Alla cortese attenzione di Tashtego

ahi ahi peperencino ne faccio un grande uso
abbastanza il vino rosso che però ho ridotto , niente sport
odio il tennis da me considerato uno sport da 'ricchi' la pari dello sci
ma lì la cosa parte dalla lontana infanzia :-o
mentre me la cavo col nuoto e la bici (che fa male :sad: giovakkino ni dici varcosa !)
 
ExtraMostra. La mela del desiderio di Wes Anderson

4 aprile 2014 · by Barbara Nardacchione · in Arte
In Podlaskie, la Polonia settentrionale, all’interno di un parco nazionale nato nel 1921, è possibile visitare la foresta di Bialowieski. In quegli 11.000 metri quadrati di verde, tra gli alberi secolari, pascolano in libertà centinaia di Zubr, i bisonti europei. Gli Zubr sono il simbolo della regione, l’erba di cui essi si nutrono, precisamente la Hierochloe Odorata, è utilizzata dai produttori di distillati del luogo. Essi infatti, all’interno di ciascuna bottiglia, inseriscono uno lungo e sottile filo d’erba dal colore verde scuro. Quest’ultimo conferisce un aroma preciso alla vodka, che per questo motivo viene chiamata appunto Zubrowka, la “vodka del bisonte”. Questa è la bella storia della Zubrowka nella nostra realtà.
Nel mondo di Wes Anderson invece, Zubrowka è la repubblica in cui si trova il Grand Budapest, il prestigioso albergo in cui il suo ultimo racconto è ambientato. Il regista ci presenta un luogo immaginario battendolo a caratteri capitali sullo schermo subito dopo i titoli di testa. È un primo segnale, che si presenta ai nostri occhi come un monito a prestare attenzione: c’è del vero e c’è del falso. Bisogna essere prudenti nell’identificare l’uno e l’altro. E, come a dimostrazione, attorno a un falso si sviluppa tutta la storia.

M. Gustave, il concierge del Grand Budapest, protagonista del film, riceve in eredità dalla sua defunta amante Madame D., anziana donna ricca e potente, un chef-d’oeuvre di Van Hoytl il giovane, Ragazzo con la mela. Il dipinto ha un valore tale da scatenare l’intera famiglia della defunta contro l’uomo. Si attiva così una reazione a catena di dinamiche, tutte mosse dal desiderio di possesso del prezioso pezzo.
Se volessimo fare una breve analisi del ritratto, potremmo dire che davanti a noi vi è un giovane uomo che si sta avviando alla maturità, probabilmente l’erede di una nobile famiglia. Potremmo cominciare analizzando lo sguardo: il giovane ragazzo ci osserva come consapevole di essere oggetto di uno scrutamento da parte nostra. Quasi come sapesse di far parte della costruzione scenica e quindi giocasse il suo ruolo. Non vi è nell’intento dell’autore il desiderio di scatenare voyeurismo, ma una forte composizione simbolica. La sua è un’espressione consapevole, si percepisce sicurezza nella postura e nei gesti.

Spostandoci dallo sguardo, non soffermandoci sulle pellicce e sui tessuti, ci potremmo focalizzare sul secondo elemento del ritratto: la mela. Il ragazzo tiene la mela tra l’indice e il pollice; è un gesto della mano che ritroviamo in moltissime rappresentazioni che invita alla seduzione.
La mela ha valenza simbolica sia biblicamente che nella tradizione classica: la tentazione di Eva nel Genesi, il frutto del peccato che condanna l’uomo alla mortalità; nel mito invece si allude al pomo della discordia, la mela che Paride avrebbe dovuto assegnare alla dea più bella, in seguito a una disputa tra Era, Afrodite e Atena. Il frutto dunque è oggetto di desiderio, questa sua condizione inevitabilmente scatena il conflitto nei soggetti desideranti. La mela in questione all’interno del film è il quadro stesso, l’oggetto del desiderio di cui ogni personaggio ha paura di essere privato.

La cosa interessante è che né l’autore, né il ritratto sono esistiti nella realtà. Non vi è mai stato nessun Johannes Van Hoytl il giovane, e Ragazzo con la mela è stato realizzato su commissione della 21st Century Fox dall’artista Michael Taylor appositamente per il film.
Nel pensarci, questa consapevolezza rende il dipinto ancora più attraente. Non stiamo considerando un autore, non un capolavoro, ma un vero e proprio feticcio. Nella paura della sua perdita, questo falso diventa essenziale. Verrebbe da domandarsi quanto importante in fondo sia la realtà.
 
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Il premier scende in campo a Firenze. Stavolta non corre per sindaco, ma sul terreno di gioco dello stadio Artemio Franchi per la Partita del Cuore per Emergency. Al suo fianco Dario Nardella, candidato sindaco, e tanti campioni dello sport, fra cui gli idoli della Firenze calcistica: Giancarlo Antognoni, Gabriel Omar Batistuta, Roberto Baggio.
Il 19 maggio la Rai assicura la diretta tv. Un colpo grosso, non solo di immagine (in attesa di capire come giocherà il premier), ma dal punto di vista elettorale: sei giorni dopo si vota per le europee e per le amministrative a Firenze. Traino per Renzi, per Nardella e per il Pd. Con qualche problemino, legato al regime di par condicio: non si potrebbero riprendere politici in eventi di intrattenimento. La Rai potrebbero rivolgersi all’Agcom per capire come fare.
 
I fennec costituiscono l'unica varietà di volpe che si può veramente ritenere parzialmente addomesticabile. Possono essere allevati come dei cani, anche se riescono a scappare molto facilmente. Si tratta infatti di abili scavatori: nel caso si volesse allevare un fennec, bisognerebbe dunque ricorrere a reti ben conficcate nel terreno.
I fennec addomesticati si dimostrano piuttosto socievoli, anche con gli estranei. Estremamente attivi, possono persino rendere esausti gli altri animali domestici a causa della loro vivacità.
Nonostante questo, in molti paesi è illegale possedere un fennec.
 
Locorotondo, malata Sla non soccorsa dalla Asl: è Pasqua
Aiuto, mia madre sta morendo". Dalla Asl, il medico deputato alle urgenze risponde: "Mi spiace, è Pasqua…richiami martedì". Sembra uno scherzo di cattivo gusto ma, stando al racconto del figlio di una malata di Sla, è triste realtà.
La donna è a letto, intubata. E' un paziente che in gergo si definisce "ad alta intensità assistenziale". E' sabato. Il lungo fine settimana pasquale è appena iniziato quando il figlio si rende conto che la cannula tracheostomica era danneggiata e da sostituire. "Un'operazione semplice" riporta Repubblica.it nell'edizione barese "ma che deve fare un medico".
Come da prassi, viene chiamato il numero verde istituito dalla Asl. Non risponde il solito medico ma un collega. "Il dottore è in ferie". Quindi, il gelo: "Può richiamare martedì".


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