BUND BOND BAND lo stress-test del pork col Tarp del blog di Gipa VM under 69

Il che a mio avviso significa che
- non è corretto prendere per sè l'upside, anche giocandosi il proprio equity, e se le cose vanno male pagano i contribuenti o l'economia reale
- cornerizzare singoli mercati è comunque rischioso, lo faceva anche LTCM e BS, e abbiamo visto che quando la liquidità sparisce sei rovinato
- continuare a ragionare su questi termini significa non aver imparato granche da questa crisi, quindi o si cambiano le regole in modo condiviso o si cambiano...e basta


Gastro , tu e Gipa dite cose giuste...ma c'e chi NON vuole che la situazione cambi , perche' perderebbe tutto.....:rolleyes:
 
Il Tamiflu è eficace se preso subito e in Italia il Mnistero ha scorte sufficienti. Il Messico ha fatto una figura barbina, se ne sono resi conto in ritardo e hanno attivato i sistema di allerta in ritardo. Come gli andrà lì dipende dalla funzionalità delle loro strutture.
In Usa... beh, hanno più di 3000 km di frontiera col Messico...
In Europa, col livello di alert che c'è al momento non vedo grandi pericoli. Per arrivare arriverà dappertutto ma questo non vuol dire che dilaghi.
Non si è ancora ben capito nè il grado di virulenza nè il grado di contagiosità. E se in Messico sono morti perchè non li hanno curati in tempo con l'antivirale giusto.

si davvero al momento si capisce poco.... comunque se hanno lanciato l'allarme vuol dire che qualche rischio c'è... probabilmente a causa della densità della popolazione messicana e dei forti legami con la comunità di lingua ispanica USA.
 
si davvero al momento si capisce poco.... comunque se hanno lanciato l'allarme vuol dire che qualche rischio c'è... probabilmente a causa della densità della popolazione messicana e dei forti legami con la comunità di lingua ispanica USA.
Certo che il rischio c'è e in Messico è alto, idem per gli americani confinanti. Volevo dire che per ora il rischio pratico per noi noi qui è bassissimo, proprio anche per l'alert. I dati che mancano sono quelli del grado di contagiosità e del grado di virulenza, quando ci saranno si potranno fare previsioni più realistiche.
 
OKKIO !

ecco qua belli e serviti
tutti sempre alla ricerca di un motivo :)

Le Borse e la memoria della Sars
Memorie della Sars: i cinesi sono meglio piazzati di chiunque per valutare i rischi dell'epidemia di influenza suina sul fronte economico-finanziario. Nel 2003 la Sars - che partì dalla regione meridionale del Guangdong e si diffuse nel resto del mondo via Hong Kong - portò a diverse settimane di paralisi dell'economia cinese. Alcuni quartieri di Pechino erano soggetti a una semi-quarantena che rallentava ogni attività. Molte multinazionali rimpatriarono i manager che lavoravano in Cina, altre sospesero missioni di viaggio rinviando così importanti investimenti. Turismo, trasporto aereo, crollarono. La "fortuna" in quel caso - oltre a una diffusione del contagio più lenta del temuto - fu che la crisi dell'economia cinese avvenne in un contesto in cui il resto del mondo cresceva. Quindi appena passata la paura della Sars la Cina potè riagganciarsi alla crescita mondiale con le sue esportazioni. Oggi invece l'epidemia dell'influenza suina interviene mentre il mondo intero è in recessione. Per questo le Borse asiatiche temono un bis del 2003 all'ennesima potenza.

Continua - lento e cauto ma inesorabile - lo sganciamento della Cina dal dollaro. L'ultimo segnale è il forte aumento dell'oro nelle riserve valutarie della banca centrale di Pechino. Un aumento che ha contribuito a rilanciare le quotazioni del metallo giallo sui mercati mondiali, soprattutto da quando gli acquisti d'oro cinesi sono stati resi pubblici. E' stato infatti il direttore generale dell'Ufficio Cambi di Pechino, Hu Xiaolian, a rivelare che le riserve aurifere ufficiali sono salite a 1.054 tonnellate, contro le 600 tonnellate del 2003. Il renminbi è ai massimi sul dollaro, per effetto di questi segnali di graduale diversificazione delle riserve valutarie cinesi.

