Idee e grafici. - Cap. 2

Nei momenti in cui non ci sono spunti operativi che male c'è a parlare d'altro...? 130 punti di range....

e poi non penso che i motivi per cui non postano più Fib e Papino siano quelli...(parere personale...poi se qualcuno ha delle certezze...)

ma non sono affari miei.....;)

:ciao:


Ah: ovviamente ieri alle primareie, come sempre, hanno vinto tutti... BERSANI, RENZI, VENDOLA, PUPPATO e pure TABACCI!!!!!!!!!

:D robe da matti
 
Ah: ovviamente ieri alle primareie, come sempre, hanno vinto tutti... BERSANI, RENZI, VENDOLA, PUPPATO e pure TABACCI!!!!!!!!!

:D robe da matti
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Fiat Industrial dice addio all'Italia
In Olanda benefici per gli Agnelli


Dopo il via libera alla fusione con Cnh il colosso del Lingotto si traferisce nei Paesi Bassi a caccia di agevolazioni fiscali e societarie nell'interesse degli azionisti di maggioranza. Via libera all'operazione dal comitato di indipendenti

di WALTER GALBIATI Lo leggo dopo
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Sergio Marchionne, Giorgio Napolitano e John Elkann
MILANO - Alla fine è volata in Olanda. Un colosso come Fiat Industrial da 25 miliardi di euro di fatturato non batterà più bandiera italiana e verserà le tasse altrove. Il rilancio prendere o lasciare del numero uno della società, Sergio Marchionne, ha convinto della bontà dell'operazione gli amministratori indipendenti di Cnh, gli unici che potevano impedire la fusione con la casa madre. Di certo grazie all'unione tra Cnh e Fiat Industrial, annunciata oggi, il nuovo gruppo pagherà meno interessi sul debito (gli analisti dicono 150 milioni in meno) ed, essendo più internazionale, avrà anche più accesso ai mercati finanziari. Ma il vantaggio per gli altri portatori di interesse in Fiat (dai fornitori ai lavoratori, dall'Italia ai clienti) è tutto da dimostrare.

Sembrava francamente difficile che uno Special Committee stipendiato da Fiat potesse opporsi a lungo. Tra di loro non c'era nemmeno un italiano, con l'aggravante che di indipendente quegli amministratori non avevano nulla, visto che sono tutti a libro paga di Torino. Sono il professor Thomas Colligan, ex revisore della Pricewaterhouse Cooper, il professor Rolf Jeker, che nella sua vita ha collezionato numerosi incarichi in Svizzera, Jacques Theurillat, avvocato esperto di tasse, il professor Edward Hiler e il banchiere (tra l'altro ex Lehman Brothers) Kenneth Lipper. Sono stati definiti indipendenti, anche se i primi tre
percepiscono, da diversi anni, circa 115mila dollari l'anno da Cnh e gli altri circa 87mila dollari. Per sciogliere la loro riserva e chiarire i loro dubbi si sono avvalsi della consulenza, remunerata sempre da Fiat, di Jp Morgan e di Lazard con l'aiuto dei legali degli studi Cravath, Swaine & Moore LLP, De Brauw Blackstone Westbroek N. V e di Bonelli, Erede & Pappalardo.

Di certo hanno avuto il merito di strappare una maxi cedola da 10 dollari in contanti per azione al temuto Sergio Marchionne che dal canto suo nella trattativa ha messo sul tavolo una minaccia non troppo velata. Se l'operazione non fosse passata, la Fiat Industrial si sarebbe incassata anche lei un dividendo da oltre 2 miliardi di dollari, dando certo un contentino di 290 milioni agli azionisti di minoranza, ma svuotando di fatto la cassa del gruppo americano. Per di più Marchionne aveva minacciato di non garantire più nessuna cedola per il futuro e di rivedere in senso peggiorativo per Cnh tutti gli accordi infragruppo con Fiat. Insomma una spada di Damocle che lo Special Committe ha preferito subito rimuovere.

L'ultima possibilità di bloccare l'operazione è in mano agli Agnelli che, però, hanno annunciato "pieno sostegno all'operazione". Con lo spostamento della sede all'estero, gli azionisti di minoranza di Fiat Industrial si possono sfilare esercitando il diritto di recesso. Se alla Fiat il recesso costerà più di 325 milioni di euro, gli Agnelli potranno decidere il da farsi. Un ampio recesso sembra tuttavia improbabile, tanto quanto un ripensamento da parte della famiglia. Così nel 2013 si assisterà alla prima grande migrazione all'estero della Fiat coi suoi veicoli industriali, prima che si compia quella più attesa dell'auto. Con la fusione societaria, si trasferisce fuori dai confini nazionali la testa della società, mentre la produzione e gli stabilimenti sono già in via di ridimensionamento o di chiusura.

