Certificati di investimento - Capitolo 10

No, nella scheda C&D...
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da qui riesci a capire che il sottosatante e' il FTSE MIB net total return??
 
Investire.biz...


🔥 Il nuovo boom dell’AI in Cina non passa dai chip, ma dall’energia

Negli ultimi giorni, a Shanghai, CSI Solar è volata di quasi +40% e TBEA di +35%.
Due nomi che, fino a poco tempo fa, nessuno avrebbe collegato all’intelligenza artificiale.
Eppure oggi, sono i veri protagonisti della nuova corsa all’AI.

🤔 Perché?
Perché i data center che alimentano i modelli di intelligenza artificiale divorano elettricità.
Una quantità immensa.
E la Cina, che sta costruendo centinaia di nuovi centri dati grazie al piano “East-Data, West-Computing”, ha appena aperto un nuovo ciclo energetico pluriennale.

📈 UBS stima un aumento dell’8% della domanda di energia entro il 2028, un’accelerazione che non si vedeva da anni.
E a beneficiarne non sono solo i produttori di elettricità, ma anche:
⚡️ I fornitori di apparecchiature elettriche;
🔋 Le aziende specializzate in accumulo energetico;
☀️ E tutto l’indotto delle rinnovabili.

Il governo cinese sta spingendo per chip AI nazionali e data center alimentati da energia pulita, creando una filiera interna che unisce tecnologia, energia e sovranità industriale.
È una strategia chiara: diventare leader dell’AI, partendo dalle fondamenta energetiche.

In altre parole, mentre in Occidente si guarda solo ai chip, Pechino ha capito che il vero potere — quello che alimenta la corsa all’intelligenza artificiale — non sta nei transistor, ma nei megawatt.

💡 L’AI cinese ha trovato il suo nuovo carburante: l’energia.
E chi saprà cogliere questo trend, oggi, potrebbe trovarsi di fronte alla prossima ondata di crescita “silenziosa” del mercato cinese.
 
ti chiedo la cortesia se puoi di specificare meglio avendo un ctf con in ptf wline, se puoi. Grazie
 
PECHINO, 7 novembre (Reuters) - La Cina ripristinerà l'ammissibilità di tre aziende statunitensi all'esportazione di soia in Cina e rimuoverà la sospensione delle importazioni di tronchi dagli Stati Uniti, a partire dal 10 novembre, ha detto venerdì l'amministrazione doganale.
Le tre aziende statunitensi sono la cooperativa di proprietà degli agricoltori CHS, l'esportatore globale di cereali Louis Dreyfus Company Grains Merchandising e l'operatore del terminale di esportazione dei cereali EGT, secondo quanto detto dalle dogane.
 

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