Un'altra presa di distanza dal dollaro è la pressione della Cina - ribadita all'ultimo G20 di Washington - perché il Fondo monetario internazionale si finanzi attraverso l'emissione di obbligazioni sui mercati internazionali. Pechino sarebbe pronto a sottoscrivere una parte di queste obbligazioni, assolvendo così all'impegno di rifinanziare il Fmi impegnato nel salvataggio di vari Stati a rischio di bancarotta. Gli Stati Uniti sono contrari all'opzione-bond e avrebbero preferito un rifinanziamento diretto del Fmi con un aumento delle quote di capitale da parte degli Stati che hanno i mezzi per farlo, come la Cina. Visto da Washington infatti l'arrivo del Fmi come emittente di bond sui mercati mondiali introduce un elemento di concorrenza per il Tesoro Usa, che dovrà collocare emissioni crescenti dei suoi titoli.
 
In nature, influenza viruses circulate continuously among animals, especially birds. Even though such viruses might theoretically develop into pandemic viruses, in Phase 1 no viruses circulating among animals have been reported to cause infections in humans.

In Phase 2 an animal influenza virus circulating among domesticated or wild animals is known to have caused infection in humans, and is therefore considered a potential pandemic threat.

In Phase 3, an animal or human-animal influenza reassortant virus has caused sporadic cases or small clusters of disease in people, but has not resulted in human-to-human transmission sufficient to sustain community-level outbreaks. Limited human-to-human transmission may occur under some circumstances, for example, when there is close contact between an infected person and an unprotected caregiver. However, limited transmission under such restricted circumstances does not indicate that the virus has gained the level of transmissibility among humans necessary to cause a pandemic.

Phase 4 is characterized by verified human-to-human transmission of an animal or human-animal influenza reassortant virus able to cause “community-level outbreaks.” The ability to cause sustained disease outbreaks in a community marks a significant upwards shift in the risk for a pandemic. Any country that suspects or has verified such an event should urgently consult with WHO so that the situation can be jointly assessed and a decision made by the affected country if implementation of a rapid pandemic containment operation is warranted. Phase 4 indicates a significant increase in risk of a pandemic but does not necessarily mean that a pandemic is a forgone conclusion.

Phase 5 is characterized by human-to-human spread of the virus into at least two countries in one WHO region. While most countries will not be affected at this stage, the declaration of Phase 5 is a strong signal that a pandemic is imminent and that the time to finalize the organization, communication, and implementation of the planned mitigation measures is short.

Phase 6, the pandemic phase, is characterized by community level outbreaks in at least one other country in a different WHO region in addition to the criteria defined in Phase 5. Designation of this phase will indicate that a global pandemic is under way.

During the post-peak period, pandemic disease levels in most countries with adequate surveillance will have dropped below peak observed levels. The post-peak period signifies that pandemic activity appears to be decreasing; however, it is uncertain if additional waves will occur and countries will need to be prepared for a second wave.
Previous pandemics have been characterized by waves of activity spread over months. Once the level of disease activity drops, a critical communications task will be to balance this information with the possibility of another wave. Pandemic waves can be separated by months and an immediate “at-ease” signal may be premature.
In the post-pandemic period, influenza disease activity will have returned to levels normally seen for seasonal influenza. It is expected that the pandemic virus will behave as a seasonal influenza A virus. At this stage, it is important to maintain surveillance and update pandemic preparedness and response plans accordingly. An intensive phase of recovery and evaluation may be required.

http://www.flutrackers.com/forum/showthread.php?t=101110
 
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Le Borse e la memoria della Sars
Memorie della Sars: i cinesi sono meglio piazzati di chiunque per valutare i rischi dell'epidemia di influenza suina sul fronte economico-finanziario. Nel 2003 la Sars - che partì dalla regione meridionale del Guangdong e si diffuse nel resto del mondo via Hong Kong - portò a diverse settimane di paralisi dell'economia cinese. Alcuni quartieri di Pechino erano soggetti a una semi-quarantena che rallentava ogni attività. Molte multinazionali rimpatriarono i manager che lavoravano in Cina, altre sospesero missioni di viaggio rinviando così importanti investimenti. Turismo, trasporto aereo, crollarono. La "fortuna" in quel caso - oltre a una diffusione del contagio più lenta del temuto - fu che la crisi dell'economia cinese avvenne in un contesto in cui il resto del mondo cresceva. Quindi appena passata la paura della Sars la Cina potè riagganciarsi alla crescita mondiale con le sue esportazioni. Oggi invece l'epidemia dell'influenza suina interviene mentre il mondo intero è in recessione. Per questo le Borse asiatiche temono un bis del 2003 all'ennesima potenza.

