ARGENTINA
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OND; KIRCHNER, NON SIAMO ANCORA USCITI DA INFERNO
(ANSA) - BUENOS AIRES, 2 MAR - Il presidente argentino Nestor
Kirchner ha avvertito oggi che, pur se il concambio per i bond
in default "é stato un passo importante, non siamo ancora
usciti dall'inferno e abbiamo ancora molto da fare", tant'é,
ha sostenuto che "dobbiamo lavorare, lavorare, lavorare".
In un'intervista ad una radio di Buenos Aires, rilasciata
oggi da Montevideo dove, dopo aver assistito all'insediamento
del neopresidente Tabaré Vazquez, si è riunito con i colleghi
di Brasile e Venezuela, Inacio Lula da Silva e Hugo Chavez "per
unificare le posizioni rispetto agli organismi internazionali",
il capo dello stato ha anche confermato che, domani, insieme al
ministro dell'economia Roberto Lavagna, annuncerà il risultato
finale dello swap.
Ieri sera, lo stesso Kirchner aveva assicurato "mancano
ancora le ultime operazioni, ma siamo attorno al 75%". Oggi,
invece, alcuni giornali, parlano di "almeno un 80%, forse poco
più".
D'altra parte, i media, come ha avvertito il presidente
dedicano più spazio agli altri problemi - soprattutto quello
della probabile 'battaglia' con le multinazionali che pretendono
un aumento delle tariffe dei servizi pubblici che gestiscono -,
che non al default che, ormai, tutti danno per superato come ha
assicurato ieri il presidente.
In questo ambito, quasi solo il 'Clarin' si occupa in
particolare degli 'holdouts', i creditori che non hanno aderito
allo swap.
Il giornale sottolinea in proposito che fonti del governo,
oltre a presumere che "sarà scarso" il loro numero, hanno
ribadito che "non verrà pagato loro un centesimo, poiché i
loro titoli restano in default e la legge appena approvata non
permette alcun passo in tal senso".
Il 'Clarin', inoltre, dopo aver citato le dichiarazioni di
ieri dell'italiano Nicola Stock , scrive che "secondo gli
specialisti non ci sono molte chances di potere porre sotto
sequestro i beni dello stato argentino all'estero". Il giornale
rileva poi che, secondo Marcelo Villegas "sembra anche molto
difficile intercettare i pagamenti che effettuerà Euroclear,
dopo che una legge approvata in Belgio ha impedito azioni in tal
senso a creditori di Perù ed Ecuador", che hanno effettuato a
loro volta concambi di bond in default.
Nonostante ciò, non manca chi, come il quotidiano 'Ambito
Financiero' che insiste sulla possibilità che l'Argentina
finisca per riaprire lo swap anche se alle stesse condizioni di
quello appena chiuso. Sarebbe appunto questo uno dei motivi per
cui i tango bond in default continuano a quotarsi attorno ai 30
dollari, mentre uno dei nuovi bond, il discount in dollari, nel
mercato a futuro, si aggira già sui 34 dollari. (ANSA).