Libia

• Gheddafi aveva da poco lanciato la proposta di creare una moneta unica africana IL DINARO ORO e l’unico paese africano che si era opposto, è stata la Repubblica del Sud Africa, che è stata proprio quella che si è presentata a Tripoli per la mediazione con i ribelli e la NATO. Su questa proposta c’è un commento di Sarlosi che l’ha giudicata “una minaccia per l’Umanità”.
• Sia Saddam Hussein che Gheddafi avevano proposto – entrambi sei mesi prima dell’attacco – di scegliere l’Euro ( o il dinaro) come valuta per le transazioni petrolifere.
 
ma la costituzione italiana ....

Libia: Berlusconi, si' a bombardamenti

Libia: Berlusconi, si' a bombardamenti - Top News - ANSA.it

costituzione Art. 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.



evidentemente e' un pezzo di carta che nessuno dei nostri politici ha mai letto


e mi chiedo Napolitano che ci sta a fare? :rolleyes:

Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato, rappresenta l'unità nazionale ed è l'organo al quale è affidato il compito della conservazione e difesa della Costituzione (art. 87 Cost.).

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-19/napolitano-libia-faremo-necessario-143013.shtml


mi domando anche che ci stanno a fare i militari che dovrebbero difendere lo stato italiano, specialmente da questi politici


Obama ringrazia Italia su Libia
Obama ringrazia Italia su Libia - Top News - ANSA.it

occhio Obama che questi prima ti stringono la mano e poi ti pugnalano nella schiena

:rolleyes:
 
sappiamo benissimo cosa pensavano i padri costituenti delle guerre di aggressione e del ruolo delle forze armate nell'italia democratica

di certo non quello che dici tu :censored:
 
Mah.
Prima tuonavano perchè l' Italia nn prendeva posizione,poi tuonavano perchè l'Italia aveva una posizione di mezzo, adesso tuonano perchè l'Italia prende posizione ... rispolverando la Costituzione alla bisogna, ovvio, che nel caso di D'Alema/Serbia ovviamente se ne guardavano ben bene dal citare ...

Ma comunque: c'è già un3d aperto - Libia - se nn erro - + quello sulla politica estera, peccato disperdere info in rivoli ... imho eh.
 
Libia: Berlusconi, si' a bombardamenti

Libia: Berlusconi, si' a bombardamenti - Top News - ANSA.it

costituzione Art. 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.



evidentemente e' un pezzo di carta che nessuno dei nostri politici ha mai letto


e mi chiedo Napolitano che ci sta a fare? :rolleyes:

Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato, rappresenta l'unità nazionale ed è l'organo al quale è affidato il compito della conservazione e difesa della Costituzione (art. 87 Cost.).

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-19/napolitano-libia-faremo-necessario-143013.shtml


mi domando anche che ci stanno a fare i militari che dovrebbero difendere lo stato italiano, specialmente da questi politici


Obama ringrazia Italia su Libia
Obama ringrazia Italia su Libia - Top News - ANSA.it

occhio Obama che questi prima ti stringono la mano e poi ti pugnalano nella schiena

:rolleyes:

Temo che tu di Obama e degli USA + in generale - dove stanno andando or ora e perchè, quali sono i loro interessi strategici e politici, nn ti sei preso sufficenti info...forse è il caso di fare uno sforzo: scopriresti forse che le cose sono un pò cambiate...
Ed anche per la Libia: varrebbe la pena di buttare un' occhio su un' informazione un pochino + estesa - del perchè innanzitutto - di cosa bolliva e bolle nel mondo arabo - Gli interessi USA/Fr./UK/De e perchè l' Italia se ne è stata ferma - Cosa c'entra la Russia in tutto questo discorso -
a tutto c'è una spiega....
 
da PdL contro Silvio: “Sarkozy ce l’ha messo lì!”


PdL contro Silvio: “Sarkozy ce l’ha messo lì!”

