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Apparentemente potrebbe sembrare una minchiata in salsa reggiana, in realtà nasconde una storia molto più profonda e toccante. Se non la sapete, potrei raccontarvela.
Apparentemente potrebbe sembrare una minchiata in salsa reggiana, in realtà nasconde una storia molto più profonda e toccante. Se non la sapete, potrei raccontarvela.
La festa del rutto è nata dopo la morte di un ragazzo: Marco Ferrari vittima del tumore al midollo osseo. Questo ragazzo faceva parte di un gruppo di simpaticoni. Così, a sua memoria, la compagnia ha iniziato ogni anno ad organizzare questa festa goliardica, in suo ricordo e l’intero ricavato viene utilizzato dal GR.A.D.E.-ONLUS(Gruppo Amici dell’Ematologia), in memoria appunto dell’ing. Marco Ferrari, per l’acquisto di una attrezzatura per l’irradiazione degli emoderivati, del costo di circa 200.000 €, da utilizzare presso l’ospedale S.Maria Nuova di Reggio Emilia per i soggetti sottoposti a trapianto del midollo osseo e per contribuire all’acquisto della risonanza magnetica per l’ospedale di Guastalla.
A volte, le cose che sembrano più stupide, in realtà, nascondono storie molto più profonde.
Grande Stefano (il patron)