Ue e Nato: abbattere i jet russi. Ma spaventa il ruolo degli Usa
FRONTE ORIENTALE Il premier polacco Tusk accusa indirettamente Trump di voler abbandonare gli alleati
Sabato Angieri
Il giorno dopo le dichiarazioni di Trump sull’Ucraina che potrebbe riconquistare «tutto il suo territorio» e «vincere»,
l’Europa si interroga sulle conseguenze dell’ennesima giravolta della Casa bianca.
L’inciso «con l’aiuto degli stati europei», pronunciato dal tycoon come se fosse una cosa da niente, non è sfuggito ai governanti del Vecchio continente.
«IL PRESIDENTE TRUMP ha affermato che l’Ucraina, con il sostegno dell’Unione Europea, potrebbe riconquistare tutto il suo territorio. Dietro questo sorprendente ottimismo si nasconde
l’annuncio di un minore coinvolgimento degli Stati Uniti e il trasferimento della responsabilità di porre fine alla guerra all’Europa.
Meglio la verità che le illusioni». Ha scritto su Twitter il premier polacco
Donald Tusk, lo stesso che negli ultimi mesi si è espresso più volte a favore di un intervento diretto della Nato contro Mosca e che
si era dichiarato favorevole ad abbattere velivoli russi nei propri cieli, ma solo «insieme agli alleati della Nato».
A differenza della presidente della Commissione europea Von der Leyen – che alla Cnn ha dichiarato «se c’è un’intrusione nello spazio aereo, dopo un avvertimento, dopo essere stati molto chiari, ovviamente l’opzione di abbattere un jet che sta violando il nostro spazio aereo è sul tavolo» – Tusk non si mostra più così deciso.
Chi si prenderà la responsabilità di un eventuale atto di guerra contro la Russia se gli Usa si tirano indietro? Del resto, ai giornalisti che lo incalzavano sull’eventuale intervento degli Stati uniti in caso di uno scontro diretto con il Cremlino, Trump aveva risposto «dipende». È tutt’altro che ingiustificata, dunque, la paura di Varsavia, soprattutto considerando la contiguità territoriale con Kaliningrad (territorio russo) e con l’Ucraina in guerra.
MA PER ORA, oltre a
Tusk, non ci sono state altre levate di scudi contro l’atteggiamento di Washington sul conflitto nell’Europa dell’Est. Ma qualcuno inizia a preoccuparsi sulla necessità di raccogliere fondi in caso di abbandono da oltreoceano. In un editoriale sul Financial times il cancelliere
tedesco Merz ha scritto che l’Ue dovrebbe usare gli ormai noti «asset congelati russi» per finanziare un prestito da 140 miliardi di euro all’Ucraina garantito con i risarcimenti di guerra che la stessa Russia dovrebbe elargire dopo la fine delle ostilità. Scenario abbastanza inverosimile per ora.
Il Segretario generale della Nato,
Mark Rutte, ha dichiarato di essere «totalmente d’accordo con Trump. È assolutamente necessario» abbattere i jet russi che sconfinano nello spazio aereo dei membri del Patto atlantico. Intanto ieri il Comando aereo alleato della Nato ha fatto sapere che «Due caccia Gripen ungheresi della Nato Baltic Air Policing sono decollati dalla base di Siauliai in Lituania in risposta a un Su-30, un Su-35 e tre MiG-31 russi che volavano in prossimità dello spazio aereo danese».
Un altro tassello nell’escalation con Mosca, che per ora è solo verbale ma rischia di degenerare.
A tale proposito, l’ambasciatore russo in Francia, Alexey Meshkov, ha dichiarato che «l’eventuale abbattimento di un aereo russo da parte della Nato nel suo spazio aereo scatenerebbe una guerra». Poco prima gli Usa avevano fatto alzare in volo quattro F-16 e un aereo di sorveglianza in Alaska per intercettare bombardieri e caccia russi in seguito all’intercettazione di un aereo militare russo nei pressi dello spazio aereo a stelle e strisce.
OGGI si terrà un incontro tra la Commissione europea, i rappresentanti dei 9 Paesi dell’Est dell’Ue (più l’Ucraina) e la Nato per consultazioni sul «muro anti-drone» che Bruxelles vuole approntare lungo il fianco orientale del continente.