La narrazione è sempre la stessa: “si fa per il bene di tutti”.
Eppure, quando lo Stato pretende di fare “il bene” con divieti e obblighi,
produce inevitabilmente un’altra cosa: costi, rigidità, conformismo e impoverimento.
E soprattutto una dipendenza crescente:
perché chi ti comanda anche i dettagli
ti abitua all’idea che tutto debba passare dall’alto.
Qui il bersaglio non è un pericolo reale: è la normalità.
La bustina monodose è una soluzione pratica, igienica, efficiente.
Serve a ridurre sprechi alimentari, a gestire flussi rapidi,
a standardizzare porzioni, a evitare contaminazioni.
Ma questa realtà non interessa: la politica ragiona per simboli, non per risultati.
Così, mentre predica “razionalità”, impone modelli unici
come se ogni ristorante fosse identico, ogni albergo uguale,
ogni servizio sovrapponibile.