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Evvai.

Mentre nel mondo ora si discute di Green pass universale,
ossia un lascia passare sanitario come quello per il Covid
permanente ed esteso a tutta la popolazione,
si continua a ragionare su questo nuovo e strettissimo rapporto tra potere e sanità,
tra controllo dei dati e salute.

E allora è normale che poi viene quanto meno da drizzare le antenne
se arriva la notizia per cui da ora in poi sarà possibile
ritirare soldi al bancomat con la tessera sanitaria.

Ma come? Già, è proprio così.

Comodo, per carità. Diranno in tanti.
Ora basta avere con sé la tessera sanitaria.

Quella che raccoglie tutti i nostri dati, volendo, più intimi.
Adesso, però, potrà essere utilizzata anche per i pagamenti digitali e ritirare contanti al bancomat.

Per ora, in Italia, il servizio di prelievo è disponibile per tutte le carte di debito emesse da Intesa Sanpaolo, ISPB e Fideuram.
 
Ma come funziona?

Ci sono differenze rispetto al bancomat per ritirare contanti?

No, prelevare è semplicissimo:

inserisci la tessera sanitaria o il codice fiscale nel POS degli esercizi convenzionati e scegli l’importo da prelevare.

Fino al 31 dicembre 2023 è prevista una commissione pari a 1,50 euro per singola operazione.

Dal 1° gennaio 2024 la commissione sarà pari a 2,00 euro.
 
PRIVACY TE LA METTI IN QUEL POSTO.
Una questione sorge ora spontanea:

sanno tutto di noi,

e quindi a questo punto non serve più nemmeno il bancomat

dal momento che siamo ormai in questa rete digitale

in cui ogni nostro aspetto – incluso quanto abbiamo sul conto corrente –

è conosciuto.


In più, così gli Istituti bancari

saranno ancora più a conoscenza dei nostri dati sanitari…
 
“L’Oms, in accordo con l’Ue, renderà il Green pass utilizzato durante la pandemia perenne e globale.

Adesso vi suona familiare che questo Green pass che veniva concesso dopo la terza dose durava fino a febbraio 2024?
Ma noi eravamo i complottisti… Adesso l’Oms ha siglato il nuovo accordo con l’Ue”.



“Chiedo alla mia categoria, la categoria dei giornalisti, di indagare.
Perché questo sarà solo il primo passo.

Infatti, io sono stata a Ginevra, dove è stato annunciato il Piano per la prossima pandemia da patogeni respiratori.

Nell’assemblea plenaria dell’Oms, il direttore Tedros

ha annunciato che la prossima pandemia sarà a livello respiratorio

e sarà più grave del Covid”.


Quindi o Tedros ha la palla di vetro…

Oppure è lecito chiedersi: come fa a saperlo?

Come fa ad avere questa certezza?
 
“Uno dei punti principali
sarà quello dell’adozione di un passaporto digitale,
il Green pass universale appunto,
che gestirà direttamente l’Oms
e non i singoli Stati”.

Con questo Pret, questo nuovo piano, inoltre,

si chiede di sconfiggere l’infodemia,
cioè quelle che loro chiamano fake news

e che però fino ad ora si sono poi rivelate essere la verità,
quella verità che hanno voluto nascondere,
censurare e manipolare.



La guerra continua, e non si deve abbassare la guardia.
 
Stiamo spezzando le reni alla Russia


Produzione industriale - Aprile 2023

Ad aprile 2023 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,9% rispetto a marzo. Nella media del periodo febbraio-aprile il livello della produzione diminuisce dell’1,3% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile segna diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, i beni intermedi (-2,6%), i beni strumentali (-2,1%) e, in misura meno marcata, i beni di consumo (-0,4%) e l’energia (-0,3%).
Corretto per gli effetti di calendario, ad aprile 2023 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 7,2% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 18 contro i 19 di aprile 2022). Flessioni tendenziali caratterizzano tutti i comparti; la riduzione è modesta per i beni strumentali (-0,2%), mentre risulta più rilevante per l’energia (-12,6%), i beni intermedi (-11,0%) e i beni di consumo (-7,3%).
Gli unici settori di attività economica in crescita tendenziale sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+5,7%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+2,1%) e la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+0,6%). Le flessioni più ampie si registrano nell’industria del legno, della carta e della stampa (-17,2%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-13,6%) e nella fabbricazione di prodotti chimici e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-10,9% per entrambi i settori).


