I dazi sui prodotti di importazione, servono a dare competitività ai prodotti nazionali.
E' un dato di fatto certo ed ineludibile.
Non vedo cosa ci sia di male ad applicare dei dazi, sui prodotti importati e che potrebbero
invece essere acquistati e quindi prodotti, sul territorio nazionale.
Questa la realtà. Andando nel dettaglio,
tutte le importazioni negli Stati Uniti saranno colpite a partire dal 5 aprile da un dazio base del 10%.
Tra i Paesi interessati da questa misura ci sono Regno Unito, Singapore, Brasile, Australia, Nuova Zelanda,
Turchia, Colombia, Argentina, El Salvador, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
Dal 9 aprile scatteranno invece i dazi verso una sessantina di Paesi e che saranno adottate caso per caso:
in questo gruppo rientrano
Cina (34%, che si sommano al 20% già in vigore arrivando al 54%),
Vietnam (46%),
Thailandia (36%),
Giappone (24%),
Cambogia (49%),
Sudafrica (30%),
Taiwan (32%),
India (26%),
Israele (17%),
Pakistan (29%)
e i Paesi membri dell’Unione Europea (20%).
Inoltre, è stato confermato il dazio del 25% su tutte le auto e la componentistica auto prodotte fuori dagli Stati Uniti.