Interni

27 aprile 2011 Sul web azzurro fioccano i commenti contro il partito per la decisione di bombardare la Libia

Spaventati, preoccupati, delusi e infuriati. I militanti del Pdl che affollano Spazio azzurro non approvano la politica di Silvio Berlusconi su Parmalat, Libia, immigrati e imputano al premier, senza troppi giri di parole, di aver calato le braghe di fronte a Nicolas Sarkozy: “Baci, abbracci, amicizia, ma la Francia la fa da padrone- scrive un navigatore sul forum ufficiale del partito- e noi la prendiamo in quel posto. Come (quasi) sempre ha ragione Bossi”.

SARKOZY HA VINTO - Un navigatore che si firma Cesen42 boccia su tutta la linea il vertice di ieri tra Francia e Italia: “Sarkozy ha vinto su tutta la linea: Libia, immigrati, Lactalys. Silvio perche’ hai abdicato? Per favorire Draghi e l’Enel che oltretutto non sono tuoi amici? Sono deluso”. A sentire gli umori della bacheca virtuale del Pdl, la decisione di bombardare la Libia: “Sono molto preoccupato e deluso da questo vostro desiderio di fare la guerra alla Libia. Non sono d’accordo che bombardiate i libici. Ripensateci”, chiede uno. “Non facciamoci comandare dalla Francia e dagli Usa. La seconda guerra mondiale e’ finita da un pezzo.
Vediamo di non far cominciare la terza.
L’Italia aborrisce la guerra”, ricorda un altro.

FAVORI A OBAMA - E se da un parte accusano Berlusconi di aver ceduto a Sarkozy, dall’altra gli rinfacciano lo strapotere della Lega nord nelle decisioni del governo. “I leghisti campano sulle disgrazie altrui”, scrivono. “Non possiamo accettare i diktat della Lega- incalzano- dov’e’ la nostra identita’? Loro prendono voti a scapito nostro”. Alkampfer osserva: “L’Italia non deve bombardare. La Lega deve smettere di favorire la sinistra”. Giuseppe, poi, tifa Bossi apertamente: “Presidente, fara’ bene il Carroccio a votare no in merito ai bombardamenti in Libia. Per fare un favore a Obama vi state scordando che e’ stata una nostra colonia”.
LA POLEMICA - Giano B da’ voce ai dubbi: “Noto che la Lega e’ sempre piu’ polemica verso il governo, vedi per esempio bombardamenti Libia. Siamo sicuri della loro fedelta’ nelle prossime amministrative?”. E apre la breccia agli azzurri che di Bossi e compagni ne hanno piene la scatole: “Silvio continua cosi’ e scarica quello zappaterra di Bossi. La Lega e’ una sanguisuga, che rivada nella melma dove stava…”. Oppure: “Bravo Silvio- plaude Roberto Sartorelli- finalmente hai deciso di bombardare Gheddafi; non ti preoccupare di quelli della Lega che se continuano a dire di no perderanno una valanga di voti”.

PARMALAT E DRAGHI - C’e’ poi tutto il capitolo Parmalat, fonte di malumori in tanti pidiellini. Non mancano i fedelissimi che applaudono al savoir faire del presidente del Consiglio, ma sono la minoranza. Per ogni Guido da Grosseto che scrive “Bene Berlusconi al vertice con Francia, concreto e diretto, niente pillole indorate. Pragmatico e realista. Lo vorrei sempre cosi’”; ce ne sono un paio che sbottano: “Ho capito una cosa: per levarci dalle scatole Draghi abbiamo ceduto Parmalat, incamerato immigrati e partecipiamo ad una guerra che regalarera’ il petrolio ai francesi”. Per un pidiellino convinto che “per noi e’ piu’ strategica l’energia di Edison che il latte di Parmalat. Le centrali nucleari si faranno con Edison. Bisogna guardare in lungo”, ce ne sono tanti che ribattono: “Bondi non ha mai voluto ristornare gli azionisti di minoranza Parmalat finanziaria ed ora regala la Parmalat ai francesi di Lactalis. Disgustosamente incapace”. Alessandro e’ netto: “Non possiamo permettere alla Francia di mangiarsi anche Parmalat: sarebbero altri posti di lavoro in meno!”. Giorgio Vermiglio non molla: “Resistere: Parmalat resti italiana, Edison pure. Sarkozy cerca di fregarci anche il gas e petrolio libici azzerando l’opera italiana. E’ immorale bombardare”. Ivonne la butta in polemica: “Per la sinistra la Francia andava bene per Alitalia (pubblica), ma non va bene per Parmalat (privata). Unica linea politica: il contrario di Berlusconi”. (DIRE)