Il commento​

Ad aprile si registra, per il quarto mese consecutivo, una flessione congiunturale dell’indice destagionalizzato della produzione industriale, con diminuzioni estese a tutti i principali comparti.
Il quadro è negativo anche su base trimestrale.
Pure in termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, si osserva una caduta marcata. A livello settoriale è molto ampia la flessione per l’energia e i beni intermedi, mentre risulta contenuto il calo per i beni strumentali.
 
C’è una voce che si sta facendo sempre più insistente e che sta agitando, e non poco,
tutti i fan di Mario Giordano, che sono poi i fan della verità.

“Fuori dal coro” pare che sia a rischio chiusura.

In Mediaset, infatti, è in corso una piccola rivoluzione.

La versione ufficiale vuole che Pier Silvio Berlusconi vorrebbe vincolare allo share
i contratti delle star che conducono i programmi di punta del Biscione.

Altri rumors, invece, parlano proprio di scelta politica.

Mario Giordano è scomodo, è il vero anti Sistema.

E le sue ultime inchieste su vaccini e Covid sono state una vera bomba nel panorama italiano di censure, silenzi e dati nascosti.
 
Piccolo fuori tema.

Sabato avremo kuli in giro per l'Italia.
Tutto ok. Si può fare.


Questi due invece fanno una battuta di spirito e vengono mazziati.

Bell'Italia.

I commentatori Sky Bobbi e Valsecchi​

finiscono nella bufera per alcune battute sessiste,​

fatte in diretta tv e rivolte a una ragazza finita nell'inquadratura​


"ci sono cose più serie di cui occuparsi".
 
Poi ci sono questi poveretti che pupullano negli uffici statali.
Incompetenti, il cui unico scopo è creare problemi.
Per la loro rivalsa, in quanto gretti ed inetti.


Quando parliamo di vincoli e di rispetto dell’ambiente, dovremmo forse partire da qui.

Da alcune follie tutte burocratiche contro cui amministratori e cittadini si ritrovano a combattere.

Vi avevamo raccontato le stranezze in Emilia Romagna,
dove i letti dei fiumi non vengono puliti per preservare le tane delle nutrie e il toporagno,
col risultato che i corsi d’acqua debordano e gli argini crollano.


Adesso è il turno di Giovinazzo, in provincia di Bari.

Qui di tipico ci sono tante cose: il mare bello, gli ulivi, l’architettura caratteristica.

Invece no: per la Regione Puglia ad essere “caratteristica” e degna di protezione è la “lenticchia di mare”.

Un organismo che neppure i pescatori dicono di conoscere.
 
A Giovinazzo c’è una ex fabbrica di marmo piazzata su una delle coste più belle d’Italia.

E’ abbandonata,
ma un gruppo di imprenditori ha acquistato il tutto nella speranza di poterla riqualificare
e realizzare un resort green ed eco-sostenibile.

Bello, però…?

Però nonostante gli studi e le autorizzazioni,
a un certo punto sono spuntati i tecnici della Regione Puglia
secondo cui i lavori compromettebbero l’esistenza della lenticchia d’acqua e dei pipistrelli.



Cosa siano le lenticchie d’acqua non è ben chiaro.

Fatto sta che nelle vasche di decantazione dell’acqua della vecchia azienda di marmo ci sarebbero queste colonie.

Secondo la Regione Puglia la vasca non si può spostare e la colonia va preservata.

Risultato: bisogna tenersi l’ecomostro.

E pensare che il progetto previsto era tutto eco-sostenibile secondo tutti i dettami green.


Ma la burocrazia vince.

 

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