Parere su Assisi: convention lunghissima dove si è fatto il punto della situazione, ogni personalità invitata ha espresso delle riflessioni sulle problematiche della società e in merito alle ipotesi di soluzione, si è presentato il partito che avrà come prerogative il "partire dal basso" senza più dover delegare a qualcun altro il potere di rappresentanza. Un partito che per la prima volta vuole parlare di politica piuttosto che andare avanti a slogan, che desidera veramente cambiare la sostanza di quel che non funziona ed agire sulle cause piuttosto che mettere delle pezze a ciò che non va bene (se metti lo sporco sotto il tappeto quello mica scompare). Se andiamo indietro nel tempo, e per essere più chiari, per chi sta protestando che si va in politica, si è sempre detto che per cambiare le cose ci voleva la politica. Per chi protesta per il mancato arrivo del quid, si è partiti due anni fa sostenendo che sia giusto che ogni individuo percepisca un reddito per il solo fatto di esistere, e questo concetto è stato inestricabilmente connesso con le prerogative di fratellanza tra le nazioni del mondo e di rifondazione della società (non prima il quid e poi il resto ma tutta la trasformazione a cui il quid fa da supporto ed esprime il risultato tangibile degli eventi). Per chi se la prende se non arriva, in realtà si arrabbia non per il mancato ottenimento del quid quanto dell'ipotetico arricchimento del fondatore e promotore, per cui il principio del puntare il dito parte da dei presupposti errati: non si ha risentimento per la promessa mancata, ma dall'invidia che anche qualora ci fossero le migliori condizioni e si fosse già partiti anche con il discorso economico, troverebbe sicuramente altre linee negative a cui aggrapparsi e altri motivi di sollecitudine contro qualcuno o qualcosa (non è facile mettere d'accordo gli uomini ed unirli). E non si può nemmeno parlare di promessa perché non è mai stato riferito individualmente alle singole persone un sicuro ottenimento di 1500, ma si è trattato di un parlare "sui generis" che è indicativo della volontà di palesamento e scatenamento di un'idea rifondante. L'invidia non ha fondamento, perché il "fiume di soldi" che andrebbe nelle tasche di quello che definite imbroglione (fiume di soldi che in confronto agli ingaggi che prendono calciatori, rock star, politici, veline, attori, comparse nebulose o faccendieri di professione, sembrerebbe un rigagnolo) non so in che modo se li potrebbe davvero godere, essendo una persona che non mi sembra sia festaiola o si dedichi in chissà quali lussi o stranezze, e che anzi deve sempre rendere conto e sviluppare nuove argomentazioni, trovare nuove idee, elaborare strategie comunicative (non per affabulare ma per coinvolgere). Ed è sicuro quanto ovvio che si gode di più il suo misero stipendio un operaio che senza pensieri si va a fare la birretta la sera sempre nel solito bar.