 
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Il cosiddetto “Consiglio” dei “ribelli” ha firmato un contratto segreto con i britannici per pagare 10 milioni di dollari pro-capite per ogni vittima dell’IRA e perché la Libia accetti la responsabilità di Lockerbie. Come se il furto di tutti i soldi all’estero della Libia non fosse abbastanza per i cleptomani dell’Europa, che di fronte al tracollo economico totale si sono ora fissati nel voler saccheggiare le risorse africane, ancora una volta,


da Gli inglesi, tramite accordi segreti, spremono altri soldi dai leader del “Consiglio ribelle” Aurora

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Gli inglesi, tramite accordi segreti, spremono altri soldi dai leader del “Consiglio ribelle”

aprile 29, 2011 di sitoaurora Lascia un commento

Mathaba 2011/04/24
Mustafa Abdul Jalil, presidente del 'consiglio' di Bengasi. Dal 24 aprile, dopo che sono state pubblicate notizie sulla sua morte, non si hanno notizie su di lui, mentre i media non fanno più cenno alla leadership antigheddafi.

Il cosiddetto “Consiglio” deiribelli (continuano a cambiarne il nome in quanto non riescono ad accordarsi) ha firmato un contratto segreto con i britannici per pagare 10 milioni di dollari pro-capite per ogni vittima dell’IRA e perché la Libia accetti la responsabilità di Lockerbie. Come se il furto di tutti i soldi all’estero della Libia non fosse abbastanza per i cleptomani dell’Europa, che di fronte al tracollo economico totale si sono ora fissati nel voler saccheggiare le risorse africane, ancora una volta, i britannici hanno costretto i loro “ribelli” di Bengasi a siglare qualsiasi cosa sia necessaria per mettere le mani su una parte di quei soldi, divenendo sempre più i servili fantocci dei loro padroni.

L’amministrazione ribelle di Bengasi ha detto che ha firmato delle scuse per “il ruolo del regime di Gheddafi negli attentati dell’IRA e per l’attentato di Lockerbie, sotto la pressione del governo britannico“, e che il documento è il risultato un “malinteso“.
Chiestogli di spiegare come possa essere un “malinteso” firmare un simile “mostruoso documento“, fonti hanno detto che non era destinato a diventare pubblico, e che i ribelli erano ansiosi di fare tutto quello che gli è stato detto dagli inglesi, al fine di averne il sostegno.

Dopo aver inizialmente negato perfino che il documento esistesse, i ribelli che guidano il “Consiglio rivoluzionario” hanno riconosciuto che il suo presidente, Mustafa Abdul Jalil, aveva infatti firmato delle scuse a nome di tutto il popolo libico (!)

Per “la fornitura da Gheddafi del Semtex utilizzato dagli attentati dell’IRA e per l’esplosione del volo Pan Am nel 1988.” Hanno inoltre promesso una compensazione, per una somma di 10 milioni di dollari per ogni vittima dell’IRA. Questa è la stessa somma di denaro pagata nel precedente accordo di Lockerbie, in cambio delle relazioni con gli Stati Uniti, per ciascuna delle famiglie statunitensi che hanno perso un familiare sul volo Pan Am 103, anche se la compagnia aerea era stato avvertito che una bomba del MOSSAD era presente a bordo, ma scelsero di informare solo i vip, che cambiarono il volo. La maggior parte dei passeggeri, erano studenti poveri statunitensi che stavano tornando a casa per Natale e che erano rimasti in attesa di qualche cancellazione.
L’Occidente deve all’Africa già 777.000 miliardi di dollari, non pagati, per le vittime delle schiavitù, richiesta che il leader libico Mu’ammar Gheddafi ha sostenuto.

