LA TREGUA DEI DAZI E' SOLO IN PAUSA PER ORA
Wall Street ha reagito all’accordo USA–UK e alla pausa sui dazi con entusiasmo: azioni su, Treasury giù, rischio recessione apparentemente svanito. Ma attenzione: questa è una lettura superficiale, non supportata da ciò che realmente conta per l’economia e i mercati.
IL PUNTO SUI DAZI: LA PAUSA NON È UNA RINUNCIA
– Il “peggior scenario” (10% su tutto) è già realtà
– Le “paure più nere” del 2 aprile sono solo in stand-by
– Le pause sono di 90 giorni, non cancellazioni
– Acciaio, auto e alluminio restano sotto dazio pieno
Il mercato sconta che queste pause diventino permanenti. Ma non sappiamo nulla dei contenuti degli accordi né della loro sostenibilità politica. E il tempo stringe.

AZIONI TROPPO OTTIMISTE?
La ripresa dell’S&P 500 post-9 aprile è stata violenta (+9,5% in un giorno). Ma con:
– utili sotto pressione per colpa dei dazi
– incertezza sulle assunzioni e sugli investimenti aziendali
– valutazioni elevate (es. Tesla +50% da inizio aprile nonostante revenue in calo)

L’asimmetria rischio/rendimento è tornata sfavorevole sull’equity USA

BOND: LA PARTE LUNGA DELLA CURVA HA ANCORA VALORE
Nonostante il rally dei rendimenti:
– Il 10 anni USA è ai massimi da 3 mesi
– Ma non è da vendere, perché:

Se l’inflazione resta moderata

E la Fed taglia per proteggere il lavoro

I rendimenti a lungo termine possono stabilizzarsi o scendere