Vaccino

LA COPPIA DI BUOI
Kevin McKernan firma come Anandamide un post sul recente preprint di Moderna comparso sulla piattaforma BioRXiv.
Si tratta di uno studio sulla biodistribuzione dei vaccini a RNA nel ratto, nel quale si cerca per l'ennesima volta di accreditare l'idea che gli RNA circolino limitatamente nel corpo e altrettanto limitatamente scompaiano. L'idea è in tal modo di accreditare l'intrinseca sicurezza della tecnica in sé, facendo passare il principio secondo cui, quale che sia il codice RNA inserito, il prodotto sarebbe comunque "sicuro".
Il principio non regge per due ordini di motivi. Il primo, assolutamente ovvio pensado ai vaccini covid, è che se la sequenza di RNA codifica per una tossina, non esiste rassicurazione che tenga. Il secondo, più sottile ma almeno altrettanto importante, è che il metodo per l'identificazione dell'RNA ha una sensibilità del tutto insufficiente e dunque nel momento in cui non identifica più l'RNA è più che probabile che in giro ce ne siano ancora badilate. McKernan, esperto nello specifico ambito, osserva come la sensibilità del metodo (oltre tutto nemmeno descritto in dettaglio nel preprint) sia decine di migliaia di volte inferiore rispetto ad esempio ai metodi per l'identificazione degli acidi nucleici dell'HIV.
Vedremo se e dove questo preprint finirà per essere pubblicato, anche se è più che probabile che non faticherà a trovare una rivista scientifica di primo piano, ricevendo così ulteriore "valore aggiunto" dalla collocazione editoriale.
Nel frattempo, conviene rendersi conto di quale sia una delle principali ragioni per cui l'RNA piace alla gente che piace. L'obiettivo è appunto quello di far passare la tecnologia in sé come multivalente e dunque una volta provata sicura per un RNA (cosa che tantissimi ritengono sia già stato fatto con i vaccini covid), essa potrebbe essere utilizzata per qualsiasi altro RNA sostanzialmente senza ulteriori test di sicurezza. Altro che la gallina dalle uova d'oro!
Insomma, la tecnologia degli RNA ad oggi "tira" ben più della proverbiale coppia di buoi, o dei "cent caval ca trota" bergamaschi, che nell'originale consentono oltre tutto la rima baciata.


Fidati delle rivistone accreditate, idiota!
 
ora e sempre ASSASSINI (semicit)

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Articolo italiano sulla potenziale correlazione tra “vaccini” covid-19 e leucemie.

Complimenti alla dottoressa Gentilini e anche agli altri autori e in particolare al dottor Polikretis che sono riusciti a superare le enormi difficoltà per pubblicare la ricerca dopo l’incredibile serie di 19 rifiuti in massima parte ingiustificati.
 
Ma se per caso dovessero essere classificate così anche in Svizzera, cosa succederà? Amnesia culexiana?
Nooo i sfizzzera no, stanno tutti bene non muore più nessuno ee è risaputo, cosa succede lì succede in tutto il mondo, quindi rimane esempio di salute pubblica mondiale...:cool:
 
É incredibile la difficoltà a pubblicare studi scomodi, nonostante il superamento della revisione tra pari.
Poi l'idiota cita come argomento la mancanza di pubblicazione in "certe" riviste, che magari hanno pubblicato stuid farlocchi poi ritirati. In questo caso la pubblicazione ed il ritiro è visto come segno di controllo e revisione. Lo avesse fatto un'altra rivista, sarebbe stata una macchia indelebile sulla credibilità.
Ma sappiamo che nel 4.0 vige anche la regola 4 pesi 4 misure...
 
IL PROSSIMO SCOOP
Dopo lo studio francese in cui i vaccini riducevano il rischio di morte per qualsiasi causa, incidenti stradali e suicidi compresi, si candida a raccoglierne il testimone questo studio statunitense, appena comparso in preprint su MedRXiv, svolto su ben trenta milioni di persone (ovviamente, dati amministrativi) di cui un tot vaccinate contro il covid con Pfizer, che conclude che il covid aumenta il rischio cardiocerebrovascolare e la vaccinazione Pfizer lo riduce.
Applausi!
Oggi, un post sul blog WMC Research ne evidenzia le molteplici falle logiche e metodologiche, dai conflitti di interesse delgi autori ai criteri di inclusione ed esclusione usati per selezionare i soggetti fino alla confusione sui periodi esaminati e i diversi ceppi virali considerati.
Qui in traduzione automatica in italiano:
Ma non saranno certo queste considerazioni a impedirne la pubblicazione sull'ennesima rivista di "alto profilo".

Le fonti a cui si abbevera l'idiota 4.0
 

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