Gli osservatori sottolineano che la Libia e gli altri hanno ora il prezzo da richiedere per ogni testa delle vittime della NATO in tutto il mondo, anche per la Serbia, Iraq, Afghanistan, Costa d’Avorio, Sudan, Somalia, Pakistan e ora la Libia.

Nel tentativo di spiegare il documento, dopo che era diventato pubblico, i ribelli libici hanno concordato con i britannici di rivendicare che la sua firma è il risultato di “divisione e confusione sulla dichiarazione“, e persino di dare la colpa a “una traduzione errata“, con i funzionari del Consiglio che aggiungevano che “la questione della responsabilità del governo libico, per gli attentati in Gran Bretagna, si è avuta solo perché è stata imposta all’amministrazione rivoluzionaria dagli inglesi.”



I funzionari Libici del Consiglio ribelle, privatamente hanno detto che il Foreign Office britannico ha spinto Jalil ad invitare un avvocato inglese, Jason McCue, capo della Libya Victims Initiative, a Bengasi. McCue è arrivato a dire che era alla ricerca di “scuse inequivocabili” a nome del popolo libico e del risarcimento 10 milioni di dollari per ogni morto negli attentati dell’IRA. Tutte le sue richieste sono state accolte da Jalil.



Jalil settimane prima aveva da subito indicato ai media europei, nei primi giorni della rivolta, quando si dimise da ministro della Giustizia della Libia, e si unì alla coalizione ribelle, che “sapeva che Gheddafi era responsabile per l’attentato di Lockerbie“, cosa che inizialmente provocò derisione tra gli osservatori del processo Lockerbie, che ne avevano stabilito, al di là di ogni dubbio, l’innocenza della Libia.



Gli inglesi erano sotto forti pressioni per compensare l’errata condanna della Libia per l’attentato, e questo è stato uno dei motivi che li hanno spinto a tentare finalmente di rovesciare la leadership libica, insieme all’assenza dalla banca centrale della Libia, i progetti giganteschi per sviluppare le infrastrutture per la salute, le comunicazioni e gli istituti scolastici, l’acqua e il petrolio dell’Africa.
I “funzionari” del Consiglio, hanno detto che essi ritenevano che McCue lavorasse con un team di diplomatici inglesi a Bengasi, guidati dall’ambasciatore della Gran Bretagna a Roma, Christopher Prentice. Prentice ha rifiutato di parlare con la stampa. Un “portavoce” del Consiglio, Essam Gheriani, ha detto che Jalil ha avuto “poca scelta se non firmarlo per conto dei tentativi dell’amministrazione ribelle di avere il riconoscimento diplomatico e ottenere l’accesso ai fondi congelati d’oltremare, di cui hanno un disperato bisogno“.
La Gran Bretagna trattiene, inoltre, circa £ 100.000.000 in moneta libica, sequestrati da una nave, utilizzata come zuccherino da consegnare all’amministrazione dei ribelli, che è alla disperata ricerca di fondi per pagare le attività gli stipendi, nonché per le importazioni di cibo, del prossimo mese.
Quattro paesi – Francia, Italia, Qatar e una società petrolifera di una provincia irachena, denominata “Kuwait“, – hanno riconosciuto il Consiglio di transizione terrorista “ribelle“, come il governo de facto della Libia. Oltre l’inviato britannico, vi sono le missioni diplomatiche di diversi altri paesi, compresa la Turchia, così come una delegazione dell’UE in visita Bengasi.



Il consiglio conduce il gioco dello scaricabarile, e i criminali rilasciati dalle prigioni di Bengasi, nella confusione e nella rabbia causate da cecchini con passaporto francese posizionati negli edifici, che hanno sparato a manifestanti pacifici mentre stavano marciando a sostegno delle insurrezioni tunisina e egiziana. Questo insieme di voci, che si sono diffuse rapidamente, si sono trasformate nel caos che è stato usato per liberare i prigionieri, a condizione che si unissero alla ribellione. I criminali rilasciati comprendono un gran numero di tossicodipendenti, il Gruppo combattente islamico libico e di altri da “al-Qaida” di Tunisia, Algeria ed Egitto, come pure i trafficanti di esseri umani, i criminali sessuali, psicopatici e criminali comuni.