Trasferire l'azienda dall'Italia all'Olanda porterà benefici societari e fiscali, che vanno nell'esclusivo interesse degli azionisti di maggioranza. I principali sono avere azioni con privilegi diversi e risparmiare in tasse. Il primo lo ha confermato la società stessa nel suo annuncio: "Gli azionisti che parteciperanno alle assemblee di Fiat Industrial e di Case New Hollande convocate per deliberare sull'operazione e rimarranno azionisti delle due società fino al completamento della fusione avranno la facoltà, indipendentemente dal voto da loro espresso, di ricevere due voti per ogni azione loro attribuita. Tale diritto sarà valido fino al momento in cui tali azioni saranno cedute. Successivamente alla chiusura dell'operazione, il diritto di ottenere il doppio voto per azione spetterebbe anche ai detentori di azioni a voto singolo che rimarranno azionisti della società per almeno tre anni".

I primi a beneficiarne, non vale neanche la pena di sottolinearlo, saranno gli Agnelli. Con la fusione, la loro quota in Fiat Industrial si diluirebbe dal 30% al 27% (al di sotto della soglia d'Opa), ma il doppio diritto di voto blinderebbe di fatto il controllo della società. Quanto ai benefici fiscali, bisogna attendere i dettagli della fusione, sui quali Marchionne ha mantenuto il più stretto riserbo. Uno dei sistemi più utilizzati per creare holding in Olanda è conosciuto come "dutch sandwich" (il "panino olandese"), che consiste nel collocare una società holding madre nelle Antille Olandesi e la società holding figlia in Olanda, che a sua volta possiede l'operativa collocata in uno stato estero (per esempio, Usa e Italia). Il fine è di avere un beneficio fiscale (fino all'esenzione) sui dividendi prodotti dalle controllate o di avere minori aliquote di imposta.

In Olanda, i dividendi non sono tassati a differenza dell'Italia dove sono esenti solo per il 95%, mentre sul restante 5% si versa al Fisco un'imposta del 27,5%. Equivale a una aliquota dell'1,375% che sui grandi numeri non è irrilevante. Avere gli zoccoli ai piedi vuol dire anche pagare meno royalties sui marchi e sui brevetti (non per niente molte case del lusso hanno le società proprietarie dei marchi con sede in Olanda) e avere a disposizione una serie di accordi con Paesi esteri sulla doppia imposizione più numerosi rispetto a quelli siglati dall'Italia.

Un altro fattore rilevante che ha dato di fatto il via libera all'espatrio delle holding italiane è stata la recente normativa sul congelamento delle plusvalenze latenti. Prima, per trasferire la sede fuori dall'Italia, era necessario pagare subito le tasse sulle plusvalenze che la vendita degli asset della società avrebbe generato. Dallo scorso anno la tassazione è differita nel tempo e viene rimandata al momento della cessione vera e propria dell'asset. Liberi tutti. E Marchionne e gli Agnelli non hanno perso tempo per portare una parte del loro gruppo lontano dai controlli degli ispettori del Fisco italiano.
 
pensa te qui dopo 5 giorni di brute giornate anche con nebbia che mai visto fin ora oggi sole ..:D



PS> managgia a me ero già verde potevo chiudere ma non ho deciso .. speravo meglio :wall::wall::wall::wall: ora sale

Tanto x sparare 2 cazzzzz.....atine visto che non si va ne su ne giù ...

Pensavo, guardando gli indici, ad un movimento laterale/discendente x questa settimana tra 15.600/800 e 15.200/15.000

Dicembre in leggera salitella a rivedere i 16.000 +/-
Gennaio, dopo la prima settimana, discesone da paura :titanic:

Bene, adesso che le ho sparate grosse, vediamo se la sfera :futuro: funziona !!!

:ciao:
 
Un altro fattore rilevante che ha dato di fatto il via libera all'espatrio delle holding italiane è stata la recente normativa sul congelamento delle plusvalenze latenti. Prima, per trasferire la sede fuori dall'Italia, era necessario pagare subito le tasse sulle plusvalenze che la vendita degli asset della società avrebbe generato. Dallo scorso anno la tassazione è differita nel tempo e viene rimandata al momento della cessione vera e propria dell'asset. Liberi tutti. E Marchionne e gli Agnelli non hanno perso tempo per portare una parte del loro gruppo lontano dai controlli degli ispettori del Fisco italiano.


ditemi poi voi se questo paese con questi politici si può ancora salvare
 
Tanto x sparare 2 cazzzzz.....atine visto che non si va ne su ne giù ...

