad aver rinunciato al marco per un euro si forte, ma di cui dover portare il peso ......


Ue: ristrutturazione Grecia? Rischio di forte credit crunch

di: WSI Pubblicato il 12 maggio 2011| Ora 09:53
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Jyrki Katainen, ministro delle Finanze della Finlandia.
Roma - Ora anche l’Unione europea avverte sugli effetti catastrofici che una possibile ristrutturazione del debito da parte della Grecia potrebbe provocare sia al paese che all'intera Eurozona.

"La ristrutturazione del debito da parte della Grecia avrebbe conseguenze rilevanti non solo sul sistema bancario greco, ma anche su tutte quelle banche che detengono tali titoli governativi", ha detto Olli Rehn, commissario Ue agli Affari economici e monetari, secondo quanto riporta Bloomberg. "Una crisi bancaria di questa portata causerebbe una contrazione del credito, e in Grecia la contrazione dell'economia sarebbe senza precedenti".

Cresce così l’opposizione in ambito europeo a una possibile ristrutturazione del debito greco, con parole giunte anche da Lorenzo Bini Smaghi - che ha parlato dell'ipotesi come un "suicidio politico" e Yves Mersch, due membri del direttorio della Bce, che hanno mostrato una visione unanime e contraria a questo tipo di soluzione.

Intanto, giungono notizie secondo cui la Finlandia approverebbe il piano di salvataggio per il terzo paese europeo a chiedere aiuti negli ultimi 12 mesi, il Portogallo, a condizione però che vengano date delle garanzie forti, come ad esempio la vendita di alcuni asset dello stato. "Abbiamo raggiunto una posizione di intesa", ha detto alla stampa Jyrki Katainen, ministro delle Finanze finlandese, secondo quanto scrive Bloomberg.

La Finlandia richiede anche che il Portogallo, che necessiterebbe dell’approvazione di tutti e 17 gli stati per poter accedere al sistema di aiuti, inizi a trattare anche con gli investitori privati per assicurarsi che i loro fondi restino nel paese, prima dell'erogazione di un eventuale pacchetto di salvataggio. In aggiunta, Helsinki vorrebbe la garanzia che i prestiti dall’Europa siano ripagati prima degli investitori privati.

L’annuncio mette fine agli ultimi mesi di incertezza, che vedevano la Finlandia come maggiore oppositore alla richiesta di aiuti da parte del Portogallo, anche a causa del potere acquisito dal partito euro-scettico True Finns - Veri Finlandesi - nelle ultime elezioni.
 
questi del fmi sembrano una agenzia come sp e moody's
possibile che si accorgano sempre dopo delle cose e sempre al picco delle speculazioni?

http://www.corriere.it/economia/11_...io_37ba413a-7c70-11e0-85d3-733f3ac8a121.shtml

L'ALLARME DELL'FMI. E LA BCE: «RISANAMENTO LONTANO PER ALCUNI PAESI»
«Attenti al debito, c'è rischio contagio»
Non solo Grecia: pericoli anche per Irlanda e Portogallo. E in prospettiva per Italia e Belgio

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La moneta da 1 euro della Grecia (Epa) MILANO - Si rafforza la ripresa europea, ma restanto rischi «tangibili» di contagio sul fronte del debito in altri Paesi dell'area euro dopo i «Pigs» Irlanda, Grecia e Portogallo. E la bufera dei bilanci pubblici potrebbe estendersi anche alla Spagna e, in prospettiva, all'Italia, con la new entry del Belgio. L'allarme è del Fondo monetario internazionale (Fmi), nel rapporto regionale dedicato all'Europa. Con il deterioramento del settore bancario irlandese, «i rischi sovrani si sono intensificati di nuovo nei Paesi periferici della zona euro, espandendosi ad altri Paesi, inclusi Belgio e Italia». Il rischio di un contagio «sull'economia reale è rimasto però ampiamente confinato ai Paesi colpiti» dalla crisi: Irlanda, Grecia e Portogallo». Nell'eurozona il tasso di crescita del Pil sarà dell'1,6% nel 2011 e dell'1,8% nel 2012, secondo le stime Fmi, mentre l'inflazione sarà del 2,3% nell'anno in corso e dell'1,7% nel prossimo.
GRECIA - La Grecia non ha bisogno di ristrutturare il suo debito, ha affermato il direttore dell'Fmi per l'Europa, Antonio Borges. Ulteriori aiuti alla Grecia possono essere concesso, ma solo «sotto condizioni chiare». Lo ha affermato il ministro delle Finanze della Germania, Wolfgang Schauble, evocando per la prima volta la possibilità di nuovi aiuti per Atene. Intanto proseguono oggi ad Atene gli incontri tra Fmi, Ue e Bce e i funzionari del ministero delle Finanze greco per la concessione della quinta parte del prestito da 110 miliardi di euro concesso alla Grecia un anno fa per salvarla dal fallimento. Ma per la stampa greca, dai controlli già effettuati risultano significative deviazioni dagli obiettivi. Oltre il buco di 1,3 milioni di euro - secondo dati del ministero delle Finanze - registrato nei primi quattro mesi del 2011, sono stati riscontrati grandi ritardi nell'attuazione del programma delle privatizzazioni e l'andamento delle riforme strutturali.

LA BCE E I BILANCI - «Sussiste il rischio che, in alcuni Paesi, non vengano conseguiti gli obiettivi di bilancio stabiliti dal Consiglio Ecofin per la necessaria e tempestiva correzione dei disavanzi eccessivi», anche la la Banca centrale europea si mostra preoccupata nel bollettino di maggio. E ribadisce che è «essenziale che tutti i governi rispettino gli obiettivi annunciati per il 2011». Salgono inoltre le stime dell'inflazione per l'eurozona, che secondo la Bce sono maggiori rispetto ai dati dell'Fmi: 2,5% nel 2011 (dal precedente 1,9%), e all'1,9% nel 2012 (da 1,8%).

BCE: INFLAZIONE NON CALA - Nel frattempo, la Bce ha snocciolato le previsioni per l'anno in corso. Il focus della Banca centrale europea resta, come da alcuni mesi a questa parte, sull'inflazione: il tasso di aumento dei prezzi resterà «nettamente» oltre la soglia del 2% nei prossimi mesi, prevede l'istituto di Francoforte, con il rischio di ulteriori rialzi a medio termine: «La pressione al rialzo sull'inflazione, derivante soprattutto dalle quotazioni dell'energia e delle materie prime, è ravvisabile anche nelle fasi iniziali del processo produttivo. I rischi - afferma la Bce nel bollettino di maggio - per le prospettive a medio termine sull'evoluzione dei prezzi restano orientati verso l'alto». In questo scenario, scrive la Bce, «è indispensabile che l'aumento dell'inflazione» non generi ulteriori aumenti, «effetti di secondo impatto» nel gergo dell'istituto guidato da Jean-Claude Trichet, «nel processo di formazione di salari e prezzi, dando luogo a spinte inflazionistiche generalizzate». Le aspettative di inflazione - aggiunge - «devono rimanere ancorate all'obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo».

ENERGIA E TENSIONI INTERNAZIONALI - I rischi più elevati sono legati alle quotazioni dell'energia, più elevate di quanto ipotizzato, «anche alla luce delle tensioni politiche nell'Africa settentrionale e nel Medio Oriente». Più in generale, «la vigorosa crescita economica dei mercati emergenti (Brasile, Cina, India su tutti, ndr), sostenuta dalla liquidità abbondante su scala mondiale, potrebbe» soffiare sulle quotazioni delle materie prime, provocando ulteriori rincari.

Redazione online
12 maggio 2011
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