Continua - lento e cauto ma inesorabile - lo sganciamento della Cina dal dollaro. L'ultimo segnale è il forte aumento dell'oro nelle riserve valutarie della banca centrale di Pechino. Un aumento che ha contribuito a rilanciare le quotazioni del metallo giallo sui mercati mondiali, soprattutto da quando gli acquisti d'oro cinesi sono stati resi pubblici. E' stato infatti il direttore generale dell'Ufficio Cambi di Pechino, Hu Xiaolian, a rivelare che le riserve aurifere ufficiali sono salite a 1.054 tonnellate, contro le 600 tonnellate del 2003. Il renminbi è ai massimi sul dollaro, per effetto di questi segnali di graduale diversificazione delle riserve valutarie cinesi.

Un'altra presa di distanza dal dollaro è la pressione della Cina - ribadita all'ultimo G20 di Washington - perché il Fondo monetario internazionale si finanzi attraverso l'emissione di obbligazioni sui mercati internazionali. Pechino sarebbe pronto a sottoscrivere una parte di queste obbligazioni, assolvendo così all'impegno di rifinanziare il Fmi impegnato nel salvataggio di vari Stati a rischio di bancarotta. Gli Stati Uniti sono contrari all'opzione-bond e avrebbero preferito un rifinanziamento diretto del Fmi con un aumento delle quote di capitale da parte degli Stati che hanno i mezzi per farlo, come la Cina. Visto da Washington infatti l'arrivo del Fmi come emittente di bond sui mercati mondiali introduce un elemento di concorrenza per il Tesoro Usa, che dovrà collocare emissioni crescenti dei suoi titoli.

Si storna perchè la spinta si stava esaurendo, si storna perchè la situazione dei mercati è ancora fragile e una possibile pandemia rallenterebbe ulteriormente il commercio mondiale, ma i fattori esterni ai mercati, salvo che non abbiano ripercussioni di medio lungo periodo solitamente vengono riassorbiti e portano ad una conferma del precedente trend quindi se lo storno resterà in piedi solo per la possibile diffusione dell'influenza suina allora il mercato recupererà in fretta, se c'è dell'altro allora è tutto da vedere...
DJIA nel 1918 10,5% di guadagno, all'inizio del 1919 rally di oltre il 30% per la fine della prima guerra mondiale, cioè il mercato andò bene pur in presenza della spagnola perchè il sentiment positivo di uscita dalla prima guerra mondiale sopravanzavano anche una pandemia influenzale che rallentò il ciclo economico per davvero a causò decine di milioni di morti ma che anche grazie ad una scarsa copertura mediatica non ebbe lo stesso effetto della guerra. :rolleyes:
 
Buongiorno a tutti, influenza suina o suini, stress test, inflazione, deflazione, riserve d'oro cinesi a oltre 1000 tn, terremoti etc etc eppure come si può sintetizzare il tutto in poche parole ? Il mondo sta cambiando rapidamente e pochi di noi se ne sono accorti ...

...
"I am fearful of the surplus countries, like China and Germany. I think GDP has been overstated," Hendry added.


"My notion was, you had Bernie Madoff doing US GDP accounting." China "built capacity to serve a world that doesn't exist. We're drowning in capacity. The idea to propose we build more… that ain't a remedy," he explained.

http://www.cnbc.com/id/30447441

I "DIRIGENTI" in generale non amano perdere i benifici, figuriamoci i "DIRIGENTI" del mondo ... ma fino a quando ?
 
Commercio extra-Ue, saldo in positivo grazie a Cina e Opec




Calano, per il terzo mese consecutivo, esportazioni ed importazioni verso i Paesi che non appartengono all'Unione Europea. Le esportazioni, però, scendono meno, con il risultato che a marzo 2009 il saldo commerciale torna in positivo per 176 milioni di euro a fronte del disavanzo di 1.213 milioni registrato a marzo 2008. Lo comunica l'Istat precisando che un avanzo non si registrava dal dicembre 2006 quando il saldo era stato positivo per 397 milioni. Le esportazioni con i Paesi extra Ue segnano un calo del 15% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, le importazioni una flessione del 23,5%. Le esportazioni hanno registrato variazioni tendenziali negative verso tutti i paesi ed aree geoeconomiche, ad eccezione della Cina (+18,1%) e dei paesi dell'Opec (+12,3%).
 

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