FTSE Mib Futures solointraday - Cap. 2

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ho letto che solo sul post di fib ha postato una faq sul divieto di vendita al nudo. da qulello che ho letto e interpretato nn sono inseriti etf al ribasso sul ns indice.avevo letto il contrario.puo confermare in tal senso cioe' su puo prendere etf short sul ftse mib.grazie andrea


Mha

A leggere la FAQ che ha riportato sembrerebbe si possa shortare un derivato ... o ad esempio shortare un ETF long

A me sembra la stessa cosa che longare un ETF short

Credo la la FAQ si riferisca alla mera possibilità di shortare un derivato
 
Ultima modifica:
ciao a tutti,

oggi con un mercato al rialzo risulta :

PUT UNICREDIT FEBBRAIO 2012 strike 2,00 - premio 0,09 - volume 15050

è impressionante il volume .... cominciano a guadagnare con UNICREDIT

sotto 1,91 !!!!!

sarà qualcuno di grosso che partecipa all'aumento di capitale però

vuole coprirsi ?

cosa ne pensate ?
 
buonasera...solo ho visto ke hai messo sul thread di fibmaster il discorso delle vendite allo scorperto...puoi postare il link del sito?
grazie
 
ciao a tutti,

oggi con un mercato al rialzo risulta :

PUT UNICREDIT FEBBRAIO 2012 strike 2,00 - premio 0,09 - volume 15050

è impressionante il volume .... cominciano a guadagnare con UNICREDIT

sotto 1,91 !!!!!

sarà qualcuno di grosso che partecipa all'aumento di capitale però

vuole coprirsi ?

cosa ne pensate ?

Sono 1.345 euro

guadagna con UCG sotto 1,91 il terzo venerdì di febbraio ... ma se scende di un 5% già domani, probabilmente guadagnerà un centinaio di euro
 
ho letto che solo sul post di fib ha postato una faq sul divieto di vendita al nudo. da qulello che ho letto e interpretato nn sono inseriti etf al ribasso sul ns indice.avevo letto il contrario.puo confermare in tal senso cioe' su puo prendere etf short sul ftse mib.grazie andrea
non si può essere short naked sul mercato azionario
è quanto ribadiscono nella faq ma con un italiano a dir poco approssimativo. togliendo parentesi e alleggerendo la frase viene fuori così

http://www.consob.it/main/trasversale/operatori/intermediari/faq_short.html

9. Rientrano nel divieto sulle vendite allo scoperto "nude" le operazioni su strumenti finanziari derivati e ETF?

No. Il divieto di vendite allo scoperto introdotto dalla Delibera n. 17993 dell’11 novembre 2011 non si applica alle negoziazioni su strumenti finanziari derivati (per esempio, vendite di opzioni call o di future, acquisto di opzioni put, operatività su covered warrant, certificates), di exchange-traded funds (ETF), di diritti di opzione o di altri strumenti finanziari diversi dalle azioni.

in pratica spiegano che lo short naked non è vietato sugli strumenti che non sono azioni. permane quindi il divieto di short su azioni derivati e etf come da delibera e come specificato in altr faq
 
la pagliacciata continua :


Vendite allo scoperto: prorogate fino al 24 febbraio 2012 le restrizioni in materia di posizioni nette corte sui titoli finanziari (comunicato stampa dell'11 gennaio 2012)
La Consob ha deciso oggi di prorogare fino al 24 febbraio 2012 il provvedimento restrittivo in materia di posizioni nette corte sulle azioni del comparto finanziario, adottato il 12 agosto scorso e successivamente prorogato fino al 15 gennaio 2012 (con delibera n. 17992 dell'11 novembre scorso). Resta quindi in vigore il divieto di assumere o incrementare le posizioni nette corte, ossia le posizioni ribassiste, calcolate come differenza fra le attività in vendita e quelle in acquisto, tenuto conto di tutti gli strumenti finanziari, compresi quelli derivati e su indici. Il divieto si applica ai titoli azionari del settore bancario-assicurativo. Misure analoghe sono state adottate dalle autorità di vigilanza di Francia, Belgio e Spagna.​
Restano in vigore, a tempo indeterminato, le altre misure a suo tempo adottate:

  • gli obblighi di comunicazione alla Consob delle posizioni ribassiste rilevanti su tutte le società quotate in Italia, introdotti il 10 luglio scorso (delibera n. 17862);
  • il divieto delle vendite allo scoperto "nude", cioè quelle non assistite dalla disponibilità dei titoli al momento dell'ordine; il divieto vale per tutte le azioni quotate sui mercati regolamentati italiani indipendentemente da dove sono negoziate (delibera n. 17993 dell'11 novembre 2011).
La proroga delle restrizioni in materia di posizioni nette corte è stata adottata alla luce dell'attuale situazione dei mercati finanziari; potrà essere modificata o revocata secondo le condizioni di mercato e, per quanto possibile, in accordo con le altre autorità europee che hanno adottato analoghe misure.
La delibera (n. 18060 dell'11 gennaio 2012) è disponibile sul sito internet dell'Istituto (www.consob.it) insieme alle risposte alle domande più frequenti (FAQ) sul tema.
 
ciao a tutti,

oggi con un mercato al rialzo risulta :

PUT UNICREDIT FEBBRAIO 2012 strike 2,00 - premio 0,09 - volume 15050

è impressionante il volume .... cominciano a guadagnare con UNICREDIT

sotto 1,91 !!!!!

sarà qualcuno di grosso che partecipa all'aumento di capitale però

vuole coprirsi ?

cosa ne pensate ?
guarda in quante transazioni è stato scambiato quel volume

è semplicemente una copertura di qualcuno che ha parecchi diritti in mano ( o magari soli 15000) e ha scelto una buona giornata per farlo
non penso sia indicativo di qualcosa

1326314869immagine1.png
 
LA TEORIA DI LANE.

