Bund e TBond: l'era del cinghiale bianco

gastronomo ha scritto:
Se vuoi aprire un bel ristorantino in sardegna o in liguria hai già lo chef :cool:

in Italia...l'unica cosa che aprirei è un bordello o un coffee shop se le leggi lo permettessero...tutte le altre attività nel mondo in cui viviamo sono destinate al crack...

tasse tasse tasse er budello di su mà...fanno bene gli evasori totali...neanche un euro a ste 4 teste di minkia che ci governano e poi si sputttanano i ns soldi sudati nelle peggio quazzate....

cmq..Gastro se vuoi io apro e tu gestisci un ristorantino in Jamaica...però magno gratis IO :D
 
dan24 ha scritto:
il core businnes è sempre stato opere pubbliche...quindi dalle strade ...a opere di difesa idrica...fognature acquedotti ...poi facciamo un pò di edilizia industriale e civile per privati...con un'altra soc.

i prezzi li fanno gli enti che mettono in gara le opere pubbliche a cui te fai un'offerta al ribasso...

ci sono enti e comuni che sono fermi ancora ai prezzi in lire non ti dico altro...

per la cava no comment :)

la cava è il buzinez di Fleu :P
il futuro è quello che interessa tutti :D

:D sul TS di prima ....
hai visto il manuale di chande postato nel thread dei manuali? :eek:
 
QuickS ha scritto:
ah ok, ho capito :)



















comunque non puoi fare quel discorso sugli stipendi se non sei un operaio, sei un imprenditore e quindi se non li aumenti tu chi li deve aumentare? ..... discorso qualunquista :P ;)

io ho operai che prendono 2500/2800 euro al mese netti...lo sai quanto mi costano al mese? 5000 euro ....quindi la metà va all'operaio e la metà va allo stato...
secondo te non sarei felice di dare 4000 euro all'operaio e niente allo stato?

siamo alla follia..se vi dico che l'italia non ne esce fuori...è la verità...
ci vorrebbe la rivoluzione ma quella vera...colpo di stato...tutti a casa sti pezzenti...e lo stato in mano ai giovani...non a quei 4 rincoglioniti di novantenni al senato
 
f4f ha scritto:
la cava è il buzinez di Fleu :P
il futuro è quello che interessa tutti :D

:D sul TS di prima ....
hai visto il manuale di chande postato nel thread dei manuali? :eek:


dai me la spiegate sta cosa della cava che non ho ancora capito se scherzate o cosa, ne parlate sempre!!!
Fleu dice di fare il gruista e se ne va in inghilterra... :specchio:

per il manuale, mettere il link? :rolleyes:
 
QuickS ha scritto:
dai me la spiegate sta cosa della cava che non ho ancora capito se scherzate o cosa, ne parlate sempre!!!
Fleu dice di fare il gruista e se ne va in inghilterra... :specchio:

per il manuale, mettere il link? :rolleyes:

in pratica Fleu...quando è espatriato dalla Puglia... :D prima di scappare in UK ha fatto per due anni il gruista per me...gli avevo attrezzato la cabina con Notebook collegamento Umts così che poteva anche tradare sulla maialaaa viva... :lol: ma un giorno...mentre stava gruinando ...ha clikkato sbadatamente sul pulsante dello sgancio dei materiali edili...(mentre voleva comprare un contratto sul suino :D )...facendo cadere da 28 mt di altezza un pancale di mattoni...distruggendo il tetto di un capannone in costruzione.

A quel punto ..visto che lo stavo cercando per fargli una gettata di cemento fino alle palle...è scappato in UK...ma ci ho una suqdra di rumeni che lo sta cercando :-o
 
32 ANNI DI EURO
Saturday 09 December 2006
EURO VERSO I MASSIMI
C'era una volta il Marco tedesco. Era la moneta di riferimento in Europa perchè la Germania aveva l'economia più forte. Poi l'Euro ha preso il suo posto e stà diventando in questi ultimi mesi, come il suo predecessore, sempre più forte sul dollaro. Per unire la storia passata al presente presentiamo un grafico daily dal 1973 ad oggi che riporta insieme le quotazioni prima del 2000 in Marchi e poi in Euro.


