News, Dati, Eventi finanziari le NEWS del 27 giugno 2006

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Istat: retribuzioni contrattuali maggio inv m/m +2,6% a/a

Istat: retribuzioni contrattuali maggio inv m/m +2,6% a/a

Nel mese di maggio 2006 l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è risultato pari a 115,4 punti, mostrando una variazione nulla rispetto al mese precedente ed un incremento del 2,6 per cento rispetto a maggio 2005. L'aumento registrato nel periodo gennaio-maggio 2006, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, è del 2,5 per cento.
 
Intel: con nuovo chip Xeon spera di battere Amd

Intel: con nuovo chip Xeon spera di battere Amd


Intel conta molto sul suo nuovo chip Xeon 5100, precedentemente noto sotto il nome di Woodcrest, per tornare leader nel mercato dei semiconduttori. Il colosso statunitense ha fatto sapere che oltre 150 società stanno sviluppando più di 200 piattaforme per pc basate sul nuovo modello Xeon, come per esempio la Pixar, che utilizza spesso server estremamente avanzati per produrre i suoi film di animazione.
I nuovi chip offrono una performance del 30% superiore ai chip precedenti, risparmiando allo stesso tempo energia. Il chip ha riscontrato un grosso successo anche presso la casa automobilistica Bmw e verrà adottato anche da numerosi produttori di pc, come Ibm, Hewlett-Packard, Dell, Rackable Systemse Silicon Graphics. Con lo Xeon Intel intende sorpassare il chip Opteron prodotto dalla rivale Amd.
 
Adidas: venduti 1,5 mln magliette nazionale tedesca

Adidas: venduti 1,5 mln magliette nazionale tedesca

Sull'onda dei successi riportati dalla nazionale tedesca ai mondiali 2006, l'Adidas ha comunicato di aver venduto più di 1,5 milioni di magliette della stessa nazionale.
In occasione dei mondiali del 2002 in Giappone e Corea del Sud, il colosso dell'abbigliamento sportivo aveva venduto 250.000 magliette.
 
Usa: -1,2% vendite unita'' abitative esistenti maggio

Usa: -1,2% vendite unita'' abitative esistenti maggio -2-

Le vendite di nuove unità abitative negli Usa a maggio hanno registrato una flessione dell''1,2% m/m (-6,6% a/a) attestandosi, su base annualizzata, a quota 6,67 mln. Il dato precedente di aprile è stato rivisto da 6,76 a 6,75 mln
 
Usa: indice fiducia consumatori giugno sale a 105,7

Usa: indice fiducia consumatori giugno sale a 105,7

L'indice di fiducia dei consumatori negli Usa a giugno è risultato pari a 105,7 punti (103,5 il consenso degli analisti) evidenziando un rialzo rispetto al dato di maggio rivisto da 103,2 a 104,7.
 
Di Pietro «Bilancio falso all'Anas, va commissariata»

da www.corriere.it:

«Bilancio falso all'Anas, va commissariata» Di Pietro: Padoa Schioppa valuti se non sia opportuno cambiare il vertice, c'è un «buco» di 3,5 miliardi di euro

ROMA - Un «buco» di 3,5 miliardi di euro. Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, sta valutando l'ipotesi di proporre al collega titolare dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, il commissariamento dell'Anas e la sostituzione del suo vertice, ovvero il presidente Vincenzo Pozzi. L'ex pm lo ha fatto sapere nel corso di un'audizione alla commissione Ambiente della Camera. «Ho chiesto al ministro Padoa-Schioppa e al presidente del consiglio Prodi risorse per l'Anas - ha detto Di Pietro -, ma anche di valutare se è il caso di cambiare management». E questo perchè i soldi non vengano gestiti da chi ha creato questa situazione di «dissesto».

«BUCO» DI 3,5 MILIARDI DI EURO - Secondo Di Pietro, qualcuno «ha fatto risultare a bilancio oltre 4 miliardi di euro» che non erano disponibili. Cosicché oggi «il patrimonio netto è minore rispetto all’indebitamento complessivo. Il prossimo amministratore dell’Anas come primo atto dovrebbe portare i documenti in Tribunale». Il problema della mancanza di fondi dell’Anas è nato «a cavallo tra il 2001 e il 2002 quando da ente pubblico fu trasformato in Spa», ha spiegato Di Pietro. Un errore dovuto all’aver destinato gli stessi soldi ad una «duplice attività». E che oggi fa registrare nel bilancio Anas una «differenza negativa di 3,5 miliardi di euro". Nel 2001, ha spiegato Di Pietro, c’erano «12 miliardi e 475 milioni di euro di residui passivi». Anas spa decide di rimodularli: 6 miliardi erano risultati vincolati a lavori effettivamente in corso, mentre 4 miliardi e 475 milioni erano legati ad opere da fare ma non più attuali. «Nel 2003 - ha proseguito il ministro - viene varato un contratto di programma straordinario» e per i 4 miliardi e 475 milioni di euro «viene stilato un elenco di lavori importante da finanziare con questi soldi». «In realtà - ha continuato Di Pietro - di questi 4 miliardi e 475 milioni, 3 miliardi e 763 milioni di euro risultavano invece vincolati a impegni già presi». Non è vero dunque che erano opere che non si facevano più ma erano opere «in corso». Per Di Pietro da ciò è nato tutto: «questo è il motivo per il quale l’Anas non ha i soldi». Al «31 dicembre del 2005 il professor Laghi ha fatto un’analisi dei fondi da cui risultano 19 miliardi di impegni con una copertura per 15,5 miliardi». E dunque mancano 3,5 miliardi di euro.

LE RESPONSABILITA' - «In quanto società per azioni - sono ancora parole del ministro - c'è un problema di responsabilità quale quella di informare». Per questo, dice l'ex magistrato, «abbiamo chiesto al presidente del Consiglio Romano Prodi e al ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa di ripianare i conti e occorre chiedersi se, e in che misura, sia possibile consegnarli allo stesso management: occorre valutare se si deve passare questo denaro a questo o ad un altro management».

SEGNALAZIONE ALLA PROCURA - Nella gestione dell'Anas «ci sono ipotesi da valutare sotto l'aspetto delle false comunicazioni sociali e del falso in bilancio per la parte penalmente rilevante, ma abbiamo anche un patrimonio netto che e meno dell indebitamento, e quindi si impone a chi andra ad amministrare di portare i libri in Tribunale» ha aggiunto Di Pietro. Dopo l'audizione, fermandosi a parlare con i parlamentari, Di Pietro ha spiegato di aver scritto questa mattina, per segnalare i riscontri emersi sulla gestione di Anas, non solo al ministro dell'Economia, ma anche alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti.

IL PONTE SULLO STRETTO - Il ministro ha poi parlato anche del ponte sullo stretto di Messina e ha detto che per dare il via alla realizzazione dell'opera servirebbero 353 milioni di euro. Questi soldi, ha spiegato Di Pietro, «bisogna metterceli anche se non si dà il via perchè il contratto è già fatto».

27 giugno 2006
 

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