Certificati di investimento - Capitolo 9

Stato
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"L'economia europea e i suoi cittadini stanno ancora una volta pagando il prezzo dell'incompetenza di Bruxelles.
La decisione sui dazi di ieri degli Stati Uniti ha chiarito una cosa: la Commissione europea avrebbe dovuto negoziare. Hanno avuto due mesi e mezzo di tempo. Non hanno fatto nulla". Lo scrive in un tweet il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó.
"Invece di lavorare con Washington per ridurre i dazi sulle auto dal 10% al 2,5% statunitense, non hanno fatto nulla. Hanno trasformato una questione economica in una questione ideologica e hanno comunque portato a casa migliaia di euro al mese...", aggiunge.


L'ha toccata piano...
 
C&D...


🌍 Dazi, l’euro vola a 1,103 e Trump centra l’obiettivo

In un momento di forte confusione sui mercati, diventa essenziale comprendere gli effetti macroeconomici dei nuovi dazi per orientare in modo efficiente le scelte di allocazione, o anche solo per interpretare correttamente ciò che sta accadendo.

🔹 In apparenza, un aumento delle tariffe dovrebbe rafforzare il dollaro e migliorare la bilancia commerciale. Tuttavia, nella realtà, il meccanismo è più complesso:
I dazi agiscono come uno shock negativo sull’offerta, generando inflazione da costi. Poiché i prezzi aumentano senza una corrispondente crescita della domanda, la Fed tende ad adottare un atteggiamento più prudente, evitando rialzi aggressivi dei tassi nominali.

Risultato: il tasso d’interesse reale (tasso nominale – inflazione attesa, secondo Fisher) si riduce → possibile indebolimento del dollaro. E sembra proprio questo l’obiettivo voluto da Trump, anche in considerazione delle scadenze di trilioni di dollari da rifinanziare ( rendimenti in forte calo sui Treasuries)

Anche l’impatto sulla bilancia commerciale è ambiguo:
• I dazi riducono le importazioni, ma
• Le ritorsioni penalizzano le esportazioni
• Le imprese USA soffrono l’aumento dei costi di produzione, erodendo i margini e la competitività

Un ulteriore punto di attenzione sarà la prossima stagione delle trimestrali: il 70% degli utili delle big cap americane dipende dalle esportazioni. La pressione sui margini sarà al centro dell’attenzione.

Sul fronte della crescita, l’effetto netto è negativo:
• Incertezza → meno investimenti privati
• Aumento dei costi → compressione del PIL

Il rischio concreto è quello di una stagflazione, ovvero una combinazione di crescita debole e inflazione elevata. È una dinamica che si sta già riflettendo in diversi dati macro pubblicati di recente, anche se sarà fondamentale valutare la transitorietà del fenomeno.
 
Trump svela i nuovi dazi: il mondo risponde?

Finalmente sono arrivati i numeri. In occasione del tanto atteso Liberation Day, l’amministrazione Trump ha ufficializzato la nuova ondata di dazi reciproci, colpendo un ampio ventaglio di partner commerciali. Le tariffe variano sensibilmente, ma il messaggio è chiaro: nessuno è al sicuro.

📊 Ecco alcune delle aliquote annunciate:
▪️ Cina: 34%
▪️ Vietnam: 46%
▪️ Cambogia: 49%
▪️ Thailandia: 36%
▪️ Corea del Sud: 25%
▪️ Malesia: 24%
▪️ Taiwan: 32%
▪️ Giappone: 24%
▪️ UE: 20%
▪️ Svizzera: 31%
▪️ Regno Unito: 10%

🧠 Cosa significa tutto questo? È l’inizio di una nuova fase di disaccoppiamento globale, e i mercati stanno cercando di digerirlo in tempo reale. Le tariffe su economie come Vietnam, Cambogia e Thailandia sono particolarmente elevate, segno che la strategia USA punta a colpire la delocalizzazione industriale asiatica. Ma anche alleati storici come Regno Unito, Giappone ed Europa non sono risparmiati.

📌 Occhi ora puntati sulle contromisure: UE, Cina e altri partner reagiranno? E se sì, in che tempi?
📉 L’impatto su crescita globale, inflazione e flussi commerciali sarà tutto da valutare, ma il rischio di frammentazione si fa più concreto.
 
L'infografica ufficiale delle Tariffe annunciate da Trump.


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Top Russian official in Washington for talks on improving ties

(Alliance News) - Russia's top economic negotiator announced Thursday that he was in Washington for talks on improving ties, the highest-level visit by a Kremlin official to the US since Russia invaded Ukraine.

Kirill Dmitriev, the head of Russia's sovereign wealth fund, said he was "holding meetings in Washington with representatives of President Donald Trump's administration", without elaborating.
 
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