(Source: dinexcorp.com)


Premessa: quali sono le previsioni sull'euro/usd delle 8 più importanti banche internazionali?
(Plus - Il Sole 24 ore - sabato 9 dicembre 2006)


Euro/usd 30 giugno 2007 31 dicembre 2007
Banca Intesa 1.25 1.28
Barclays Capital 1.32 1.35
Credit Suisse 1.32 1.28
Hsbc 1.37 1.45
Julius Baer 1.20 1.18
Morgan Stanley 1.32 1.24
Societe Generale 1.34 1.32
Ubs 1.34 1.28
Media 1.3025 1.2975

Osserviamo che tra il minimo di 1.18 e il massimo di 1.45 c'è uno scarto del 22.88%; che l'unica banca a vedere un itinerario deciso 'against dollar' guarda caso è l'asiatica Hong Kong and Shanghai Banking Corporation e, infine, che la media delle 16 previsioni si colloca a 1.3025. E che la media delle otto previsioni formulate per la fine del 2007 si colloca a 1.2975. Inoltre solo tre banche su otto vedono un cambio di fine anno superiore a quello di fine semestre, il che, se fosse vero, segnalerebbe una ripresa degli biglietto verde a fine 2007. Eccezione vistosa, una sola banca, la HBSC e non potrebbe essere diversamente dal momento che l'estremo oriente è detentore di dollari. Quindi nessun collasso, nessun crollo per il dollaro secondo le Banche!
Ma veniamo ora al grafico Euro/Marco di lungo periodo. Dall'analisi si può vedere come la storia si ripeta e questo sia utile per capire l'attuale momento del cross Euro Dollaro ed i suoi possibili obiettivi futuri.
} Prima osservazione: attualmente il cross Euro-Dollaro si trova appena sopra una fascia media del grande canale in leggera ascesa che comprende tutte le oscillazioni dal 73 al 2006. Questo significa che l'euro non si trova in una fascia di eccesso sul lungo periodo, ma può salire ancora in tendenza con l'attuale spinta rialzista.
} Seconda osservazione: l'Euro-Marco ha tracciato un grande ciclo di circa 17 anni dal minimo profondo del 1985 (che si risolse con un testa spalle rialzista), al 2002, momento nel quale l'Euro subisce una forte compressione che darà il carburante al successivo ciclo ed al rialzo che arriva fino ai nostri giorni.
} Terza osservazione: c'è una somiglianza tra il ciclo partito nell'85 e quello partito nel 2002. In entrambi i casi in partenza c'è stato un trend deciso al rialzo che è finito in un testa spalle ribassista; dopo qualche oscillazione però, tutte e due le volte è stato rifiutato. Si sa che quando un segnale viene rifiutato vale doppio. Si è formato perciò in seguito un grande canale con minimi e massimi crescenti che è il tunnel nel quale attualmente ci stiamo infilando; tunnel che assomiglia fortemente al canale 1987-93 segnato sul grafico. Per farla breve ora siamo nel 1990 e stiamo andando a prendere i massimi di periodo contro Dollaro. Quali massimi? Infatti i massimi del canale piccolo sono come si vede i massimi assoluti, ma la parte alta del canale storico può arrivare anche a 1.6500, il doppio del minimo dell'anno 2000; minimo segnato a 0.8250 da un grande ordine in acquisto a suo tempo disposto da Saddam Hussein. E le Banche centrali? Alla FED ed alle esportazioni Usa un dollaro leggermente debole, senza scossoni, fa comodo; le altre Banche centrali in questo periodo sembrano astenersi dal fare interventi significativi a favore del dollaro, mentre la Bce ha intrapreso la strada di un lento, ma costante rialzo dei tassi.
Sembra ora azzardato prevedere dei massimi a 1.6500, come anche molto difficile che l'Euro nel lungo periodo ritorni a 1.1000, fino ad alcuni mesi fa ritenuto un valore di equilibrio reale. Al massimo dopo aver toccato la zona 1.4040 - 1.4500 l'euro potrebbe fare un profondo pul-back verso 1.2500, per poi tentare di prendere nuovi massimi, cioè come si diceva 1.6500. Ipotesi esagerata? Non troppo, perchè questo rispecchia quello che esattamente stà succedendo nel mondo dal punto di vista economico. Per parlare come l'uomo della strada: c'è qualcuno che vuol mangiare a sbaffo. Gli USA non vogliono pagare il conto. (vedi la vignetta nella quale un orientale chiede il conto all'americano seduto a tavola, che risponde: quale conto?)

