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Questi sotto si stanno impegnando ad imparare l'alfabeto muto...ed era ora...
Sono ancora alla A ( annammo bene??!!! )


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Questi altri....che non capiscono un c@zzo ( e non ci vuole un gegno per capirlo ), perché l' ebete ha tratti somatici inconfondibili


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Fanno del popolino pirla ciò che vogliono...
L' equazione non è molto positiva per chi si arrovella a cercare di difendere chi comunque se li inchiappettera'.....

Non rimangono altro che le mani di Dio ...
AMEN
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I dazi sui prodotti di importazione, servono a dare competitività ai prodotti nazionali.

E' un dato di fatto certo ed ineludibile.

Non vedo cosa ci sia di male ad applicare dei dazi, sui prodotti importati e che potrebbero
invece essere acquistati e quindi prodotti, sul territorio nazionale.

Questa la realtà. Andando nel dettaglio,
tutte le importazioni negli Stati Uniti saranno colpite a partire dal 5 aprile da un dazio base del 10%.

Tra i Paesi interessati da questa misura ci sono Regno Unito, Singapore, Brasile, Australia, Nuova Zelanda,
Turchia, Colombia, Argentina, El Salvador, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.

Dal 9 aprile scatteranno invece i dazi verso una sessantina di Paesi e che saranno adottate caso per caso:

in questo gruppo rientrano
Cina (34%, che si sommano al 20% già in vigore arrivando al 54%),
Vietnam (46%),
Thailandia (36%),
Giappone (24%),
Cambogia (49%),
Sudafrica (30%),
Taiwan (32%),
India (26%),
Israele (17%),
Pakistan (29%)
e i Paesi membri dell’Unione Europea (20%).

Inoltre, è stato confermato il dazio del 25% su tutte le auto e la componentistica auto prodotte fuori dagli Stati Uniti.
 
E davanti a questi dati, un bravo amministratore del proprio paese, cosa deve fare per
favorire la produzione ? Applicare dazi per cercare di ripianare le uscite con le entrate. Semplice.

Chi non lo farebbe per il benessere del proprio paese ?
Solo i cojoni che decidono per noi in europa.

In Italia, che verrà colpita da un dazio generale del 20% su tutte le merci esportate negli USA,
la decisione di Trump è vissuta con grande preoccupazione.

Come ha dichiarato il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini,
l’Italia esporta ogni anno negli Stati Uniti merci per un valore di 67 miliardi di euro, contro i 25 miliardi che importa.
 
Un grave problema,
dato che la crescita del nostro Paese degli ultimi anni si basa esclusivamente sull’export,
mentre tra il 2000 e il 2023 i consumi interni delle famiglie sono calati dell’8%.

Secondo i calcoli del sito Pagella Politica, che riportano un recente report ISTAT,
quasi un quinto delle aziende esportatrici in Italia (il 18%) e degli addetti del settore (17%)
è ora a rischio per la guerra commerciale dichiarata da Trump.

Stando ai dati del ministero degli Esteri, tra i settori più colpiti ci sarebbero
quello dei macchinari (13 miliardi di export l’anno verso gli Stati Uniti),
gli articoli farmaceutici (13 miliardi)
e i mezzi di trasporto (8 miliardi).

Grave anche la situazione per i produttori di vini e alcolici,
che indirizzano quasi la metà del loro export totale verso gli Stati Uniti.
 

Anche l’Ue ha dazi sui posti bizzarri colpiti da Trump​


Sono consultabili in un database con tutte le imposte sulle importazioni.
 
I dazi annunciati da Trump
sono stati introdotti con l’obiettivo di ridurre a zero il disavanzo commerciale
(cioè la differenza tra importazioni ed esportazioni) degli Stati Uniti con gli altri Paesi.

I dazi – lo ricordiamo – sono imposte sui prodotti provenienti dall’estero,
pensate per rendere meno competitive le importazioni rispetto ai beni prodotti internamente.
 
Tutti i dazi imposti dall’Ue sono consultabili nel database TARIC dell’Ue
e nel database World Integrated Trade Solution della Banca Mondiale.


«Le ragioni di questi dazi dell’Ue verso questi posti remoti andrebbero ricostruite caso per caso»,
ha spiegato a Pagella Politica Giangiacomo D’Angelo professore associato di diritto tributario all’Università di Bologna.
 
Personalmente,
ritengo che i dazi sui prodotti esportati
servano da incentivo e sprono alle aziende di commercializzazione
per ridurre i prezzi dei prodotti venduti sul mercato nazionale.

Vuoi mantenere i livelli di vendita ? Abbassa i prezzi.

Perchè non facciamo finta di non sapere.

Dal produttore al consumatore i prezzi vengono aumentati dal 400 al 500%.
 

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