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Ocse, l'Italia cresce meno del previsto
Ocse, l'Italia cresce meno del previsto
Il Pil si ferma a +0,9% nel 2004 e a +1,9% nel 2005. Nella zona euro invece: +1,6% nel 2004 e +2,4% nel 2005
ROMA - Crescita lenta in Italia dove il Pil, a fine anno, crescerà a un ritmo inferiore all'1% nel 2004 per accelerare all'1,9% solo nel 2005. Un’ulteriore revisione al ribasso delle previsioni di crescita dell’economia italiana giunge dall’Ocse, l'organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico L'organismo che rappresenta i Paesi avanzati ha diffuso oggi l'Economic Outlook, il rapporto sulle prospettive economiche: il Pil, a fine anno, si fermerà allo 0,9% contro l'1,2% indicato dal governo, per accelerare all'1,9% solo nel 2005.
FRENI - Sulle prospettive di crescita per l'Italia aleggiano i fantasmi dei problemi di corporate governance, legati ai crac Cirio e Parmalat, e quelli del debito pubblico.
«La diminuzione del risparmio pubblico e le prospettive di un aumento del debito pubblico potrebbe indurre a una maggior precauzione nei risparmi privati, rallentando quindi la ripresa dei consumi» si legge nel rapporto.
DEFICIT OLTRE IL 3% - L'Ocse mette in guardia anche contro lo sforamento dei parametri di Maastricht. «Tenuto conto delle politiche attuali, la lenta attività economica e l'elevata spesa pubblica - assieme al venir meno degli effetti delle una tantum - potrebbero spingere il deficit italiano al 3,1% del Pil nel 2004 e al 3,9% nel 2005» si legge nell'Outlook. Per evitare di superare il 3%, l’Ocse auspica delle misure di riduzione delle spese. L’inflazione dovrebbe scendere sotto il 2% nella seconda metà del 2004. L'Ocse che si dice però convinta che il carovita «risalirà di nuovo con la ripresa economica». Nel complesso, comunque, l'Ocse prevede che i prezzi al consumo registreranno nel 2004 un +2,2% e un +2,1% nel 2005.
RIPRESA A DUE VELOCITA' - Globalmente le prospettive di crescita economica sono migliorate e la ripresa si sta diffondendo, ma a due velocità: corre negli Usa e in Asia, mentre resta lenta nelle maggiori economie della zona euro, in particolare in Italia e Germania. La diagnosi dell'Ocse rivede comunque al rialzo la crescita dell'area al 3,4% (dal 3% indicato 6 mesi fa) per il 2004 e al 3,3% (3,1%) per il 2005, sottolineando i benefici derivanti dal forte impulso dalle economie asiatiche, Cina in primis. Secondo il rapporto, il Pil degli Stati Uniti avanzerà quest'anno del 4,7%, il prossimo al 3,7%. Per il Giappone, invece, è prevista una crescita del 3% e del 2,8% rispettivamente nel 2004 e nel 2005. Il Pil nella zona euro dovrebbe continuare a crescere attestandosi a +1,6% nel 2004 e a +2,4% nel 2005. Ma, avverte l'organizzazione internazionale, «sono essenziali riforme strutturali».
TASSI: FED SU , BCE GIU' - Per quanto riguarda la politica monetaria, l'Ocse pronostica che la Federal Reserve inizierà a rialzare i tassi Usa nei prossimi mesi, sulla scia della forte crescita statunitense, mentre la stagnante Eurozona vedrà presto un taglio dei propri tassi di circa mezzo punto.
11 maggio 2004 - www.corriere.it
Ocse, l'Italia cresce meno del previsto
Il Pil si ferma a +0,9% nel 2004 e a +1,9% nel 2005. Nella zona euro invece: +1,6% nel 2004 e +2,4% nel 2005
ROMA - Crescita lenta in Italia dove il Pil, a fine anno, crescerà a un ritmo inferiore all'1% nel 2004 per accelerare all'1,9% solo nel 2005. Un’ulteriore revisione al ribasso delle previsioni di crescita dell’economia italiana giunge dall’Ocse, l'organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico L'organismo che rappresenta i Paesi avanzati ha diffuso oggi l'Economic Outlook, il rapporto sulle prospettive economiche: il Pil, a fine anno, si fermerà allo 0,9% contro l'1,2% indicato dal governo, per accelerare all'1,9% solo nel 2005.
FRENI - Sulle prospettive di crescita per l'Italia aleggiano i fantasmi dei problemi di corporate governance, legati ai crac Cirio e Parmalat, e quelli del debito pubblico.
«La diminuzione del risparmio pubblico e le prospettive di un aumento del debito pubblico potrebbe indurre a una maggior precauzione nei risparmi privati, rallentando quindi la ripresa dei consumi» si legge nel rapporto.
DEFICIT OLTRE IL 3% - L'Ocse mette in guardia anche contro lo sforamento dei parametri di Maastricht. «Tenuto conto delle politiche attuali, la lenta attività economica e l'elevata spesa pubblica - assieme al venir meno degli effetti delle una tantum - potrebbero spingere il deficit italiano al 3,1% del Pil nel 2004 e al 3,9% nel 2005» si legge nell'Outlook. Per evitare di superare il 3%, l’Ocse auspica delle misure di riduzione delle spese. L’inflazione dovrebbe scendere sotto il 2% nella seconda metà del 2004. L'Ocse che si dice però convinta che il carovita «risalirà di nuovo con la ripresa economica». Nel complesso, comunque, l'Ocse prevede che i prezzi al consumo registreranno nel 2004 un +2,2% e un +2,1% nel 2005.
RIPRESA A DUE VELOCITA' - Globalmente le prospettive di crescita economica sono migliorate e la ripresa si sta diffondendo, ma a due velocità: corre negli Usa e in Asia, mentre resta lenta nelle maggiori economie della zona euro, in particolare in Italia e Germania. La diagnosi dell'Ocse rivede comunque al rialzo la crescita dell'area al 3,4% (dal 3% indicato 6 mesi fa) per il 2004 e al 3,3% (3,1%) per il 2005, sottolineando i benefici derivanti dal forte impulso dalle economie asiatiche, Cina in primis. Secondo il rapporto, il Pil degli Stati Uniti avanzerà quest'anno del 4,7%, il prossimo al 3,7%. Per il Giappone, invece, è prevista una crescita del 3% e del 2,8% rispettivamente nel 2004 e nel 2005. Il Pil nella zona euro dovrebbe continuare a crescere attestandosi a +1,6% nel 2004 e a +2,4% nel 2005. Ma, avverte l'organizzazione internazionale, «sono essenziali riforme strutturali».
TASSI: FED SU , BCE GIU' - Per quanto riguarda la politica monetaria, l'Ocse pronostica che la Federal Reserve inizierà a rialzare i tassi Usa nei prossimi mesi, sulla scia della forte crescita statunitense, mentre la stagnante Eurozona vedrà presto un taglio dei propri tassi di circa mezzo punto.
11 maggio 2004 - www.corriere.it