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E di questi assassini non si dice nulla ?

Il ministero della Salute nella Striscia di Gaza gestito da Hamas
ha reso noto che gli attacchi israeliani hanno ucciso più di 330 persone.

Precedentemente la protezione civile della Striscia di Gaza aveva dichiarato
che il bilancio delle vittime della massiccia campagna militare israeliana lanciata stanotte
in tutto il territorio dell'enclave palestinese era di oltre 220 morti.

"la maggior sono bambini, donne e anziani", ha detto il portavoce dell'agenzia Mahmud Basal
aggiungendo che l'operazione dello Stato ebraico è ancora in corso e sta colpendo scuole e campi che ospitano gli sfollati.
 
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Chissà chi è ?
 
Fantastica.

«Io rappresento plasticamente tutto quello che voi di sinistra odiate.
Porto i tacchi 12, vesto elegante, mi piace curare il mio fisico.
Ho una collezione di borse.
Voi non volete combattere la povertà, ma la ricchezza»
 
E questa ha anche libertà di esprimere queste cagate in una tv



"Ursulona, te lo devo dire: noi italiani la guerra non la sappiamo fare. Facciamo proprio cagare!
Ti faccio vedere uno dei nostri generali, si chiama Vannacci – già dal nome, capisci, Vannacci –
e ti rendi conto che non siamo tagliati per marciare in fila, per fare ‘sinist-dest, sinist-dest’",
ha detto ancora nel suo intervento, prendendo di mira il generale, oggi prestato alla politica,
nel cui curriculum ci sono decine di missioni all'estero.

Roberto Vannacci la guerra l'ha fatta
.

E tutt'oggi ci sono migliaia di soldati italiani sparsi nel mondo che si impegnano per mantenere la pace,
per preservarla da guerre che sono sempre un po' più vicine.

La Littizzetto ha però inviato un messaggio alla piazza di Roma,
che non si è ben capito se fosse pro o contro il riarmo,
se fosse pro o contro l'invio dei soldati italiani in Ucraina.

Nel dubbio, l'attrice ha mandato la sua "letterina", un po' come quelle che ogni domenica declama dalla tv.


"Ripudiano donne e uomini dell'Esercito Italiano
ma vanno in piazza per chiedere riarmi europei ed eserciti comuni.




Non servono altri commenti.
 
Ahahahahahah

«Una piazza per l'Europa», a spese dei romani.

Il Comune di Roma, guidato dal sindaco Pd Roberto Gualtieri,
ha finanziato la kermesse di sabato pomeriggio in piazza del Popolo,
promossa da Repubblica, frontman Michele Serra, e appoggiata inizialmente da un appello di sindaci di centrosinistra,
ma poi sposata dal Pd e da molte altre sigle del centrosinistra, nel nome dell'Europa.

Palco, bagni pubblici, logistica, servizio d'ordine: tutto caricato sul bilancio del Campidoglio:
la somma impegnata per sostenere l'evento ammonta a circa 270mila euro.

La conferma ufficiale arriva al Giornale direttamente dall'entourage di Gualtieri:

«Sì, la manifestazione è stata pagata dal Comune».

Gli uomini del sindaco Pd spiegano che «è tutto regolare, e rientra nelle prerogative dell'Amministrazione».

Si trattava di «una manifestazione istituzionale e non politica, promossa da sindaci di diversi schieramenti, a sostegno dell'Unione europea».

Anche se, in verità, le istituzioni europee, come Parlamento e Commissione, non sono state neppure invitate.

Un paradosso.

Ma non casuale: in realtà, la manifestazione era stata cucita su misura per togliere dalle peste Elly Schlein
e organizzarle un bagno di folla che la mettesse al riparo dalla piazza grillina, minacciata da Giuseppe Conte per aprile.

Solo che, nel bel mezzo dell'organizzazione, è piombata la bomba inaspettata:
l'Europa si è messa a far sul serio, Ursula von der Leyen ha lanciato il più ambizioso piano di difesa Ue dal dopoguerra,
e il Pd si è spaccato al Parlamento di Strasburgo, con la segretaria schierata contro «i piani di riarmo» (insieme a 5S e Lega)
e metà gruppo dem a favore.

E a metà si è divisa anche la piazza: da una parte le bandiere ucraine, dall'altra quelle arcobaleno della resa a Putin.
 
In ogni caso, tengono a precisare dal Campidoglio,

«nessuno, tra quelli che sono intervenuti dal palco, è stato pagato o ha avuto gettoni di presenza».

Michele Serra, interpellato dal Giornale, conferma e rimanda la palla sul colle capitolino:

«Il Comune di Roma potrà rispondere a ogni domanda che riguarda l'organizzazione».

Un indizio, del resto, era arrivato con la conferenza stampa di presentazione della manifestazione,
alla quale aveva preso parte, oltre a Serra, proprio il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Che in quanto «padrone di casa» ha garantito la copertura logistica e organizzativa: palco, microfoni, servizi di filtraggio, proiettori.

Ci sarebbero poi altri due capitoli di spesa che ricadrebbero sul bilancio del Comune di Roma.

Primo: la pulizia speciale della piazza effettuata dalla municipalizzata Ama.

Secondo: la gestione degli accrediti e dello stand riservato ai media, che invece è stato affidato a Zetema srl.
Società il cui socio unico al 100% è il Comune di Roma, e la cui mission è
«la gestione di attività volte a valorizzare i beni artistici e culturali in ambito cittadino e nazionale,
anche mediante la gestione di musei e biblioteche», nonchè «l'esercizio di tutte le attività strumentali
alla valorizzazione del patrimonio artistico quali mostre, manifestazioni culturali e di spettacolo».

Evidentemente, la piazza di Serra&Elly rientrerebbe tra le manifestazioni culturali o di spettacolo.

Domanda legittima: il personale di Zetema è stato impiegato a titolo gratuito?
 
Sul contributo economico, elargito dal Campidoglio per l'evento di piazza del Popolo
si sta attivando la commissione Trasparenza del Comune di Roma, presieduta da Federico Rocca,
che dovrebbe depositare nelle prossime ore un accesso agli atti per conoscere il dettaglio delle spese.

Il Campidoglio non è l'unica istituzione pubblica che ha aperto la borsa per finanziare l'evento di Repubblica.


A Parma, l'Università ha finanziato con propri fondi un pullman con 50 posti
per coprire le spese di viaggio degli studenti che sono andati in piazza del Popolo.



Infine, per quanto riguarda la partecipazione all'evento dei sindaci, lo staff del presidente nazionale dell'Anci, Gaetano Manfredi, c
hiarisce che non è stato dato alcun contributo economico.

Mentre viaggi e delegazioni degli amministratori locali sono stati caricati, in molti casi, sulla spesa: «missioni istituzionali».
 

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