LA TEORIA DI LANE.
Prendo spunto dalla domanda di un utente per aprire una parentesi didattica.
In più occasioni, tra le mie analisi, avrete avuto modo di leggere frasi come:
"La chiusura vicina ai massimi ne rende probabili ulteriori nella successiva."
o anche:
"La chiusura vicina ai minimi ne rende probabili ulteriori nella successiva."
E' bene approfondire.
La regola generale è:
Un mercato che chiude il periodo (singola seduta, settimana, mese, ecc.) sui massimi/minimi (di periodo) è destinato a segnarne ulteriori nel periodo successivo.
Per 'periodo' si può quindi considerare qualsiasi intervallo di tempo (singola seduta, settimana, mese, ecc.); noi, per comodità, negli esempi successivi faremo riferimento alla singola seduta.
La teoria appartiene a Gorge Lane (peraltro, è proprio su tale concetto che Lane ha costruito lo stocastico), e nasce dalla convinzione che le cosiddette mani pesanti (quelle che hanno risorse tali da condizionare il mercato) operino principalmente nell'ultimo 20% di un periodo (quindi, l'ultima ora e mezza della seduta, l'ultima seduta di una settimana, gli ultimi giorni di un mese, e così via).
Esempio: se oggi un titolo chiude con un +1% a 5,5 e quel 5,5 è vicino o coincidente ai massimi di giornata, è probabile che durante la seduta di domani vi sia un suo allungo oltre i massimi odierni.
E' bene precisare che affermare che "durante (o 'nel') periodo successivo è probabile che il mercato segni nuovi massimi/minimi" non vuol dire necessariamente che gli stessi saranno tenuti in chiusura.
Nell'esempio, infatti, la regola potrebbe esser rispettata anche se il mercato il giorno successivo dovesse allungare fino a 5,7 nella mattinata ma chiudere persino in ribasso a 5.
In buona sostanza, la chiusura sui massimi non significa che la seduta successiva debba concludersi positivamente.
La regola, infatti, non stabilisce che la chiusura del periodo successivo sia sui massimi, nè che sia positiva, ma semplicemente che è assai probabile che nel corso della stessa siano segnati ulteriori massimi.
Lane, inoltre, afferma che la teoria è ancor più valida nel caso in cui la chiusura sui massimi/minimi sia accompagnata da minimi/massimi di periodo.
Chiarisco riprendendo l'esempio precedente: se il titolo in questione oggi, prima di chiudere sui massimi, nel corso della seduta avesse segnato minimi inferiori a quelli della seduta precedente, le probabilità che durante la giornata di domani si salga verso nuovi massimi sarebbero ancora maggiori.
In base a quanto finora scritto è lecito affermare che dietro a performances identiche possano nascondersi realtà ben diverse.
Esiste un'enorme differenza di qualità tra chiudere a +1% dopo aver trascorso quasi tutta la giornata a +3%, e chiudere sempre a +1% ma dopo che il mercato sia transitato quasi sempre in terreno negativo.
Non v'è dubbio che nel secondo caso vi sia un evidente aumento di forza, mentre nel primo cresca la debolezza e con essa aumentino anche le perplessità degli investitori.
Infine,da ricordare:
quanto più vicina ai massimi (o minimi) sarà la chiusura di periodo, tanto più probabile sarà il rispetto della regola;
quanto più ampia sarà la distanza tra apertura e chiusura del periodo, tanto più probabile sarà la teoria;
nel caso in cui la chiusura di un periodo (per es. giornaliera) vicina ai massimi/minimi sia allo stesso tempo la chiusura nei pressi dei massimi/minimi di un periodo superiore (per es. settimanale), il nuovo massimo/minimo giornaliero ed il nuovo massimo/minimo settimanale non possono coincidere. Riprendiamo ancora una volta l'esempio: ipotizziamo che la seduta in cui il mercato in questione conclude nei pressi dei massimi di giornata cada di venerdì (quindi ultimo giorno settimanale) e che tale livello sia molto vicino anche al massimo settimanale. A questo punto, la regola vuole che l'eventuale nuovo massimo/minimo giornaliero che sarà segnato lunedì, non potrà esser considerato anche nuovo massimo settimanale, il quale dovrà invece esser ben più profondo e segnato in un altra seduta della settimana. Il tutto perchè il nuovo massimo settimanale dovrà essere ben visibile su un grafico a base settimanale.
Riccardo Fracasso