gipa69
collegio dei patafisici
Il bilancino della FED
Per finire questo fine settimana ricco di report e commenti affrontiamo l'ultimo market mover macro dei mercati certamente più conosciuto del carry ma comunque sempre di difficile lettura:
l'inflazione e i possibili legami con i mercati.
Recentemente ho letto un commento di Weldon (uno dei grandi della macro-analisi) sull'argomento che farà da ispirazione a questo commento:
Weldon suggerisce che sul versante macro è in corso una gara tra diversi elementi:
1)Inflazione/disinflazione dei prezzi (chiamata da alcuni analisti biflazione in considerazione dell'aumento del prezzo dei beni/servizi non replicabili e della diminuzione dei prezzi dei beni manufatti)
2)Reflazione degli asset
3)Disinflazione monetaria
4)Deflazione immobiliare
Sulla linea di arrivo è posizionata la Fed con una pistola in mano pronta ad essere usata se all'arrivo si presenterà prima l'inflazione.
In realtà lo scenario ideale della FED è una moderazione dei prezzi che porti ad una moderazione della crescita e quindi ad uno scenario che non costringa ad usare la leva monetaria nè in un senso nè nell'altro.
Ma è praticamente espresso negli ultimi comunicati della FED che in caso di ulteriore crescita o comunque di stabilità sopra l'obiettivo target dell'inflazione anno su anno core la FED sarà costretta ad agire sui tassi per non perdere la credibilità operativa.
Ora il prossimo dato sarà comunicato il 16 novembre e per seguirne l'andamento è interessante seguirne i fattori stagionali e l'andamento dei componenti.
Dal punto di vista stagionale non si può non notare che a ottobre del 2005 l'indice CPI effettuò uno spike rialzista e poi corresse per due mesi.
Se non avverrà lo stesso fenomeno il CPI potrebbe salire pur rimanendo stabile in termini assoluti.
Ad esso si aggiunge il comparto energy che sebbene abbia corretto è ancora sopra i livelli di fine 2005 e necessiterebbe di una ulteriore correzione per dare un'influenza positiva al CPI.
Ad esso si associano prezzi dei beni alimentari molto elevati
Tutto questo spiega i toni particolarmente aggressivi della FED sui tassi dell'ultimo periodo.
Tra parentesi la variazione dei prezzi a 5 anni (più strutturali) del CPI oscillano ormai da molti anni dentro una banda di oscillazione ben definita e solo in questi ultimi tempi sembrano aver brekkato al rialzo la variazione ponendo una seria minaccia alla credibilità della Banca Centrale.
Tutto questo si innesta però in uno scenario in cui i prezzi degli immobili stanno scendendo a buona velocità e non sembrano al momento voler rallentare.
Rischio del rialzo dell'inflazione core contro rischio di deflazione del settore immobiliare.
Se la FED abbassa i tassi c'è il rischio che l'inflazione core esploda
Se la FED rialza i tassi c'è il rischio che comprometta in maniera seria il settore immobiliare e quindi i consumatori USA.
Solo la stabilità è la soluzione vincente....
A questo punto occorre osservare con grande attenzione l'andamento del dollaro e dell'oro:
Se il dollaro si indebolisce e l'oro sale (vedi ultime sedute) c'è il rischio che la credibilità della FED sia messa in discussione
Se il dollaro si rafforza e l'oro si indebolisce c'è il rischio che il settore consumer USA patisca più del previsto la deflazione immobiliare.
La stabilità dei due valori oscillanti in un trading range suggerirebbero la stabilità dei prezzi e l'avvenuto soft landing, con benefici per tutti i mercati.
Per finire questo fine settimana ricco di report e commenti affrontiamo l'ultimo market mover macro dei mercati certamente più conosciuto del carry ma comunque sempre di difficile lettura:
l'inflazione e i possibili legami con i mercati.
Recentemente ho letto un commento di Weldon (uno dei grandi della macro-analisi) sull'argomento che farà da ispirazione a questo commento:
Weldon suggerisce che sul versante macro è in corso una gara tra diversi elementi:
1)Inflazione/disinflazione dei prezzi (chiamata da alcuni analisti biflazione in considerazione dell'aumento del prezzo dei beni/servizi non replicabili e della diminuzione dei prezzi dei beni manufatti)
2)Reflazione degli asset
3)Disinflazione monetaria
4)Deflazione immobiliare
Sulla linea di arrivo è posizionata la Fed con una pistola in mano pronta ad essere usata se all'arrivo si presenterà prima l'inflazione.
In realtà lo scenario ideale della FED è una moderazione dei prezzi che porti ad una moderazione della crescita e quindi ad uno scenario che non costringa ad usare la leva monetaria nè in un senso nè nell'altro.
Ma è praticamente espresso negli ultimi comunicati della FED che in caso di ulteriore crescita o comunque di stabilità sopra l'obiettivo target dell'inflazione anno su anno core la FED sarà costretta ad agire sui tassi per non perdere la credibilità operativa.
Ora il prossimo dato sarà comunicato il 16 novembre e per seguirne l'andamento è interessante seguirne i fattori stagionali e l'andamento dei componenti.
Dal punto di vista stagionale non si può non notare che a ottobre del 2005 l'indice CPI effettuò uno spike rialzista e poi corresse per due mesi.
Se non avverrà lo stesso fenomeno il CPI potrebbe salire pur rimanendo stabile in termini assoluti.
Ad esso si aggiunge il comparto energy che sebbene abbia corretto è ancora sopra i livelli di fine 2005 e necessiterebbe di una ulteriore correzione per dare un'influenza positiva al CPI.
Ad esso si associano prezzi dei beni alimentari molto elevati
Tutto questo spiega i toni particolarmente aggressivi della FED sui tassi dell'ultimo periodo.
Tra parentesi la variazione dei prezzi a 5 anni (più strutturali) del CPI oscillano ormai da molti anni dentro una banda di oscillazione ben definita e solo in questi ultimi tempi sembrano aver brekkato al rialzo la variazione ponendo una seria minaccia alla credibilità della Banca Centrale.
Tutto questo si innesta però in uno scenario in cui i prezzi degli immobili stanno scendendo a buona velocità e non sembrano al momento voler rallentare.
Rischio del rialzo dell'inflazione core contro rischio di deflazione del settore immobiliare.
Se la FED abbassa i tassi c'è il rischio che l'inflazione core esploda
Se la FED rialza i tassi c'è il rischio che comprometta in maniera seria il settore immobiliare e quindi i consumatori USA.
Solo la stabilità è la soluzione vincente....
A questo punto occorre osservare con grande attenzione l'andamento del dollaro e dell'oro:
Se il dollaro si indebolisce e l'oro sale (vedi ultime sedute) c'è il rischio che la credibilità della FED sia messa in discussione
Se il dollaro si rafforza e l'oro si indebolisce c'è il rischio che il settore consumer USA patisca più del previsto la deflazione immobiliare.
La stabilità dei due valori oscillanti in un trading range suggerirebbero la stabilità dei prezzi e l'avvenuto soft landing, con benefici per tutti i mercati.