MATLEY
Forumer storico
Zero spaccato per gli stress test delle banche irlandesi
(Teleborsa) - Roma, 1 ott - Gli stress test attuati in estate per le banche europee e aspramente criticati tanto da venir riproposti con paletti più rigidi "incassano" il primo brutto voto. Le Banche Irlandesi "fanno acqua" e lo Stato del trifoglio verde comunica che per tappare la falla e ridare tranquillità alle due banche più grosse del paese saranno necessari circa 50 mld di Euro. Un bel buco non c'è che dire e la conseguenza è che questa massa di denaro spingerà il debito dello Stato Irlandese al 32% del PIL dal 29% dell'estate scorsa. "Sono numeri orrendi, ma gestibili", ha detto il ministro Lenihan, perché sono spalmati lungo almeno un decennio, ma soprattutto perché l'Irlanda, per ora, non deve ricorrere al mercato. Il paese si è finanziato fino alla metà 2011 e la speranza è che ciò possa essere sufficiente a consentirgli di cominciare a vedere segni di un rimbalzo economico che ancora latita. La considerazione più importante è che il problema irlandese è solo la punta dell'iceberg, perchè potrebbe riguardare altre grosse realtà bancarie che hanno "marinato" gli obblighi di comunicare in modo dettagliato i risultati degli stress test e che ancora non l'hanno fatto; forse con la speranza di far emergere capitalizzazioni adeguate in funzione di un andamento positivo del mercato borsistico. E' noto, infatti, che in situazioni positive di mercato gli scheletri restano nascosti nell'armadio per periodi più lunghi, financo a mummificare.

(Teleborsa) - Roma, 1 ott - Gli stress test attuati in estate per le banche europee e aspramente criticati tanto da venir riproposti con paletti più rigidi "incassano" il primo brutto voto. Le Banche Irlandesi "fanno acqua" e lo Stato del trifoglio verde comunica che per tappare la falla e ridare tranquillità alle due banche più grosse del paese saranno necessari circa 50 mld di Euro. Un bel buco non c'è che dire e la conseguenza è che questa massa di denaro spingerà il debito dello Stato Irlandese al 32% del PIL dal 29% dell'estate scorsa. "Sono numeri orrendi, ma gestibili", ha detto il ministro Lenihan, perché sono spalmati lungo almeno un decennio, ma soprattutto perché l'Irlanda, per ora, non deve ricorrere al mercato. Il paese si è finanziato fino alla metà 2011 e la speranza è che ciò possa essere sufficiente a consentirgli di cominciare a vedere segni di un rimbalzo economico che ancora latita. La considerazione più importante è che il problema irlandese è solo la punta dell'iceberg, perchè potrebbe riguardare altre grosse realtà bancarie che hanno "marinato" gli obblighi di comunicare in modo dettagliato i risultati degli stress test e che ancora non l'hanno fatto; forse con la speranza di far emergere capitalizzazioni adeguate in funzione di un andamento positivo del mercato borsistico. E' noto, infatti, che in situazioni positive di mercato gli scheletri restano nascosti nell'armadio per periodi più lunghi, financo a mummificare.