"Io penso che la mente abbia un'età indipendente da quella del corpo", spiega veronesi, "ed è quella che più conta per la qualità della longevità. Se noi iniziamo da adolescenti, come ho fatto io, a porci delle domande, a mettere in dubbio tutto, a non dare niente per scontato e a impegnarci per costruire un nostro sistema autonomo di pensiero; se costruiamo per tutta la vita adulta a cercar, studiare, interrogarci; se non ci sentiamo mai "arrivati"; tanto più continueremo a essere mentalmente attivi anche da anziani. Io ho una spirito ribelle, anticonformista: sono portato a trasgredire, cioè a non adeguarmi alle regole che non capisco e non condivido".
Un metodo, la trasgressione, che secondo il professore, sarebbe il segreto per una vita lunga: "Il mio modo di essere e di pensare mi ha fatto spostare le età della vita. Ho creato l'Istituto europeo di oncologia a 65 anni, quando i miei coetanei andavano in pensione, poi la Fondazione per il progresso delle Scienze a 78 anni e oggi a 89 ho ancora nuovi progetti da realizzare".
L'attitudine menale per vivere a lungo? La curiosità, risponde il Professore, ma anche l'amare e sentirsi amati. Ma a sorpresa Veronesi ci mette anche lo stress, "inteso come l'essere molto coinvolti e pieni di obiettivi da raggiungere, sia un fattore pro longevità...Resto convinto che ritirarsi dalla vita attiva sia un fattore aggravante dell'invecchiamento. Io vivo in overbooking permanente".
E l'alimentazione? "Mangio una volta al giorno, poco e rigorosamente vegetariano, ma non ho mai affermato fosse una scelta dettata dalla salute. pratico il digiuno una volta a settimana. È una pausa per il fisico e una forma di controllo del pensiero sul corpo,