Gheriani ha riconosciuto che la pressione era dovuta dalla disperata ricerca di un riconoscimento, non da Allah, come i ribelli che sostengono di combattere per l’Islam, ma per essere in grado di ricevere denaro, che dopo tutto era loro anche prima di cominciare. La posizione pietosa dei ribelli, come schiavi dei loro padroni della NATO, e la loro disponibilità a firmare qualsiasi cosa in nome di tutto il popolo libico, ha creato ulteriori derisioni.

Ieri, manifestazioni di cittadini arrabbiati, ha avuto luogo a Bengasi, dove oltre 7.000 cittadini sono stati già sequestrati dalle bande ribelli, molti dei quali uccisi o scomparsi, tra cui Omar Sodani, un medico nero libico dell’ospedale di Bengasi.
La scena internazionale è la più importante per il momento, più importante del fronte militare“, ha detto Gheriani. “Abbiamo bisogno di quei beni congelati. Essi saranno congelati fino a quando non avranno un corpo legittimo cui possono essere consegnati, quindi abbiamo bisogno di un riconoscimento. Ciò è essenziale per noi“.





I ribelli stanno negoziando anche con con un inviato statunitense a Bengasi, Chris Stevens, che ha prestato servizio presso l’ambasciata statunitense a Tripoli, finché non fu arrestato. Gli Stati Uniti possiedono “circa 30.000.000.000” di dollari di attività libiche congelate, molte delle quali sono state stanziato per progetti di sviluppo in Africa.
Gli Stati Uniti difficilmente daranno il pieno riconoscimento diplomatico all’amministrazione ribelle, nel breve termine, a causa dell’imbarazzo delle rivelazioni sul coinvolgimento della CIA, ancora una volta dalla parte degli idioti islamisti che ritengono che il piccolo Libro Verde Gheddafi un tentativo di ri-scrivere il Santo Corano (!), ma un portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, ha detto che Washington era alla ricerca di modi per dare parte di quel denaro a favore il Consiglio rivoluzionario. “Vedremo alcuni modi per permettergli di adempiere ad alcune delle loro esigenze finanziarie, e come poterli aiutare a farlo attraverso la comunità internazionale, vista la sfida delle sanzioni“, ha detto.
Chiaramente per “soddisfacimento dei bisogni finanziari” si intende la creazione di una banca centrale privata, qualcosa che i ribelli hanno già fatto, così come la richiesta per un prestito di 2 miliardi dollari. La storia viene fatta per davvero in Libia, in una proporzione d’incredibile idiozia anarchica, con una certa disposizione a vendere la propria nazione ai paesi in bancarotta dell’alleanza del Nord Atlantico.
Stevens cerca impegni specifici per futuri sistema democratico, rispetto dei diritti umani e impegno nella lotta contro al-Qaida. Tuttavia, la forma più avanzata di democrazia nel mondo di oggi, quella del sistema congressuale a-partito partecipativo diretto, come spiegato nel Libro Verde, che era attuato in Libia, non è all’ordine del giorno. La forma occidentale della democrazia “rappresentativa” multipartitica, che consente agli interessi esterni di sostenere una fazione contro l’altra, è l’unica sul tavolo.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru
 
ComeDonChisciotte - GLI STATI UNITI RISCHIANO UNA GUERRA CON CINA E RUSSIA

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FONTE: PRESS TV

Intervista a Paul Craig Roberts

Sebbene le rivolte in Tunisia ed Egitto abbiano colto di sorpresa gli Stati Uniti, qualcuno ipotizza che ci siano proprio loro dietro le ribellioni in Libia e Siria. Intanto, anche Cina e Russia osservano gli sviluppi della situazione.

Press TV: Si dice che ai vertici di Washington sia stato consigliato di armare i ribelli in Libia. Ritiene che sia una buona idea?