Ci sono Stati che risparmiano e Stati che spendono. Si scrive molto dell’impatto sull’equilibrio globale del surplus dei saldi commerciali di Cina, India e delle altre economie emergenti dell’Est, surplus che finisce in titoli del Tesoro americano, in quello che l’Economist definisce un “vero piano Marshall” del quale sono gli Stati Uniti a beneficiare e i pagatori sono Cina, India, Corea del Sud, e così via. Le riserve monetarie dei Paesi asiatici sono valutate attorno ai 1.700 miliardi di dollari (equivalenti a circa il 10 per cento del Pil americano). I paesi dell'estremo oriente sono grandi detentori di dollari che si deprezzano. Per questo la Cina ha dichiarato di voler ridurre le sue riserve in dollari facendo tremare le gambe al governatore della FED, Bernanke, che è volato subito a Pechino senza ottenere nessun impegno da parte cinese. Usa e Cina continueranno a far a gara per svalutare la moneta nazionale. Dove stà andando la valuta cinese? Si dirige sul dollaro di Hong Kong verso il quale stà disciplinatamente convergendo a 7,78. Quello che però non va bene sono i tassi cinesi al 6,12%, molto più bassi del tasso di crescita cinese, che si aggira attorno al 10% annuo. Per gli europei è sfortunatamente l'esatto contrario.
Lo scenario futuro potrebbe poi inciampare nella caduta del mercato della casa Usa, assieme ai tassi Usa, al dollaro e a tutti gli indebitati del mondo; caduta che si porterebbe dietro le banche del Far East piene di dollari. Oppure il mondo che risparmia (cioè Cina e Giappone) potrebbe rivalutare le proprie monete spingendo i cambi a livelli che farebbero rallentare gli Usa e dopo 12 mesi anche l'Europa. Il Giappone avrebbe però a questo punto il problema di sostenere la Sony senza l'aiuto del cambio contro i concorrenti coreani della Sansung. In questo momento Cina e Giappone (che stà uscendo dalla fase zero dopo un po di pulizia) fanno il bello e cattivo tempo con le fluttuazioni dei loro cambi e sopratutto con il debito americano nelle loro mani, mentre Bernake sembra abbandonare la tipica politica monetaria americana per applicarne una più Keynesiana (più risparmio ed occhio all'inflazione).
E noi? Siamo ingessati anche noi. Abbiamo tutti pagato i costi della unificazione della Germania ricavandone tassi alti quando c'era bisogno di averne di bassi. Oggi l'Euro forte è un grande rischio nel medio periodo. Le dimensioni delle aziende non ci aiutano. Ci sono solo poche grosse aziende tedesche ed olandesi; il resto sono piccole e medie imprese. Ognuno nel mondo vorrebbe la propria moneta sottovalutata per aiutare l'export. I ministri del G8 sicuramente continueranno a cercare ad ogni riunione di convincere giapponesi e cinesi ad alzare i tassi. Forse poi gli americani li abbasseranno al 2,5-3% e gli europei li alzeranno fino al 3,75 per poi abbassarli e stabilizzarli a 3,5%, mentre le materie prime... saliranno.
Anche i produttori di petrolio producono ricchezza, ma questa non va a grande beneficio del dollaro, ma bensì della Sterlina e dell'Oro. E' grande infatti il contributo che il settore petrolifero sta dando all’economia mondiale. Ne beneficia la sterlina, che sulla base di criteri monetaristici puri non dovrebbe avere le quotazioni attuali, sia arrivata a quasi due dollari. Bene ha fatto quindi il governatore Draghi a dirottare, appena insediato, una parte delle riserve delle Banca d'Italia sul Pounds inglese. Molte Banche Nazionali stanno riallocando le riserve a svantaggio del dollaro ed a favore dell'euro e della sterlina. La sterlina inoltre si rafforza con il costante afflusso di petrodollari, frutto del surplus derivante dalle esportazioni petrolifere.
Che Londra sia il porto d’approdo dei petrol-soldi non si può mettere in dubbio. Non c‘è società nell’indice delle prime 250 del Financial Times Index dello Stock Exchange britannico (FTSE 250 Index) che non abbia una cospicua “macchia di petrolio” nel suo capitale. Nei prossimi cinque anni gli Stati del Golfo genereranno un surplus di bilancia commerciale di 500 miliardi di dollari. In linea con il reddito netto di 433 miliardi di dollari dei Paesi produttori del Golfo negli ultimi tre anni, il doppio dei tre anni precedenti, secondo i dati della Banca mondiale. Gran parte di questa liquidità prende la via di Londra e in minor misura delle altre capitali. I paesi produttori di petrolio, vista la continua perdita di valore della divisa americana, mentre stanno lavorando per creare nel tempo (entro 15 anni!) una loro moneta, preferiscono la Sterlina e l'Oro al T-bond. Sanno che sulla testa di ogni americano pesa un debito che s'ingrossa ogni giorno che passa e si stà avvicinando velocemente ai 30.000 dollari (vedi il grafico a destra). Niente di strano quindi che il cross Euro-Dollaro abbia un angolo rialzista simile a quello del debito americano e stia puntando obbiettivi che fanno paura a molti. Sopra i massimi assoluti c'è infatti una prateria sconfinata che non presenta alcun ostacolo consistente per l'Euro-Dollaro. Non potrà succedere certo domani di trovarci in questa situazione di eccesso, ma tra 18 mesi forse saremo più vicini ed il dollaro potrebbe avere qualche serio problema. Problema che alla fine costringerà l'uomo della vignetta ad estrarre il portafoglio nel quale sicuramente c'è anche un mutuo da pagare.
(source: Salex,dinexcorp.com, WSI)
http://dynexcorp.com/images/EURUSD.gif


