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Ahahahahah tutto ha un prezzo

2025 - Chiara Ferragni fa pace con il Codacons e arriva a un accordo sul caso del pandoro "Pink Christmas",
che, assieme a quello sulle uova di Pasqua "Dolci Preziosi", l'ha fatta finire sotto inchiesta a Milano con l'accusa di truffa aggravata.

L'influencer non solo risarcirà i consumatori che si erano rivolti all'associazione che l'ha poi querelata con 150 euro l'uno,
ma donerà anche in beneficenza 200 mila euro a un ente che si dedica al supporto e alla tutela delle donne vittime di violenza.

I termini dell'intesa, resi noti oggi, comportano una revoca della denuncia da parte del Codacons.

ED OGGI

L'influencer è stata prosciolta dall'accusa di truffa aggravata per oltre 2 milioni di euro.​


La sentenza pronunciata dal giudice che ha dichiarato il “non luogo a procedere per accettazione di remissione di querele”.

In sintesi, venuta meno l’aggravante, la truffa è perseguibile solo su querela, assente visto che il Codacons l’ha ritirata, cade l’accusa.
 
Ho trovato un articolo sull'accordo Mercosur un po' lunghino.


Chi detiene il sacco degli alimenti controlla la popolazione, controlla l’economia e può bloccarla.

Ora la domanda che in tanti si pongono è come possano le produzioni alimentari del Mercosur
valicare i confini degli stati europei senza incorrere nei tanti controlli:
soprattutto non essere fermate per la presenza di percentuali oltre i limiti di pesticidi, tossine, allergeni,
contaminanti ambientali, residui di prodotti, sostanze chimiche aggiunte.


Rammentiamo al lettore che gli LMR rappresentano le quantità massime di agrofarmaci consentite per legge
nelle colture destinate all’alimentazione sia umana che animale:
sono espressi per convenzione internazionale in milligrammi (mg) di sostanza per chilogrammo (kg) di coltura
o in parti per milione (ppm); ciascun agrofarmaco ha un LMR stabilito per ogni coltura.

Tutti gli stati europei hanno norme rigidissime al riguardo,
perché in circa un secolo negli stati civili del Vecchio Continente fortunatamente si è badato a salvaguardare la salute dei cittadini.

Allora frutta, verdura, carne e pesce del Mercosur supereranno la prova dei laboratori italiani e francesi, tedeschi e danesi?

Il dubbio è forte.
 
Intanto è utile rammentare che negli Usa non c’è solo il voto influenzato dalla Bible Belt (letteralmente cintura della Bibbia)
ma anche il cibo condizionato da una cintura di “giudici federali”, sempre pronti a condannare chi procura tumori alla popolazione:
le condanne per gli avvelenatori sono milionarie se non miliardarie,
a raccontarcelo provvedono i tantissimi casi di cronaca sulle “class action” (vere e proprie azioni legali collettive)
che permettono ai consumatori statunitensi di trascinare in tribunale multinazionali del cibo, chimico-farmaceutiche e colossi dell’agroalimentare.


Ecco che le multinazionali, che hanno comprato milioni di ettari in centro e sud America come in Africa,
guardano sempre con più interesse all’Europa.

Quell’Europa che, progressivamente ed ormai da circa cinquant’anni,
pensa con sempre più determinazione ad una politica in seno alla Pac
(oggi Politica Agricola Comune dell’Unione Europea e ieri della Cee)
capace di togliere sempre più terreni dalla produzione:

ieri era un riposo per controllare le eccedenze e stabilizzare i prezzi,

oggi un sempre più pervicace deterrente al lavoro agricolo.

Ieri offrivano contributi agli agricoltori per il “set-aside”
(mettere da parte la terra senza coltivarla)
,

oggi perseverano in politiche che mirano ad una Europa dove esistano città
non più circondate da campi coltivati e fabbriche,
ma solo da boschi capaci d’attraversare il Vecchio Continente in lungo ed in largo:
dalla Lusitania all’Ungheria, dall’Italia alla Manica.


L’Europa a trazione von der Leyen ci chiede di mettere da parte il lavoro,
e tutte le attività tradizionali, per concentrarci su altro.

Nel frattempo, gli europei dovranno pur mangiare.

Ecco che l’Ue apre ai prodotti del Mercosur,
gli stessi nel mirino dei controlli Usa,
gli stessi che hanno portato note multinazionali agroalimentari a giudizio
presso le “corti federali” Usa.



L’esperimento sui prodotti agricoli del Mercosur lo ha fatto sui “frutti di lime”,
ne è scaturita una denuncia sulla presenza di diversi residui di pesticidi (ben oltre il tollerato)
sui lime prodotti in Brasile e venduti nell’Unione Europea.

Greenpeace ha incaricato un laboratorio accreditato e certificato (ben noto agli uffici dell’Ue)
che ha analizzato 52 campioni di lime acquistati in supermercati e mercati all’ingrosso
in Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Svezia:


sono stati riscontrati residui eccedenti di pesticidi in tutti i campioni tranne in uno.

E non si osa immaginare cosa possa esserci in altre produzioni vegetali o nella carne.
 

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