Paul Craig Roberts: Li stanno già armando. C’è qualcosa di unico nella rivolta in Libia. Non è una sollevazione pacifica; non sta avendo luogo nella capitale; si tratta di una ribellione armata della parte orientale del paese. Sappiamo che la CIA è coinvolta direttamente, sul campo, quindi sono già armati.Press TV: Che analogie vede tra questo intervento militare e...................
 
venerdì, 29 aprile 2011
TACCHINI E SOMARI di G.P.





Anche le bombe sono intelligenti se paragonate alla nostra classe dirigente. Gli ordigni sbagliano di qualche metro, i nostri governanti di qualche secolo. Le prime si fanno sentire senza troppe chiacchiere, i secondi fiatano a vanvera strozzando la verità con una fraseologia ipocrita e vergognosa.

Così ci tocca pure raccogliere lo sdegno del Ministro degli Esteri Frattini, un’aquila della diplomazia che del pennuto ha solo il cervello, il quale in barba a qualsiasi principio democratico si dice seccato per un eventuale voto del parlamento sui raid dei jet italiani contro la Libia.

Tutto previsto dalla risoluzione ONU 1973 afferma Frattini, mentre il Ministro della Difesa La Russa, un altro strano animale con la raucedine dei felini e la sveltezza di mente dei somari, prega la stampa di non chiamare bombardamenti gli interventi chirurgici che i nostri piloti stanno per compiere sul Paese Nordafricano.

In pratica, noi italiani mandiamo i chirurghi nell’aria e i soldati nelle sale operatorie. Sarà per questo che le guerre ci vengono male.
Ma La Russa non demorde e ribadisce: “Continuare a parlare di bombardamenti a me sembra fuorviante, e tanto più lo è il desumere, dall’improprio utilizzo di questo termine approssimativo un sostanziale cambio di strategia delle nostre forze”.
Letterale signori e non vi sforzate di capire.
La formula è bertinottiana, cioè del Bertinotti interpretato da Corrado Guzzanti che alla fine di ogni sproloquio affermava tra gli applausi del pubblico rintontito dalle parole: “ho detto un mare di cazzate, non so neanche quel che sto dicendo”.
Appunto, Egregio Ministro, tutte cazzate sesquipedali che soltanto il "coniglio" dei ministri poteva asseverare.
Eppure i dioscuri ministeriali ripetono alla pubblica opinione che l’Italia ha un ruolo decisivo in questo conflitto per la libertà dei popoli del mediterraneo e che da ciò trarremo grandi vantaggi al momento della ricostruzione.
Nel frattempo però le nostre imprese si lamentano per i contratti già firmati con i libici e sepolti sotto i bombardamenti occidentali e per gli investimenti e le opportunità incenerite. Lo ha rammentato ieri Alfredo Cestari, presidente della camera di commercio ItalAfrica Centrale. Per noi italiani si parla di un crollo del giro d’affari nell’area del 50-70%. Ma i due ribadiscono che in questo conflitto ci stiamo comportando correttamente e che il consiglio dei ribelli ne terrà conto.
Frattanto che aspettiamo la ricompensa dagli scalmanati di Bengasi eterodiretti dai francesi, i cugini-serpenti si prendono tutta la Libia firmando con gli insorti un memorandum d’intesa per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi. L’Eni verrà estromessa dai pozzi più redditizi quando appena qualche mese fa le imprese d’oltralpe non riuscivano nemmeno a piazzare una pompa di benzina nella zona. Le rodomontate di Frattini e di La Russa segnalano in che mani abbiamo messo la nostra politica estera e quella della difesa. Da poveri italiani, come diceva il Generale De Gualle, rischiamo di diventare italiani poveri, come sanno i nostri concittadini.
E tutto questo per lanciare la carriera ad un tacchino travestito da rapace e ad un equide camuffato da felino. Che un Paese sia diventato forte e rispettato per i gloglottii e per i ragli di presunti uomini di Stato non si è mai visto da nessuna parte. E nemmeno questa volta si vedrà.
 
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