interessante perchè è datato 9 dicembre 2006....i miei coglionesss....ci siamo direi
 
Usa: Bush; Stiglitz, e' l'Economia Il Vero Fiasco / Ansa





(di Emanuele Riccardi) (ANSA) - NEW YORK, 7 nov - "It's the economy, stupid", è l'economia, stupido. Lo slogan, coniato 15 anni or sono dalla campagna elettorale di Bill Clinton prima di scalzare dalla Casa Bianca George Bush padre, si applica perfettamente all'attuale presidente Usa, George W. Pubblicità


Bush.
Né è convinto il premio Nobel di Economia Joseph Stiglitz, una delle star della prestigiosa Graduate School of Business della Columbia University di New York.
Altro che Iraq, Guantanamo, e gli attacchi contro i diritti civili: il vero fiasco del presidente Bush è l'economia, e gli americani pagheranno la fattura per decenni.
In un lungo articolo su Vanity Fair, Stiglitz, il più brillante allievo di Franco Modigliani, ex vice presidente della Banca Mondiale ed ex consigliere del presidente Bill Clinton, spara a zero contro l'attuale inquilino della Casa Bianca, convinto che ci vorrà almeno una generazione per recuperare il terreno perduto durante i due mandati elettorali dell'ex governatore del Texas.
L'economista statunitense considera Bush il peggiore presidente della Storia o giù di lì. "Fino ad oggi -scrive il premio Nobel- la convinzione generale è che Herbert Hoover, le cui politiche hanno aggravato la Grande Depressione, fosse il candidato naturale per il titolo di 'peggior presidente', almeno per la condotta dell'economia americana. Giunto Franklin Roosevelt, che ha rovesciato le politiche di Hoover, il paese ha iniziato a recuperare".
"Le conseguenze economiche della presidenza Bush -prosegue Stiglitz- sono più insidiose di quelle di Hoover, più difficili da rovesciare e probabilmente dureranno più a lungo".
E' vero che, conclude il docente della Columbia, "non ci sono minacce contro la leadership americana di economia più ricca del mondo", ma è anche vero che "i nostri nipoti dovranno convivere e combattere le conseguenze economiche del signor Bush".
Secondo Stiglitz non bisogna lasciarsi impressionare dal fatto che negli Usa non c'é stata recessione, e che il tasso di disoccupazione, al 4,6 per cento, è invidiato da molti.
Bush viene accusato dal premio Nobel di avere messo a punto una riforma fiscale a beneficio esclusivo dei ricchi, di avere fatto crescere a dismisura il debito pubblico (probabilmente del 70% in 8 anni a gennaio, quando lascerà la Casa Bianca), di avere provocato la crisi nei mutui, di avere conseguito un deficit commerciale record di 850 miliardi di dollari, di avere infine alzato il costo del petrolio portando il dollaro a livelli bassissimi.
Secondo l'economista, le cose andranno ancora peggio in futuro perché in questi sette anni dell'era Bush gli Usa non si sono preparati al domani, con troppo pochi ingegneri e scienziati, e pochi investimenti nella ricerca.
E' ovvio conclude Stiglitz, che l'Iraq ha e avrà serie conseguenze sull'economia: oltre ad aver fatto salire i prezzi del grezzo, la fattura per la guerra potrebbe addirittura toccare i 2mila miliardi di dollari. (ANSA).
 

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