che brutta fine sta facendo l'estrema sinistra
(ASCA) - Roma, 17 apr - Un po' per prudenza, un po' per
scaramanzia, il contratto di affitto della sede nazionale de
La Sinistra-L'Arcobaleno in via Veneto 54 a Roma e' stato
sottoscritto fino alla fine di maggio. Qui doveva abitare lo
stato maggiore della 'Casa della sinistra' dopo le elezioni.
Le stanze di quella casa, da martedi' mattina, sono invece
pressoche' deserte. Rifondazione, tra le forze promotrici
dell'Arcobaleno, e' quella piu' esposta all'implosione
interna.
La resa dei conti si svolgera' sabato pomeriggio a Roma,
in sede di Comitato politico del Prc, convocato per questa
data. In mattinata, su iniziativa dello storico Paul Ginzburg
e del suo gruppo 'Laboratorio politico per la democrazia', si
terra' intanto a Firenze un'assemblea che cerchera' di fare
il punto sulle prospettive di chi non vuole archiviare
l'esperimento di Sinistra-Arcobaleno. All'iniziativa
parteciperanno molti leader del Prc e della sinistra
alternativa. Poi la discussione si spostera', forse a porte
chiuse, all'interno di Rifondazione. Sotto tiro e' il segretario Franco Giordano insieme con
l'intero gruppo dirigente di maggioranza. In discussione ci
sono la prospettiva e l'identita' del partito, ma
nell'immediato - ed e' questo il tema che fa precipitare la
crisi interna - occorre stabilire il percorso verso un
congresso che le minoranze vorrebbero "straordinario, da
fissare prima dell'estate" e gestito da una nuova
leadership. Il ministro Paolo Ferrero, il capogruppo al
Senato Giovanni Russo Spena, il senatore Claudio Grassi, il
deputato Ramon Mantovani e il gruppo che fa capo alla rivista
'l'Ernesto' guidano il fronte che chiede la sostituzione
immediata del segretario Giordano. Chi invece ritiene
ingiusticata la caccia al 'capro espiatorio', contropopone
una gestione collegiale del prossimo congresso: quindi, una
nuova segreteria dove siano presenti tutte le componenti del
partito. Se quest'ultima proposta fosse rifiutata, il partito
si spaccherebbe irrimediabilmente a meta' e tutti gli scenari
sarebbero possibili e non si potrebbe escludere quello della
separazione.
Sull'onda del tracollo elettorale (da tutti definito
"catastrofico"), Ferrero, Grassi, Russo Spena e Mantovani
potrebbero percio' proporre al Comitato politico nazionale di
eleggere un nuovo segretario che gestisca il partito da qui
al congresso, che molto probabilmente verra' fissato alla
fine di luglio. In questa eventualita', sarebbe il nome di
Ferrero a catalizzare i consensi di tutti i malumori covati
contro la segreteria di Giordano. L'elezione di Ferrero viene
data possibile anche da chi non e' d'accordo su questa
soluzione, considerata uno 'strappo' o un 'putch'. Il
risultato elettorale ha infatti cambiato i rapporti di forza
all'interno del Prc. Nel Comitato politico di Rifondazione,
prevarrebbe una maggioranza favorevole all'interruzione
dell'esperienza dell'Arcobaleno, da proseguire semmai in
"forma federata" ma senza accelerazioni verso la formazione
di una nuova forza politica che preveda lo scioglimento di
quelle esistenti. Se Ferrero dovesse sostituire Giordano, cambierebbe via
via l'intera gestione del partito. A iniziare dalla direzione
del quotidiano 'Liberazione', dove la nuova segreteria
potrebbe proporre come direttore Russo Spena al posto
dell'attuale, Piero Sansonetti.
Fausto Bertinotti ha intanto deciso di non partecipare
alla riunione del Comitato politico, confermando la scelta di
fare un passo indietro rispetto agli impegni di direzione sia
di Sinistra-Arcobaleno, sia del Prc. Ieri pomeriggio ha
intanto riunito la redazione della rivista 'Alternative per
il socialismo', di cui e' direttore, per mettere a punto un
numero incentrato sull'analisi del voto e sulle prospettive
di lungo periodo della sinistra.
Dibattito aperto anche tra i Verdi, divisi tra la
possibilita' di riannodare il dialogo con il Pd di Walter
Veltroni e l'idea di rilanciare il simbolo del 'Sole che
ride' alle elezioni europee dell'anno prossimo. In Sinistra democratica, dove si annunciano le dimissioni di Fabio Mussi
come portavoce, potrebbe invece prevalere la scelta di un
patto con Giordano e il gruppo dirigente uscente di
Rifondazione per rilanciare l'unita' della sinistra e la
costruzione di un nuovo soggetto politico. Il Pdci di
Oliviero Diliberto ha intanto avviato la 'costituente dei
comunisti', auspicando il dialogo con quanti nel Prc sono
intenzionati a ricostruire un partito comunista.
Nichi Vendola, il governatore della Puglia che molti
indicavano prima del voto come il probabile successore di
Bertinotti, ha fatto sapere di ritenere ogni ipotesi di
consolidamento di una nicchia identitaria (cioe' il cambio
della guardia al vertice del Prc) come un vero e proprio
'suicidio', definendo un atto di 'giustizia sommaria' dal
sapore stalinista la resa dei conti nel gruppo dirigente.
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