ciao, Ale
questa discussione mi stuzzica poiché anche io seguo sempre un schema a 4 tempi, tutavia non ho difficoltà a riconoscere quando ne manca uno o quando uno dei 4 si allunga fino a raddoppiare
credo che la questione sia nel fatto di non riconoscere la differenza fra uno schema solo concettuale, che serve come metodo di analisi, e le oscillazioni reali
certamente non mi propongo di trovare la regola inviolabile che governa i mercati, anche perché non saprei come predefinire se il prossimo ciclo sarà in 3 o 4 tempi
ora per esempio io conto di essere nel secondo tracy di un tracy+1 e che questo è rivolto al ribasso; ne ha ancora per un paio di giorni, salvo troncamenti o allungamenti, e con la sua fine si chiuderà il tracy+1
alla fine del tray+1 il suo schema concettuale sarà chiuso e ne comincia uno nuovo
va da sé che così facendo si bruciano schemi concettuali anche di cicli superiori, quando le oscillazioni si presentano in 3 tempi e questo comporta differenze anche nel conteggio dei cicli annuali
tuttavia sono solo i cicli concettuali che permettono di adottare delle regole logiche certe e di formulare delle aspettative
in altre parole quello che per te è un ciclo di 5 anni di calendario al termine del quale trovi un minimo effettivamente rilevante per i successivi due o tre anni, per me è un ciclo probabilmente di 4 o 8 schemi concettuali di un ordine di grandezza che, solo per comodità e per una certa coincidenza, chiamo annuali (dovrei dire t+5)
comunque, a parte la mia preferenza dovuta alle regole per il controllo delle sequenze che si applicano bene sugli schemi a 4 tempi, non vedo una vera contrapposizione fra le due tecniche nei risultati, soprattutto se coloro che le utilizzano sanno riconoscere i rispettivi punti critici nei quali prestare attenzione, siano veramente padroni della propria lettura e sappiano riconoscere le alternative che esistono
per inciso, non credo che eri in polemica con me, ma ho approfittato per esporre un concetto al quale sono legato
ciao