Prendo spunto dalla domanda di un utente per aprire una parentesi didattica.

In più occasioni, tra le mie analisi, avrete avuto modo di leggere frasi come:

"La chiusura vicina ai massimi ne rende probabili ulteriori nella successiva."

o anche:

"La chiusura vicina ai minimi ne rende probabili ulteriori nella successiva."

E' bene approfondire.

La regola generale è:

Un mercato che chiude il periodo (singola seduta, settimana, mese, ecc.) sui massimi/minimi (di periodo) è destinato a segnarne ulteriori nel periodo successivo.

Per 'periodo' si può quindi considerare qualsiasi intervallo di tempo (singola seduta, settimana, mese, ecc.); noi, per comodità, negli esempi successivi faremo riferimento alla singola seduta.

La teoria appartiene a Gorge Lane (peraltro, è proprio su tale concetto che Lane ha costruito lo stocastico), e nasce dalla convinzione che le cosiddette mani pesanti (quelle che hanno risorse tali da condizionare il mercato) operino principalmente nell'ultimo 20% di un periodo (quindi, l'ultima ora e mezza della seduta, l'ultima seduta di una settimana, gli ultimi giorni di un mese, e così via).

Esempio: se oggi un titolo chiude con un +1% a 5,5 e quel 5,5 è vicino o coincidente ai massimi di giornata, è probabile che durante la seduta di domani vi sia un suo allungo oltre i massimi odierni.

E' bene precisare che affermare che "durante (o 'nel') periodo successivo è probabile che il mercato segni nuovi massimi/minimi" non vuol dire necessariamente che gli stessi saranno tenuti in chiusura.
Nell'esempio, infatti, la regola potrebbe esser rispettata anche se il mercato il giorno successivo dovesse allungare fino a 5,7 nella mattinata ma chiudere persino in ribasso a 5.
In buona sostanza, la chiusura sui massimi non significa che la seduta successiva debba concludersi positivamente.
La regola, infatti, non stabilisce che la chiusura del periodo successivo sia sui massimi, nè che sia positiva, ma semplicemente che è assai probabile che nel corso della stessa siano segnati ulteriori massimi.


Lane, inoltre, afferma che la teoria è ancor più valida nel caso in cui la chiusura sui massimi/minimi sia accompagnata da minimi/massimi di periodo.

Chiarisco riprendendo l'esempio precedente: se il titolo in questione oggi, prima di chiudere sui massimi, nel corso della seduta avesse segnato minimi inferiori a quelli della seduta precedente, le probabilità che durante la giornata di domani si salga verso nuovi massimi sarebbero ancora maggiori.


In base a quanto finora scritto è lecito affermare che dietro a performances identiche possano nascondersi realtà ben diverse.
Esiste un'enorme differenza di qualità tra chiudere a +1% dopo aver trascorso quasi tutta la giornata a +3%, e chiudere sempre a +1% ma dopo che il mercato sia transitato quasi sempre in terreno negativo.
Non v'è dubbio che nel secondo caso vi sia un evidente aumento di forza, mentre nel primo cresca la debolezza e con essa aumentino anche le perplessità degli investitori.


Infine,da ricordare:

quanto più vicina ai massimi (o minimi) sarà la chiusura di periodo, tanto più probabile sarà il rispetto della regola;
quanto più ampia sarà la distanza tra apertura e chiusura del periodo, tanto più probabile sarà la teoria;
nel caso in cui la chiusura di un periodo (per es. giornaliera) vicina ai massimi/minimi sia allo stesso tempo la chiusura nei pressi dei massimi/minimi di un periodo superiore (per es. settimanale), il nuovo massimo/minimo giornaliero ed il nuovo massimo/minimo settimanale non possono coincidere. Riprendiamo ancora una volta l'esempio: ipotizziamo che la seduta in cui il mercato in questione conclude nei pressi dei massimi di giornata cada di venerdì (quindi ultimo giorno settimanale) e che tale livello sia molto vicino anche al massimo settimanale. A questo punto, la regola vuole che l'eventuale nuovo massimo/minimo giornaliero che sarà segnato lunedì, non potrà esser considerato anche nuovo massimo settimanale, il quale dovrà invece esser ben più profondo e segnato in un altra seduta della settimana. Il tutto perchè il nuovo massimo settimanale dovrà essere ben visibile su un grafico a base settimanale.


Riccardo Fracasso
 
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