Viviamo in un campo vettoriale: il campo gravitazionale terrestre.
In ogni punto dello spazio una forza ci attrae verso il centro del pianeta.
Ed è per questo che camminiamo invece di fluttuare nell'aria.
Questo campo ha una proprietà notevole: è
conservativo.
Significa che se solleviamo un oggetto di 10 metri e poi lo riportiamo a terra,
la sua energia potenziale finale è identica a quella iniziale.
L'energia potenziale dipende solo dalla posizione, non dal percorso fatto per arrivarci.
In termini matematici:
se calcoliamo l'integrale dell'energia lungo un percorso chiuso (che torna al punto di partenza), otteniamo zero.
La variazione di energia potenziale è una
forma differenziale esatta.
Ora, questo vi sembrerà astruso, ma è esattamente ciò che accade in termodinamica.
Prendiamo l'entalpia H, misura del contenuto di calore di un sistema.
La legge di Hess ci dice che la differenza di entalpia tra reagenti e prodotti
è la stessa qualunque siano i prodotti intermedi.
L'entalpia dipende solo dagli stati iniziale e finale, non dal percorso.
Oppure prendiamo l'entropia S nel ciclo di Carnot.
Durante il ciclo il sistema compie lavoro, scambia calore (l'entropia dell'universo aumenta).
Ma alla fine del ciclo, quando il sistema torna al punto di partenza, la sua entropia è rimasta identica.
L'integrale di dS lungo il percorso chiuso vale zero.
Le funzioni di stato della termodinamica sono isomorfe all'energia potenziale in un campo conservativo.
Questo è il tipo di struttura matematica profonda che sta sotto la termodinamica.
Non formule da memorizzare, ma geometria, topologia, significato.
Eppure, se andate a leggere la "narrativa della scienza"
– divulgazione, comunicazione scientifica, quello che volete –
troverete tonnellate di sciocchezze sull'entropia e quasi nulla su queste strutture fondamentali.
Perché?
Forse la risposta sta in quella filosofia che oggi viene disprezzata
ma che fu storicamente alla radice del pensiero scientifico: il
Novum Organum di Francis Bacon.
Gli idoli e le false nozioni che hanno penetrato l'intelletto umano, fissandosi profondamente in esso, non solo assediano le menti così da rendere difficile l'accesso alla verità, ma anche (una volta che questo accesso è dato e concesso) risorgeranno e saranno causa di turbamento perfino nell'instaurazione stessa delle scienze.
Bacon identificò quattro tipi di
idola (falsi idoli),
Particolarmente rilevanti in questo caso gli
idola theatri:
quelli della rappresentazione mediatica, spettacolarizzata della scienza e della conoscenza
Tutto questo continua a valere, secoli dopo.
La
pars destruens di Bacon erano gli
idola.
La
pars construens erano le
tabulae: registrare quando il fenomeno si verifica, quando non si verifica, e il grado con cui si verifica.
Le radici dell'approccio quantitativo e analitico.
L'approccio che usò Boyle, che a Bacon doveva molto.
Ed è esattamente questo approccio che è andato completamente perduto nel discorso pubblico "scientifico".
Un approccio che è del resto incompatibile con quella mitologia della "scienza"
che è diventata il centro costitutivo di una nuova pseudo-religione, veicolata da un catechismo da scuola elementare.
Il pubblico odierno degli
idola theatri sono i neo-educati: f
ormati sull'effimero senza alcuna cultura nella definizione classica del termine,
peraltro profondamente ostili al concetto stesso di classicismo.
Ma il concetto stesso di pensiero scientifico
è classico.
Elaborabile, discutibile eccetera, da Popper a Lakatos.
Quella formazione fondata sull'effimero è invece scritta sulla sabbia di una battigia: svanisce nel nulla in tempi molto brevi.
Ed essendo effimera va bene per ogni stagione effimera (leggi: la moda del momento).
Ma resta nulla, anche se spesso ampiamente glorificata.