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Lo scenario 1824[modifica | modifica wikitesto]
Il cosiddetto "scenario 1824", che prende il nome dalle
elezioni presidenziali del 1824, si presenta qualora nessuno dei candidati ottenga un numero di voti elettorali (grandi elettori) sufficiente per vincere le elezioni
[2], che dal 2017 è di almeno 270. Questo può accadere in due modi: o nel caso in cui più di due candidati ottengano voti elettorali e nessuno raggiunga il 50%, o nel caso in cui i due candidati principali conseguano ciascuno esattamente la metà del
plenum dei voti elettorali, che è attualmente 538. Se i concorrenti ottengono 269 voti ciascuno, significa che nessuno dei due ha raggiunto il "numero magico"; e pertanto occorre procedere in un altro modo. Se nessun candidato raggiunge la maggioranza dei voti elettorali, presidente e vicepresidente vengono scelti in base ai dettami del
XII emendamento. Il presidente è scelto dalla
Camera dei Rappresentanti fra i tre candidati che hanno ricevuto più voti, ma in questa votazione si vota per Stati: i rappresentanti di uno stesso Stato dispongono, collettivamente, di un solo voto. Un secondo ballottaggio per la scelta del vicepresidente si tiene al
Senato, con un voto per ogni senatore.
Nelle elezioni del 1824 ben quattro candidati ricevettero voti nel collegio elettorale:
Andrew Jackson ricevette la maggioranza relativa dei voti elettorali espressi, ma non quella assoluta, e la Camera dei Rappresentanti scelse il suo sfidante
John Quincy Adams in un ballottaggio a tre con anche
William Harris Crawford. Il 1824 rappresenta l'unico esempio di applicazione del XII emendamento per le elezioni presidenziali. In tutte le altre elezioni presidenziali, vi è sempre stato un candidato che ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti elettorali espressi.
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