Con questo post è mia intenzione cominciare ad analizzare la facenda Grecia sotto i diversi punti di vista per condividere, con tutti coloro che seguono il gruppo tramite i forum, quale strada sia meglio intraprendere e con quali motivazioni.
In particolare ci terrei a cominciare dalle banche. Ho visto decine di post e ricevuto tante e-mail di gente che vorrebbe denunciare la propria banca, o di avvocati che si proponevano appunto di intraprendere azioni legali contro le banche.
Cominciamo dal fatto che si potrebbero incriminare le banche secondo due motivazioni (e mi riferisco in maniera generica, e non al caso specifico della Grecia) quando c'è di mezzo un default:
1 - Le trattative al momento dell'acquisto delle obbligazioni e possibili interventi durante la crisi dell'emittente delle stesse obbligazioni.
2 - Il comportamento durante le trattative in caso di recovery (nel caso specifico della Grecia l'adesione o meno alle CACs).
In questo post e per i prossimi giorni vorrei soffermarmi sul punto 1 discutendone con voi e arrivando ad una conclusione tutti insieme.
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Riprendendo il discorso di un’eventuale azione legale contro le banche. Mi pare di capire che siamo tutti d’accordo sul fatto che questa volta, a differenza ad esempio di Argentina e Parmalat, il loro comportamento sia stato “corretto”.
Ho visto che tutti siamo dello stesso pensiero, tranne qualche piccola eccezione, ma grosso modo penso si sia capito che agire contro le banche sia una perdita di tempo.
Abbiamo analizzato il punto 1, ora proviamo ad analizzare il punto 2.
Come si sono comportate le banche quando lo stato greco ha richiesto l’adesione allo swap?
Ho letto da parte di più utenti che non avuto alcuna notizia dalle loro banche e accusano per questo la propria banca.
C’è da dire che i tempi sono stati abbastanza stretti, per alcune banca anche inviare una raccomandata non sarebbe bastato vista la scadenza molto ravvicinata alla notizia dello swap.
Quindi questa mancanza di comunicazione della banca può essere una violazione degli stessi articoli citati nel post precedente. Il fatto è che non si può mirare ad un risarcimento da parte della banca per un semplice motivo: le CACs sono state applicate a tutti senza alcuna esclusione (ovviamente la BCE è da considerarsi fuori perché aveva già sostituito i titoli con emissioni a lei dedicate).
Questo significa che qualunque scelta veniva fatta era da considerarsi “inutile” perché aderire, non aderire, no action o qualunque altra opzione avrebbe portato allo stesso risultato: applicazione delle CACs.
Un’azione di questo genere contro la proprio banca sarebbe potuta diventare utile (o potrebbe diventare utile in futuro, chissà) se ci fosse stata una differenzazione tra chi ha votato a favore, chi contro, chi non si è espresso, ecc.
Ovviamente, se non avete ricevuto alcuna comunicazione dalla vostra banca, adesso potreste avere meno fiducia nei suoi confronti e siete quindi liberi di fare le valigie e cambiare banca.
Se volete comunque denunciare la vostra banca per non avervi avvisato sappiate che loro si difenderanno dicendo appunto che esprimere o meno una decisione è risultato inutile. In ogni caso la banca potrebbe essere soggetta a pagare una penale per non aver avvisato i proprio clienti, ma sia chiaro, questa penale sarebbe come una multa, una piccola cifra, niente a che vedere con il capitale perso.
Quindi per queste motivazioni penso personalmente che le banche siano intoccabili nel caso Grecia. Che pensare ad un’azione legale contro di loro sia una gran perdita di tempo e di soldi (tranne per i singoli casi in qui i le obbligazioni siano state consigliate da dipendenti della banca, vedi post precedente).
Quindi tutti quei “bravi” avvocati che vi dicono di voler denunciare la banca senza nemmeno sapere come stanno le cose non hanno idea di quello che fanno.