Pensavo, guardando gli indici, ad un movimento laterale/discendente x questa settimana tra 15.600/800 e 15.200/15.000

Dicembre in leggera salitella a rivedere i 16.000 +/-
Gennaio, dopo la prima settimana, discesone da paura :titanic:

Bene, adesso che le ho sparate grosse, vediamo se la sfera :futuro: funziona !!!

:ciao:


siamo in due ..differenza e che io questo declamato rally di natale non lo vedo e non ci credo :rolleyes:
 
News
26/11/2012 12:23
Short su Italia e bancari se Germania ritarderà la Tobin Tax
IG




Crescono i dissidi all'interno dell'eurozona sulla Tobin Tax, dopo l'intervista rilasciata al settimanale Wirtschaftswoche da parte del direttore generale del Fisco tedesco, Michael Sell, sul possibile slittamento dell'applicazione della tassa al 2016. Un elemento non da poco considerando che proprio la Germania ha avanzato per prima questa idea insieme alla Francia. L'applicazione sfasata nel tempo tra i vari Paesi dell'eurozona della tassa potrebbe avere ripercussioni importanti sulle banche dei Paesi che per primi la applicheranno, tra cui l'Italia. Molti operatori potrebbero decidere di spostare la propria operatività sui Paesi nei quali la Tobin Tax non è ancora in essere con conseguente flessione dei ricavi delle banche. Esempi nel passato non mancano e la Svezia è solo quello più recente. In Italia, una simile decisione potrebbe mettere in difficoltà un sistema bancario già fortemente penalizzato dalla crisi e i cui ricavi delle ultime trimestrali sono arrivati sostanzialmente dalle trading unit. Dove trarrebbero profitti le banche italiane in un simile contesto dove prestiti e mutui sono quasi paralizzati e con l'operatività da trading ridotta ai minimi? Il peggioramento dei bilanci che ne deriverebbe, potrebbe richiedere al sistema bancario italiano di aggiustare i requisiti di capitale in linea con quanto richiesto dall'Eba. L'incertezza che regna sui mercati e le recenti operazioni di ricapitalizzazione portate avanti dagli istituti di credito negli ultimi anni renderebbero quasi impossibile racimolare altri fondi sul mercato e lo scenario che si prospetta è simile a quello a cui abbiamo assistito in Spagna questa estate, con l'intervento dell'Europa. , In Italia, ci aspettiamo ripercussioni per il settore bancario, in primis Unicredit e Intesa SanPaolo, i cui conti nei primi 9 mesi dell'anno hanno risentito principalmente dell'effetto positivo derivante dalla componente trading, mentre hanno deluso i margini derivanti dall'attività caratteristica. Su Unicredit, ci aspettiamo che le tensioni nel breve termine potrebbero condurre a un test immediato verso i minimi di inizio ottobre in area 3,21 euro, livello che se dovesse essere sfondato potrebbe alimentare cali sino ai minimi di fine agosto a 3,04 euro. Non escludiamo però ora uno scenario peggiore, con cali che potrebbero estendersi sino a 2,73 se l'applicazione dell'imposta dovesse passare solo in Italia. Peggiore il quadro grafico per Intesa SanPaolo. Riteniamo che il ritorno sui bottom di novembre a quota 1,18-1,17 euro potrebbe incrementare le incertezze e portare a un ritorno verso area 1,08, ultimo baluardo prima del test di 0,95 euro minimi di inizio agosto. Se effettivamente la Germania ritarderà l'applicazione della Tobin Tax, la nostra view rimarrebbe short sull'Italia anche vista la forte componenete del settore bancario nel paniere. Il FtseMib, il principale indice italiano, potrebbe finire tra una settimana al test dei 15.000 punti, livello psicologico importante la cui rottura aprirebbe a una forte perdita di spinta con un test ai 14.460 punti, 50% del ritracciamento di Fibonacci nel rally estivo entro gennaio. Non al momento un ritorno in area 13.000 entro la primavera del 2013. Tensioni potremmo vederle anche sui titoli di Stato, con lo spread che potrebbe ampliarsi sensibilmente verso quota 400 pb. VINCENZO LONGO Market Strategist Fonte: News Trend Online
 

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