ETC Natural Gas

magari arriva una perturbazione di aria gelida e tutto cambia.
prima o poi arrivera' bene......


Qua' ci vuole un terremoto ,,,,,un sisma in mezzo al Golfo ,,,,con scosse di assestamento per almeno 15 giorni ,,,,,cosi sono costretti a chiudere le trivelle ,,,,,,,per forza e non perche' lo decidono loro . :rolleyes::rolleyes:
 
vediamolo un po sto gas malefico

sull'orario situazione ancora in SHORT, nuovo minimo 3,2885$ chiusura a 3,3155$ sotto supporto viola, non un bel segnale, lo avevo detto anche venerdi che sarebbe stato preferibile stare sopra quel supporto, certo ora puo' fare una pull back e ripartire anche stando sotto ma a me piace star sopra :)

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il daily mi sembra chiarissimo, piu discesa di questa che c'e' ? SHORT di brevissimo-breve e medio metto due grafici giusto per capire come stiamo messi e da quanto tempo

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questo secondo grafico lo metto per i posteri, il LONG e' finito il 10/06/2011 e da li e' iniziata la fase SHORT che ancora dura

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ora vediamo la fase attuale nel dettaglio, siamo alla 30a barra mensile, ne potremmo fare altre 2 a chiudere il mensile (quindi potremmo ancora scendere) oppure potremmo ripartire alla grande chiudendolo con il minimo di venerdi, indovinate da chi dipende ? non da noi ovviamente :)

per ora lascio gli intermedi segnati cosi, ma non sono convinto che siano esatti, ma devo aspettare almeno la chiusura del mensile con la ripartenza del nuovo per capire come muovermi

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infine la solita view di sempre, anche questa necessita di verifiche che avremo solo quando partiremo per la fase long

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analizziamo il crude, settimana con chiusura al ribasso forse a chiudere il mensile in atto (anche se forse il conteggio non e' esatto, ma ci arriveremo dopo), sull'orario abbiamo chiuso sopra il supporto a 97$ vedremo se continuera' a scendere ancora (a conferma della mia ipotesi che il nuovo mensile e' al ribasso e quindi il conteggio attuale errato) oppure salira' indicando un nuovo mensile in atto con conferma del conteggio attuale

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il daily ci mostra la fase LONG terminata da poco (2 giorni) e la fase SHORT di brevissimo in atto, notiamo anche la rottura della 1a tline rialzista e del supporto a 98,18$ ma per confermare lo SHORT di breve necessitiamo la rottura del supporto a 97,xx$ e della 2a tline rialzista 96,xx$

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ora vediamo da vicino la fase attuale, siamo alla barra 33 del mensile, quindi o chiudiamo qui il mensile (che significa che nei prossimi giorni andiamo di nuovo UP) oppure se continuiamo a scendere nei prossimi giorni vuol dire che il conteggio del mensile e' errato che il mensile e' gia finito da un po' ed e' iniziato un mensile al ribasso e questo potrebbe starci tutto anche perche' come vedremo dopo secondo la mia view dovremmo scendere per onda c BLUE (formata da 5 sottoonde di cui questa iniziata sarebbe la 3a)

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infine la view globale con segnata onda III (quella attualmente in corso) con target finale di 65-70$ ovviamente tutto da confermare, ci sono supporti da rompere a go-go

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LOS ANGELES
Una nuova crisi di bilancio si sta profilando all'orizzonte in America, con conseguenze imprevedibili sui mercati, sui tassi di interesse, sul rating degli Stati Uniti e sul futuro dell'economia. Mancano infatti cinque giorni alla scadenza entro cui il supercomitato bipartisan sul deficit deve presentare un piano per ridurre di 1.200 miliardi di dollari i disavanzi dei prossimi 10 anni, pena l'entrata in vigore nel 2013 di tagli automatici dello stesso importo delle spese pubbliche, suddivisi al 50% tra spese militari e civili. La probabilità che ci riesca entro mercoledì prossimo si sta rapidamente avvvicinando a zero.
Nemmeno lo spauracchio dei tagli automatici potrebbe essere sufficiente a persuadere i sei repubblicani e i sei democratici a raggiungere un compromesso. I tagli automatici infatti sono troppo lontani nel tempo per mettere i parlamentari con le spalle al muro, e l'esperienza recente insegna che solo in queste condizioni il Parlamento Usa è in grado di chiudere con successo un negoziato su questioni fiscali. Ci è riuscito in aprile, quando il rischio di una chiusura del governo portò al primo accordo preliminare sul deficit, e ci è riuscito di nuovo in agosto, quando il rischio di default obbligò il Congresso a raggiungere un secondo compromesso parziale. Nell'ambito del patto di agosto fu creata il supercomitato e l'espediente dei tagli automatici in caso di fallimento dei negoziati.
Nel frattempo il debito americano ha sfondato questa settimana la soglia dei 15mila miliardi di dollari e per la prima volta dalla seconda guerra mondiale ha raggiunto il 100% del Pil. Nemmeno questo record ha smosso i due partiti dalle posizioni su cui sono arroccati da mesi: i repubblicani continuano ad opporsi a qualsiasi aumento delle tasse mentre i democratici insistono per un mix di tagli alle spese e aumenti delle tasse nel nome dell'equità fiscale.
A un anno dalle elezioni presidenziali l'incentivo ad adottare misure potenzialmente impopolari come la riduzione delle pensioni e delle spese sanitarie, due riforme considerate inevitabili per risanare le finanze pubbliche, è assai basso; e per questo motivo a Washington molti prevedono che anche i 12 del supercomitato finiranno per gettare la spugna e rimandare i negoziati a dopo le elezioni. Pochi in Parlamento temono un nuovo downgrade degli Stati Uniti, dato che i tagli ai deficit entreranno in vigore in un modo o nell'altro nel 2013, vuoi per via automatica o discrezionale. Ma la paralisi politica è stata la ragione principale del downgrade di Standard and Poor's in agosto, e questa volta potrebbe convincere Fitch e Moody's a fare lo stesso.
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