Alla cortese attenzione di Tashtego

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Entra di notte nell'appartamento di un uomo e prova a violentarlo nel sonno. Marie Gilman, una donna di 28 anni residente a Washington, ha dichiarato però di non ricordare nulla di quella notte e di non aver mai conosciuto la sua vittima.
La donna, mamma di 3 bambini, soffrirebbe di un disturbo bipolare che spesso la porta ad essere sonnambula. Secondo quanto riportato dal Mirror la vittima si sarebbe svegliata intorno alle 2 del mattino con la donna sopra di lui intenta a violentarlo nel sonno.

L'uomo è riuscito a fuggire dalle mani della donna e ha denunciato la violenza sessuale alla polizia che grazie alle analisi del DNA è riuscita a risalire a Marie. La donna è stata accusata di scasso e stupro e dovrà scontare due anni in libertà vigilata.
 
Questa connessione intestino / cervello è un'area nuova della medicina. Anche il biochimico americano Rob Knight ha detto alla rivista scientifica Nature che il campo "offre tante promesse come quello della ricerca sulle cellule staminali"."Vi è un crescente interesse per la flora intestinale connessa a problemi di salute", conferma il dottor Ayesha Akbar, consulente gastroenterologo all'ospedale di San Marco a Londra. "C'è un enorme numero di batteri intestinali, che, in materia di salute, mantengono un equilibrio. Uno squilibrio è stato collegato a molti disturbi cronici, tra cui la malattia infiammatoria intestinale e l'obesità. Ci sono evidenze che possa essere collegato anche a disturbi psichiatrici o d'umore".
L'interesse della Enders per l'argomento nasce da un'esperienza personale. Racconta la giornalista del Guardian: "Ha incontrato un uomo a una festa il cui respiro era il peggiore che avesse mai annusato". Il giorno dopo il ragazzo si è ucciso. "Il suo intestino malato ha potuto influenzare il suo stato psicologico e mentale", si è chiesta la biologa e si è risposta che probabilmente sì, anche se ammette che i disturbi della depressione sono multifattoriali e non sempre connessi con l'intestino.
Oltre a trattare problemi importanti, nel libro ci sono molte perle divertenti. Ad esempio: sapevate che la nostra saliva contiene un antidolorifico più potente della morfina: l'opiorfina? Ne possediamo solo in piccole quantità, in modo da non essere sempre "fuori di testa". Mangiare, però, ne rilascia di più della sostanza chimica e Enders si chiede se questo possa essere uno dei fattori che fa sì che ci piaccia mangiare. E ancora. L'appendice - che molti credono di nessuna utilità - è in realtà una vera e propria dispensa dei migliori batteri più utili per l'intestino.
 

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