tontolina
Forumer storico
Banche Italiane: i primi azionisti
sono gli stranieri
Dopo le acquisizioni di Abn Amro e di Bnp Paribas, le banche estere controllano il 19,1% del credito italiano, mettendo a segno uno storico sorpasso sulle Fondazioni, che ora controllano il 17,1%. E' quanto emerge da un'indagine condotta da Il Sole 24 Ore.
MILANO - Le banche italiane sono già in mano agli stranieri. Gli istituti di credito esteri superano le Fondazioni nel capitale dei nostri gruppi creditizi italiani. E' quanto emerge da un'indagine condotta da Il Sole 24 Ore. Lo storico sorpasso è avvenuto dopo le acquisizioni degli olandesi di Abn Amro e dei francesi di Bnp Paribas che hanno rispettivamente rilevato Antonveneta e Bnl. Il valore delle partecipazioni bancarie in mano agli stranieri è ormai a quota 36,931 miliardi contro i 33,173 miliardi in portafoglio alle Fondazioni. In percentuale la quota del credito italiano che fa capo all'estero è del 19,1% contro il 17,1% degli enti. Alle banche francesi spetta il 47,2% del capitale in mani straniere. Lo storico sorpasso è avvenuto dopo le acquisizioni degli olandesi di Abn Amro e dei francesi di Bnp Paribas che hanno rispettivamente rilevato Antonveneta e Bnl.
E i francesi crescono di peso anche nel capitale della regina delle banche
italiane, Mediobanca. "Il gruppo dei francesi, capitanati da Bollorè e Groupama, ha più del 20% di Mediobanca. Rispetto a poco meno del 10% che hanno sindacato con i soci bancari e industriali italiani", scrive oggi Il Giornale, che spiega come "in sostanza il famoso gruppo C che fa parte di quel patto di sindacato che in mano ha il 55% della banca milanese, dispone di una quota di capitale molto superiore a quanto pubblicamente dichiarato".
Il quotidiano sottolinea che "da più di un anno, i francesi, o chi per loro, stanno rastrellando titoli di Piazzetta Cuccia. Maranghi lo sapeva bene", e aggiunge: "Insomma, oggi Mediobanca e il suo 15% di Generali, presieduta sempre da un super francese come Bernheim, sono più vicine a Parigi che a Roma".
(28 febbraio 2006)
http://letterafinanziaria.repubblica.it/index.jsp?s=primo_piano&l=dettaglio&id=46321
sono gli stranieri
Dopo le acquisizioni di Abn Amro e di Bnp Paribas, le banche estere controllano il 19,1% del credito italiano, mettendo a segno uno storico sorpasso sulle Fondazioni, che ora controllano il 17,1%. E' quanto emerge da un'indagine condotta da Il Sole 24 Ore.
MILANO - Le banche italiane sono già in mano agli stranieri. Gli istituti di credito esteri superano le Fondazioni nel capitale dei nostri gruppi creditizi italiani. E' quanto emerge da un'indagine condotta da Il Sole 24 Ore. Lo storico sorpasso è avvenuto dopo le acquisizioni degli olandesi di Abn Amro e dei francesi di Bnp Paribas che hanno rispettivamente rilevato Antonveneta e Bnl. Il valore delle partecipazioni bancarie in mano agli stranieri è ormai a quota 36,931 miliardi contro i 33,173 miliardi in portafoglio alle Fondazioni. In percentuale la quota del credito italiano che fa capo all'estero è del 19,1% contro il 17,1% degli enti. Alle banche francesi spetta il 47,2% del capitale in mani straniere. Lo storico sorpasso è avvenuto dopo le acquisizioni degli olandesi di Abn Amro e dei francesi di Bnp Paribas che hanno rispettivamente rilevato Antonveneta e Bnl.
E i francesi crescono di peso anche nel capitale della regina delle banche
italiane, Mediobanca. "Il gruppo dei francesi, capitanati da Bollorè e Groupama, ha più del 20% di Mediobanca. Rispetto a poco meno del 10% che hanno sindacato con i soci bancari e industriali italiani", scrive oggi Il Giornale, che spiega come "in sostanza il famoso gruppo C che fa parte di quel patto di sindacato che in mano ha il 55% della banca milanese, dispone di una quota di capitale molto superiore a quanto pubblicamente dichiarato".
Il quotidiano sottolinea che "da più di un anno, i francesi, o chi per loro, stanno rastrellando titoli di Piazzetta Cuccia. Maranghi lo sapeva bene", e aggiunge: "Insomma, oggi Mediobanca e il suo 15% di Generali, presieduta sempre da un super francese come Bernheim, sono più vicine a Parigi che a Roma".
(28 febbraio 2006)
http://letterafinanziaria.repubblica.it/index.jsp?s=primo_piano&l=dettaglio&id=46321